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Biden nomina Tom Vilsack all'agricoltura

Lo chiamano Mister Monsanto e ora è tornato a capo del dipartimento dell’Agricoltura statunitense. Scopriamo chi è Tom Vilsack, quali responsabilità si aprono per lui durante l’amministrazione guidata da Joe Biden e perché è così inviso ad alcuni gruppi ambientalisti.

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©Lorie Shaull / Wikimedia Commons

Ambiente, le speranze riposte in Joe Biden

Il giorno stesso della sua cerimonia di insediamento, il nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha firmato 17 ordini esecutivi che chiudono i conti con l’era segnata dal suo predecessore Donald Trump, anche e soprattutto sul fronte ambientale.

 

La sua firma ha infatti dato il via all’iter per rientrare nell’Accordo di Parigi sul clima con cui la comunità internazionale si impegna a mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi centigradi, facendo tutto il possibile per non sfondare la barriera degli 1,5 gradi. Un trattato che era stato sottoscritto da Barack Obama e poi abbandonato da Trump, distintosi per le sue posizioni apertamente scettiche nei confronti dei cambiamenti climatici.

 

Non solo, Biden ha anche bloccato nuovamente i lavori di costruzione dell’oleodotto Keystone XL. Un’infrastruttura ciclopica per dimensioni (avrebbe dovuto percorrere un tragitto di 1.947 chilometri dal Canada occidentale fino al Nebraska, attraversando Montana e South Dakota), per costi (stimati in 8 miliardi di dollari, in parte pubblici) e per impatto ambientale

 

Nel frattempo, il nuovo inquilino della Casa Bianca ha dato mandato alle agenzie federali di riesaminare un centinaio di misure ambientali ereditate dall’amministrazione Trump. 

 

È quindi lecito sperare in un rinascimento verde per la prima economia del mondo? Oggi è ancora presto per dirlo. Se infatti alcuni segnali vanno inequivocabilmente in questa direzione, altri hanno suscitato parecchie perplessità anche tra i più strenui sostenitori dell’esponente democratico. Primo fra tutti, la nomina di Tom Vilsack come capo del dipartimento dell’Agricoltura statunitense (Usda).

 

Chi è Tom Vilsack

Avvocato nato settant’anni fa a Pittsburgh, in Pennsylvania, Tom Vilsack non è un volto nuovo per la politica americana. Iscritto al partito democratico, tra gli anni Ottanta e gli anni Duemila ha coperto ruoli di crescente responsabilità nello stato dell’Iowa: prima sindaco della cittadina di Mount Pleasant, poi membro del Senato e infine governatore per due mandati.

 

Barack Obama l’ha scelto nel 2009 per guidare il dipartimento dell’Agricoltura, riconfermandogli poi l’incarico quando è stato rieletto. Nello stesso periodo, Joe Biden era il vice presidente degli Stati Uniti. Vilsack torna quindi a un incarico che già conosce bene. Un incarico che molti considerano dirimente per la lotta contro la fame e i cambiamenti climatici.

 

Da un lato, infatti, è l’Usda a finanziare una serie di programmi alimentari di cui usufruisce circa uno statunitense su quattro, tra cui le mense scolastiche e gli aiuti per le famiglie a basso redito (Supplemental Nutrition Assistance Program).

 

Dall’altro lato, la Fao ripete da anni che il settore agroalimentare e forestale emette in atmosfera il 24% dei gas serra di origine antropica. Le enormi risorse finanziarie dell’Usda potrebbero quindi fare la differenza nel percorso degli Usa verso le emissioni zero, se sostenessero le pratiche agricole a basso impatto ambientale. Certo, servirebbe un netto cambiamento di rotta, visto che finora l’ente si è dimostrato molto vicino alle grandi corporation.

 

Le preoccupazioni degli ambientalisti

Possiamo aspettarci questo cambio di rotta da Tom Vilsack? Molti osservatori appaiono scettici in merito. Su questo fronte si schiera la Organic Consumers Association, organizzazione no profit che promuove il biologico, che ricorda come Vilsack abbia dato il semaforo verde a un numero maggiore di organismi geneticamente modificati (Ogm) rispetto a qualsiasi altro segretario dell’Usda prima di lui. 

 

Di questo gruppo fanno parte per esempio la barbabietola da zucchero (poi vietata da una sentenza) e l’erba medica resistenti al Roundup, pesticida sviluppato dalla multinazionale Monsanto. Un prodotto contestatissimo da quando numerosi studi scientifici hanno evidenziato i probabili effetti cancerogeni del suo principio attivo, il glifosato. Da qui il soprannome di “mister Monsanto” con cui Tom Vilsack ormai è noto tra gli attivisti.

 

Mentre era governatore dell’Iowa, i due terzi dei piccoli allevamenti familiari di suini sono scomparsi, insieme a decine di migliaia di posti di lavoro, lasciando spazio allo strapotere dell’agricoltura intensiva. Lo fa sapere il gruppo ambientalista Food & Water Watch. 

 

Nel 2001 Vilsack si è potuto fregiare del titolo di “governatore dell’anno” conferito dalla Biotechnology Industry Organization, l’organizzazione di categoria delle biotech. Un legame, quello con le potenze dell’agroindustria, che è rimasto inalterato anche durante il mandato da segretario dell’Usda.

 

“Se ci basiamo sugli eventi passati, siamo molto preoccupati del fatto che continui a parteggiare per l’industria”, dichiara al New York Times Zach Corrigan di Food & Water Watch. Che in merito esprime una posizione molto chiara: quello di Vilsack non era il nome giusto nel 2008 e non lo è nemmeno ora.