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Swami Vivekananda, il fondatore della Ramakrishna Mission

La vita e la missione di Swami Vivekananda: guru carismatico, autore di testi autorevoli sul Raja Yoga e primo vero "esportatore" dello yoga in Occidente.

Swami Vivekananda, il fondatore della Ramakrishna Mission

Generalmente lo yoga è collegato alla classica figura di un guru pacifico, placido, accomodante, compassionevole, dal dolce carattere. Raramente si prende in considerazione un maestro spirituale dal carattere leonino, forte e fulgido, perché lo yoga si associa più spesso alla pace che alla forza.

Eppure Swami Vivekananda, al secolo Narendranath Datta, nella sua vita ha incarnato tutte le caratteristiche del vero guerriero spirituale, sotto la guida del maestro Sri Ramakrishna.


Sri Ramakrishna, il maestro di Swami Vivekananda

È importante introdurre brevemente Sri Ramakrishna, figura emblematica del rinascimento bengalese a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo.

Di umile origini e privo di una vera istruzione, fin da giovanissimo vive esperienze mistiche che lo orientano verso una vita spirituale.

Uno dei motivi per i quali da molti viene considerato un vero e proprio avatar, ovvero un’incarnazione del Divino, è il suo essere stato in grado di realizzare tutte le mete spirituali fino ad allora considerate inconciliabili.

Aveva riunito in sé la realizzazione della divinità personale e il Brahman assoluto e trascendente, due veri e propri ossimori, così come ebbe a realizzare la verità ultima di induismo, islam e cristianesimo, trovando che tutte le correnti conducono alla stessa origine partendo dalla stessa fonte.

Però Sri Ramakrishna, nonostante la sua conoscenza sovrumana, non imparò mai l’inglese né si sforzò di predicare la sua esperienza, perché il suo carattere era simile a quello di un bambino arrendevole e pronto ad accettare tutto quello che la Madre divina gli offre.

 

Swami Vivekananda e il suo maestro

Per diffondere con successo tale messaggio e avere un impatto sul mondo serviva una personalità decisa, come quella di Swami Vivekananda.

Di origine aristocratiche, aveva un carattere principesco in un corpo forte e ben coltivato. Eccelleva nello sport, boxe compresa, ed era un vero talento nel canto.

Assetato di conoscenza e appassionato al destino della sua nazione schiacciata dall’imperialismo britannico, era piuttosto scettico riguardo le esperienze mistiche dei sadhu che giravano per le strade indiane.

Un giorno però ebbe modo di incontrare Sri Ramakrishna, che riconobbe in lui un’anima eletta non ancora cosciente. Inizialmente il comportamento eccentrico e poco razionale di Sri Ramakrishna lo mise sull’allerta, ma poi in poco tempo Vivekananda poté sperimentare al suo fianco la coscienza cosmica e il samadhi.

 

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La vita e la missione di Swami Vivekananda

Nonostante una devozione composta e una comprensione approfondita dell’opera di Sri Ramakrishna, Swami Vivekanada aveva un carattere differente.

Mentre il primo era solito commuoversi e comportarsi in modo bizzarro (inchinarsi ai gatti, parlare alle statue e vestirsi da donna), Vivekananda era estremamente sobrio, più votato alla conoscenza che alla devozione (almeno esteriormente).

Una volta che Sri Ramakrishna lasciò il corpo, Swami Vivekananda mise per iscritto un’opera sullo yoga ancora insuperata, la sua Opera Completa che include il monumentale Raja Yoga.

Grazie a questo lavoro, lo yoga uscì dalle segrete nebbie dei guru indiani per offrirsi al mondo nel suo vero aspetto, ancora oggi ignorato e ridotto a una sorta di ginnastica unita alla meditazione.

Ma la sua missione non terminò qui. Fondò la Ramakrishna Mission, che ancora esiste a Calcutta e conta diverse sedi in tutto il mondo.

Nel settembre 1893, inoltre, fu invitato a Chicago a rappresentare l'induismo al parlamento delle religioni del mondo, il primo congresso che riuniva tutti i leader dei vari culti. 

Il discorso di Vivekananda, non preparato ma ispirato sul momento, è ancora oggi considerato uno dei massimi inni alla pace mondiale e all’unione di tutte le religioni.

 

Le ultime parole di Swami Vivekananda

Grazie a lui il messaggio e la vita di Sri Ramakrishna, un Maestro spirituale universale davvero unico nel suo genere, si sono diffusi in tutto il mondo.

In seguito, all’età di 39 anni, sentì di aver compiuto la sua opera e lasciò coscientemente il corpo, come aveva egli stesso profetizzato.

Ecco un suo lascito in proposito: “È possibile che scelga di lasciare il corpo, di gettarlo come un indumento usato, ma non per questo cesserò di lavorare! Ispirerò uomini ovunque, finché tutto il mondo arriverà a comprendere di essere uno col Divino”.

 

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Foto: Pubblico Dominio / Wikimedia Commons