Intervista

Gestione dei rifiuti sostenibile in Assam, Nord India

La raccolta differenziata come strumento di emancipazione e salute sociale: nasce ad Auroville un progetto nelle regioni tribali dell'Assam, estremo Nordest dell'India. E' possibile trovare un equilibrio tra sviluppo sostenibile e vita tribale?

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Modelli di sviluppo virtuosi

Esistono aree del mondo che vivono felicemente in una condizione non solo rurale, ma addirittura tribale. In quest'ottica la comunità attua strategie di condivisione degli sforzi e delle risorse secondo una forma di collaborazione che va oltre la famiglia basata sul supporto reciproco e su un’etica tradizionale che ha radici antichissime. 

 

Nel nord-est dell’India troviamo un’area chiamata “Le sette sorelle”, sette stati tra Cina, Nepal, Buthan, Myanmar e Bangladesh, dove la società è ancora basata sul sistema tribale. Lo sviluppo e l’urbanizzazione, però, si affermano per la loro influenza ed è importante fornire modelli positivi a queste società, prima che esse si trasformino in brutti fac-simile delle città occidentali. 

 

Bondeepa Pator ha provato a farlo con un progetto basato sulla gestione dei rifiuti nella città di Auroville. Parliamone con lei. 

 

Bondeepa, il vostro progetto coinvolge i governi locali e la città di Auroville. Di cosa vi occupate?

E' diventato di fondamentale importanza offrire un modello alternativo sostenibile alle nostre popolazioni prima che la civiltà dei consumi trasformi i villaggi tribali in piccolo città degradate. Non solo in fatto di traffico, rifiuti e inquinamento, ma anche in termini di perdita dell’identità culturale

 

Siamo ancora in tempo per fare questo, coinvolgendo la popolazione locale e stimolandola a trovare formule creative. Nessun sistema si può esportare con successo da un’area all’altra del mondo: solo chi vive il suo territorio può mantenerlo in salute.
 

Qual è il ruolo di Auroville in tutto questo? 

Auroville nacque 51 anni fa come città universale ma oggi è conosciuta in tutto il mondo come città verde universale, per via del rispetto della natura, della riduzione dell’impatto su di essa della vita urbana e per l’invezione o l’adozione di molte pratiche sostenibili

 

In India, Auroville rappresenta un modello virtuoso alternativo a tutte le altre città che hanno una gestione dei rifiuti quasi del tutto inesistente, basata su immense discariche o sulla combustione dei rifiuti.  

 

Aurea Center, una start up di Auroville che è anche un coworking space focalizzato sull’innovazione sostenibile, ha messo su un progetto per aiutare queste aree a creare un modello cittadino in linea con quello di Auroville.
 

Quali sono i primi risultati?

Auroville è una realtà che vanta vasto credito e le autorità locali ci hanno dato il benvenuto. All’inizio i locali non credevano di avere un problema rifiuti perché effettivamente non si vedevano. Ma questo era dovuto al fatto che giornalmente li bruciavano in qualche angolo di strada.

 

Abbiamo allora chiesto di non bruciarli per un paio di giorni, in modo da fargli prendere consapevolezza della quantità di rifiuti prodotti. Bruciando i rifiuti non li avevano più davanti agli occhi ma li avevano nei polmoni. Solo allora hanno capito che una soluzione era necessaria prima che il problema divenisse critico. 

 

Abbiamo, allora, portato i nostri esperti per spiegare i diversi tipi di rifiuti e la loro differenziazione, ma anche il concetto che i rifiuti ben gestiti sono una risorsa, pertanto abbiamo approcciato tutte le scuole dove la sostenibilità è ora parte del curriculum assieme a un corso di upcycling
 

Perché il vostro progetto funziona?

Perché abbiamo coinvolto la popolazione locale, la tribù Mising dell’Assam, usando la loro lingua tribale, mangiando con loro, vivendo da loro e facendo un lungo percorso con loro che ha creato fiducia

 

Non abbiamo chiesto loro di "rimanere tribali" ma di fornire dei modelli di sviluppo sostenibili nei quali hanno potutto mantenere la loro identità e i loro usi e costumi. Case e scuole verranno costruite con un sistema di bambù, fango e fibra di cocco che rende l’impatto sull’ambiente degli edifici quasi zero, del tutto off-grid in quanto indipendenti in termini di energia (pannelli fotovoltaici), di acqua (falde comuni con un sistema di purificazione basato sulle alghe) e gas (cucine solari condivise). 

 

Tali case possono anche avere più piani e somigliano in tutto e per tutto a una comune abitazione di mattoni e cemento. Inoltre stiamo sostenendo la popolazione locale a creare la propria prosperità economica esprimendo il proprio artigianato e la cucina tribali, invece di adottare forme di business esterni, che spesso coinvolgono grandi quantità di plastica e di imballaggi che, quando non bruciano, vanno a finire nei fiumi e infine nelle risaie. 

 

Puoi darci qualche numero di questa avventura?

Abbiamo avuto richieste anche dal Nepal e dal Bengala occidentale ma abbiamo voluto cominciare con calma nel nordest, scegliendo solo uno stato (l’Assam) e in questo stato abbiamo deciso di cominciare con un solo distretto (Dhemaji), con una città (Gogamukh) come caso-pilota. 

 

Per adesso, oltre che col centro cittadino abbiamo iniziato a lavorare con almeno 5 villaggi e con tutte le relative scuole. Abbiamo inoltre iniziato i disegni per una nuova scuola e per un centro culturale locale. 

 

Abbiamo iniziato a lavorare con l’ospedale locale e abbiamo creato un sito dove differenziare i materiali di scarto, decifrandone per la prima volta le reali quantità. L’intera città ha smesso di bruciare rifiuti e grazie all’aiuto dei media locali e di alcune ONG, la popolazione ha imparato a riconoscere i diversi tipi di plastica, identificando quelli più pericolosi per la salute, e quindi a rifiutare molti prodotti inutile, specie in termini di imballaggio. 

 

La riduzione dell’uso di PVC e plastica multistrato ha avuto un successo enorme ed è stata quasi totale. Questo successo è stato possibile perché la cultura tribale tende a prendersi cura delle nuove generazioni e a non essere completamente votata alle soddisfazioni dell’individuo come in Occidente.  C’è più da imparare che da insegnare. Volete sostenerci o lavorare con noi? Contattate aurea@auroville.org.in .