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Gestire il suolo contro l'emergenza climatica

Il suolo è una risorsa critica: se verrà gestito in modo sostenibile, ci permetterà di affrontare il climate change e garantirci un futuro. Lo sostiene il nuovo report dell’Ipcc.

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©Andrey Armyagov / 123rf.com

Se l’umanità vuole contenere l’aumento delle temperature medie globali ben al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali, deve ridurre le emissioni di gas serra in tutti i settori. Suolo e agricoltura inclusi. 

 

Ma come fare? Quali sono le priorità su cui intervenire? Come sfamare la popolazione senza sacrificare del tutto i terreni che abbiamo a disposizione? A sciorinare una serie di dati e spunti di riflessione è il nuovo report speciale su cambiamento climatico e suolo pubblicato dall’Ipcc.  

 

Cos’è l’Ipcc e come ha redatto il report

L’Ipcc, sigla che sta per “Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici”, è l’organismo che le Nazioni Unite hanno incaricato per valutare le basi scientifiche del cambiamento climatico, gli impatti e i rischi che comporta per il futuro dell’umanità e le opzioni che abbiamo a disposizione per l’adattamento e la mitigazione

 

Il grande pubblico ha sentito parlare di questo ente soprattutto lo scorso autunno, quando ha lanciato un grido d’allarme mediante lo Special Report 15: se non fermiamo immediatamente l’aumento delle temperature medie globali, rischiamo di andare incontro alla catastrofe climatica già nel 2030

 

Questo nuovo report speciale su cambiamento climatico e suolo è stato redatto da 107 scienziati di 52 diversi paesi; l’Ipcc ci tiene a far notare che la rappresentanza femminile è considerevole e inoltre, per la prima volta, più della metà degli autori proviene da un paese in via di sviluppo.

 

Il corposo studio è il risultato della disamina di oltre 7mila documenti ed è stato sottoposto a più di 28mila commenti da parte di esperti e istituzioni. 

 

Cosa dice il report su cambiamenti climatici e suolo

Il suolo è una risorsa critica: se verrà gestito in modo sostenibile, ci permetterà di affrontare il riscaldamento globale e garantire un futuro alle prossime generazioni. 

 

“L’agricoltura, la silvicoltura e le altre modalità di uso del terreno rappresentano il 23% delle emissioni di gas serra di origine antropica”, spiega Jim Skea, copresidente dell’Ipcc Working Group III. “Al tempo stesso, i processi naturali del terreno assorbono una quantità di CO2 che equivale a circa un terzo delle emissioni derivanti dai combustibili fossili e dall’industria”. 

 

L’enorme sfida è quella di trovare un punto di equilibrio tra esigenze in contrasto tra loro. 

 

Da un lato, infatti, il suolo deve restare produttivo per garantire la sicurezza alimentare a una popolazione globale in costante aumento: ora siamo a quota 7,7 miliardi di esseri umani sul Pianeta, ma secondo le stime raggiungeremo i 9,7 miliardi nel 2050 e gli 11,2 miliardi nel 2100.

 

Ma nel frattempo, spiegano i ricercatori, gli stravolgimenti del clima stanno già compromettendo la salute del suolo e della vegetazione.

 

“Ciò significa che ci sono dei limiti al contributo del suolo per il contrasto al climate change, per esempio attraverso la coltivazione di colture destinate alla produzione di energia e l’imboschimento. Ci vuole anche del tempo perché alberi e suolo riescano a catturare in modo efficace la CO2”, si legge nel report. 

 

Di conseguenza, “la bioenergia dev’essere gestita con attenzione per evitare rischi per la sicurezza alimentare, la biodiversità e la degradazione del terreno”, continuano gli studiosi, sottolineando il peso determinante delle politiche adottate su scala locale

 

Come salvare il territorio e lottare contro i cambiamenti climatici

Sarebbe impossibile riassumere in poche righe i dati, le raccomandazioni e le previsioni che si leggono nelle pagine del report. Tanto più perché non esiste una ricetta già scritta: siamo di fronte a una delle più grandi sfide per il futuro di tutti, una sfida da affrontare mettendo in campo le migliori risorse e competenze.

 

“Ci sono misure che stiamo già adottando. Stiamo già mettendo in campo tecnologie e buone pratiche, ma devono essere estese e applicate anche in altri luoghi”, commenta Panmao Zhai, Co-Chair co-presidente dell’IPCC Working Group I.

 

“Qui c’è un grande potenziale. Se usiamo il suolo in modo più sostenibile, evitiamo il consumo eccessivo e lo spreco di cibo, azzeriamo la deforestazione e gli incendi, preveniamo il sovrasfruttamento del legname e riduciamo le emissioni di gas serra, contribuiremo ad affrontare i cambiamenti climatici legati al suolo”, conclude.