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Milano diventa "plastic free"

Milano dà il buon esempio e accelera i tempi dell'addio alla plastica usa e getta: l'iniziativa Milano plastic free coinvolge circa 200 negozi, bar e ristoranti.

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©Comune di Milano

Di Valentina Neri

 

A partire dal 2021 entrerà in vigore la direttiva dell’Unione europea che vieta una lunga serie di prodotti in plastica usa e getta: cannucce, cotton fioc, piatti, posate, bastoncini per i palloncini e molti altri.

 

L’amministrazione del comune di Milano ha deciso di anticipare i tempi con il progetto Milano plastic free, annunciato ufficialmente lunedì 18 febbraio a Palazzo Marino.

 

Come funziona "Milano plastic free"

“Milano plastic free” è il nome della nuova sperimentazione lanciata dal Comune insieme a Legambiente e Confcommercio Milano.

 

L’obiettivo è quello di incentivare i bar, i ristoranti e i negozi a rinunciare alla plastica monouso e sostituirla con materiali riciclabili e riutilizzabili, che hanno un impatto ambientale decisamente inferiore.

 

Nel concreto, i volontari di Legambiente incontreranno i titolari delle singole attività, valuteranno insieme i consumi di plastica e proporranno alternative mirate, più rispettose dell’ambiente.

 

La campagna si focalizza sui quartieri di Isola (per la precisione, via Borsieri e via Thaon de Revel) e Niguarda (via Ornato e via Graziano Imperatore), che contano 147 negozi di vicinato e 54 ristoranti e bar.

 

Ma l’invito è esteso a tutta la città: qualsiasi locale o esercizio commerciale può rivolgersi a Legambiente per chiedere chiarimenti e consigli.

 

L’obiettivo: diffondere gli stili di vita sostenibili

In quest'iniziativa, la comunicazione gioca un ruolo chiave.

 

Ogni locale potrà esporre adesivi, volantini e altri materiali informativi, che aiuteranno i clienti a chiarirsi le idee sulle modalità corrette per riciclare la plastica, sulle tante alternative ecologiche e, più in generale, sugli stili di vita sostenibili. 

 

L’idea è quella di innescare una sorta di contagio positivo che coinvolga fasce sempre più ampie della popolazione.

 

“La collaborazione con Legambiente e con gli operatori commerciali di Niguarda e Isola ci consentirà di promuovere atteggiamenti e comportamenti virtuosi capaci di modificare le abitudini dei consumatori e dei cittadini.

 

Comportamenti che auspichiamo possano diffondersi con successo in tutta la città”, hanno dichiarato l'assessore alle Attività produttive e commercio Cristina Tajani e l'assessore alla Mobilità e ambiente Marco Granelli.

 

Perché dobbiamo fare a meno della plastica

Secondo i dati forniti da Amsa, l’azienda municipalizzata che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, Milano ogni anno produce circa 35mila tonnellate di plastica.

 

Nel capoluogo lombardo oggi più del 60% dei rifiuti entra nel circuito della raccolta differenziata: è una delle percentuali più alte in Europa.  

 

Ma, se vogliamo tutelare il territorio e gli oceani dalla minaccia della plastica, dobbiamo fare un passo in più: cioè usarla il meno possibile. 

 

I primi oggetti di plastica di cui possiamo (e dobbiamo) fare a meno sono quelli usa e getta, destinati a essere buttati via al termine di un ciclo di vita brevissimo.

 

Si tratta di un piccolo cambiamento nelle abitudini quotidiane, che può portare risultati ambientali enormi. Ed è anche molto più semplice di quanto possa sembrare a un primo sguardo.

 

Ormai infatti abbiamo a disposizione innumerevoli alternative che non hanno nulla da invidiare alla plastica in quanto a praticità, costi e prestazioni: dalle borracce alle buste di stoffa, dagli spazzolini da denti di bambù ai prodotti realizzati con materiali biodegradabili.