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La baia di Isola Bella torna a splendere dopo la bonifica

L'eliminazione di elementi in cemento da parte dell'Università di Catania ha restituito la bellezza originale del paesaggio all'Isola Bella, una perla del Mediterraneo.

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Credit foto
©equilibriuman -123rf

La baia dell’Isola Bella, in Sicilia, è stata liberata da elementi che ne deturpavano la bellezza. Conglomerati in cemento di varie dimensioni rappresentavano un detrattore ambientale, oltre che rappresentare elementi di degrado per gli habitat naturali e un pericolo per la fruizione in sicurezza della spiaggia.

Grazie agli interventi di eliminazione coordinate dall’Università di Catania nell'ambito del progetto 'Interventi per l'eliminazione dei detrattori ambientali nella Zsc' - e finanziato tramite il Po Fesr Sicilia 2014-2020 - oggi a questa perla del Mediterraneo è stata restituita la bellezza del paesaggio originale.
 

Riqualificato il 2% del territorio

La Riserva naturale orientata “Isola Bella”, inserita in Zona speciale di conservazione (Zsc), rappresenta un hotspot di biodiversità in un contesto fortemente antropizzato. Gli interventi del progetto, quindi, sono stati finalizzati a preservare la biodiversità terrestre presente nell'area.

L'ateneo catanese, tramite il centro di ricerca Cutgana, è ente gestore della Riserva stessa e ha realizzato gli interventi, connessi alla gestione del sito inserito nella Rete Natura 2000 e corrispondenti agli obiettivi di conservazione e tutela, anche per valorizzare un sito che ogni anno richiama milioni di turisti provenienti da tutto il mondo.

I lavori, che sono costati poco più di 50 mila euro in totale, sono durati quasi quattro mesi e oltre ai conglomerati di cemento sono stati rimossi pozzetti e contatori elettrici dismessi e le armature in ferro ammalorate affioranti dai moli in cemento.

La superficie occupata dai manufatti in cemento era pari a 75 metri quadrati, corrispondente a una percentuale di habitat occupato, e ora ripristinato, pari a circa il 2% del territorio.
 

Tutelare la biodiversità

L’Università di Catania e il centro di ricerca Cutgana proseguono l’impegno nella tutela delle aree naturali protette lanciando la campagna di sensibilizzazione dal titolo “Scegli le parole per descrivere le aree protette del futuro”.

Attraverso l’iniziativa, il Cutgana vuole dare voce ai giovani e far conoscere loro la Strategia sulla Biodiversità 2030 dell’Unione Europea, il nuovo piano a lungo termine per proteggere la natura e invertire il degrado degli ecosistemi che consiste nella trasformazione di almeno il 30% delle terre e dei mari d’Europa in aree protette gestite efficacemente.

La perdita di biodiversità e il collasso degli ecosistemi sono, infatti, due delle minacce più gravi che l'umanità dovrà fronteggiare nel prossimo decennio.

Del 25% del bilancio dell'UE destinato all'azione per il clima, una parte significativa sarà investita proprio nella biodiversità e nelle soluzioni basate sulla natura.
 

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