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Isola di Ibiza e sostenibilità

Decenni di turismo di massa hanno messo in ginocchio l'ecosistema e le risorse naturali dell'Isola di Ibiza. Cosa si può fare per tornare indietro? O meglio, per andare avanti?

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©Aleksandrs Tihonovs / 123rf.com

Le risorse dell'isola di Ibiza

Famosa per il turismo legato ai party, alle discoteche e alla vita notturna, la bellissima isola di Ibiza è prima di tutto un luogo di storia e di natura: perla delle Baleari, qui si possono godere dei reperti legati al passaggio delle civiltà puniche, fenici, romane e bizantine

 

Ancora, ci si potrebbe perdere volentieri nell'ammirazione dei tanti scorci paesaggistici di notevole incanto. Eppure, è risaputo, la destinazione rimanda soprattutto all'immaginario della vacanza all'insegna della modiva.

 

Anche Ibiza, però,  per deve fare i conti con un cambiamento climatico e con un impoverimento delle risorse non rinnovabili che l’hanno messa alle strette. Questo insieme all'inquinamento del territorio aggravato dai comportamenti irresponsabili dei turisti che abbandonano plastica delle cannucce e dei bicchieri che dal mare torna sulle spiagge. 

 

Cambiamenti climatici: DJ in prima fila

A fare da capofila di un movimento ibizenco sono spesso DJ di caratura mondiale, che si fanno portavoce di un messaggio importante per un cambiamento anzitutto comportamentale e, di conseguenza climatico. 

 

Già da qualche stagione turistica il tam-tam della sostenibilità è in aumento sull’isola di Ibiza ma la sua pressione si è fatta tale da essere divenuto il leitmotiv dell’estate. 

 

Non si tratta solo di dire no alla plastica e di mettere sul tetto qualche pannello solare. Si tratta soprattutto di ripensare da zero tutta la vita notturna che ha avuto nei decenni un impatto devastante sulla natura delle spiagge, delle pinete, con molte specie animali scomparse o migrate via senza più tornare.
 

L'impatto dei turisti

La prosperità apportata dai turisti è solo una falsa ricchezza che perde totalmente valore quando la terra che ospita la tua casa e che deve darti nutrimento si ammala e smette di essere fertile e ricca. 

 

Le risorse idriche di Ibiza, per fare un esempio, non riescono a reggere la grande richiesta durante l’alta stagione, quando oltretutto le piscine sono piene e gli acqua-party vanno avanti tutta la notte. Più della metà dei terreni un tempo dedicati all’agricoltura sono oggi totalmente urbanizzati e su Ibiza ogni individuo produce circa  kg di spazzatura all’anno, record europeo dovuto ai turisti. 

 

Qualche soluzione

Alcuni studi di settore stanno cercando soluzioni per comprendere come salvare l’ecosistema dell’isola di Ibiza prima che sia troppo tardi, per far fronte ai problemi della riserva idrica, della gestione dei rifiuti e dell’urbanizazione selvaggia.  

 

Riserve d’acqua e laghetti antincendio sono stati studiati in tutta l’isola, un forte piano di investimento sulle energie rinnovabili (solare ed eolico) sta prendendo vita.  

 

Un campionamento delle piante locali per la loro protezione e il reinserimento di specie animali avrà luogo nei prossimi anni. Un sistema di trasporto basato sui bus navetta elettrici sta diventando oggetto non solo di studio ma anche di forti investimenti da parte dello stato spagnolo e dell’Unione Europea.
 

Tutto nelle nostre mani

Ma è soprattutto il cambiamento del comportamento dei turisti, degli ospiti stagionali, che deve cambiare. Non è sufficiente evitare la plastica monouso e puntare sul riciclo. 

 

Qualcosa deve cambiare alla radice. Ed è per questo che i DJ si sono messi in prima fila, per spargere il più possibile il messaggio che siamo noi gli artefici del nostro destino, siamo noi a inquinare e siamo noi gli unici che possono smettere di farlo

 

Per questo, durante il loro lavoro notturno, ci saranno momenti dedicati alla bellezza naturale dell’ambiente da preservare dai nostri comportamenti sconsiderati, ben elencati per alzare il livello di consapevolezza. Un esempio concreto di questo sforzo? Bsplash: un movimento che vuol integrare musica e arte in genere con la lotta al surriscaldamento globale e il supporto di tutte le tecnologie e gli stili di vita sostenibili.