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Decalogo alimentare del viaggiatore

Esistono delle regole di base che permettono al viaggiatore di godersi ancora di più il viaggio. Non si tratta solo di sicurezza alimentare e quindi di salute, ma di riuscire ad uscire dal nostro “safety space” mentale per poter apprezzare tutto quello che ci capita. Ecco qualche consiglio sull’alimentazione in viaggio

Decalogo alimentare del viaggiatore

Non tutti vivono l’alimentazione e il cibo allo stesso modo; per alcuni sono un piacere, per altri un dovere da sbrigare, per altri ancora il motive stesso che spinge a mettersi in cammino per il mondo.

Qualunque sia il vostro rapporto col cibo, quando si viaggia si ha la possibilità di scoprire e quindi imparare un sacco di cose nuove non solo sul paese che ci ospita, ma anche su noi stessi.

Dall’altro lato, viaggiare comporta anche dei rischi che è bene conoscere per poter evitare perdite di tempo.

Cominciamo con alcuni consigli che il viaggiatore può prendere in considerazione per curare la sua alimentazione e non incorrere in brutte esperienze.

 

Alimentazione e clima

Ogni clima richiede un coportamento alimentare differente; non è un caso che il ricorso alla cucina piccante si concentra nelle zone equatoriali e tropicali, e che più diminuisce la temperature più aumenta il consumo di carne.

Quando viaggiamo dobbiamo sempre adattarci al clima. Generalmente al caldo si mangia meno, per non ritrovarsi a dover digerire ingenti quantità di cibo durante le ore calde, e si mangia piccante e caldo per limitare la sudorazione.

Invece di stare sempre attaccati alla bottiglia dell’acqua, sarebbe meglio assumere liquidi tramite bevande calde ma non eccitanti, oppure dai succhi di frutta, meglio ancora la frutta al naturale.

Al freddo invece risulta utile che il corpo produca calore durante la digestione, ed è quindi meglio mangiare un po’ di più, anche grassi e dolci, in grado di produrre calore.

 

Osservare cosa mangiano le persone del luogo

I locali sanno perfettamente cosa è meglio mangiare in ogni luogo, ma non crediate che imitarli e scimmiottarli ci metta al sicuro.

Spesso i locali hanno un metabolismo adatto a digerire cose per noi indigeribili, e anticorpi perfetti per l’ambiente del luogo. Per cui una moderata apertura è sempre il miglior primo passo in questo senso.

In generale, grazie agli autoctoni scoprirete cibi composti da ingredienti locali che altrimenti ignorereste, e spesso mangiati nella corretta stagione.

 

Alimentazione e igiene

Il buon senso e l’esperienza ci diranno che è meglio evitare i locali senza clientele, specie se si tratta di cibo di strada, poiché vi potreste ritrovare sotto al naso del cibo precotto e riscaldato, quindi altamente rischioso.

Non abbiate paura del fritto e di ciò che è cotto e stracotto: spesso è una garanzia di sterilizzazione.

In molti paesi, l’acqua deve venire da bottiglie sigillate, poiché i batterei locali sono troppo per i nostri intestini.

 

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Curiosità, parola d'ordine del viaggiatore

Ecco la parola d’ordine e il segreto dei segreti. Viaggiando scoprirete la vostra dipendenza da semplici abitudini talmente date per scontato che non le ritenevate neanche abitudini.

In alcuni posti non esiste la colazione, in altri non si beve mentre si mangia, in altri ancora si mangia tutti in uno stesso piatto, in alcuni scordatevi le posate, in certi altri non esiste pane, in alcuni troverete zucchero dove vi aspettereste del sale (nelle salse di pomodoro ad esempio) o del sale dove ci si aspetterebbe dello zucchero (in alcuni frutti come prugne o amla); in certi posti continueranno a riempirvi il piatto finché non gli direte “no”… e non sempre “no” è un concetto facile da esprimere - basti pensare che in India si scuote la testa da una parte all’altra per dire “si”.

Provate tutto quando avrete l’occasione, non negatevi la sperimentazione e la possibilità di allargare la vostra visione del cibo. Uno dei trucchi più importanti è imparare i nomi dei piatti in lingua locale e alcune locuzioni come “senza ghiaccio”, “non piccante”, “senza glutammato”.

 

Conosci te stesso

Senza scomodare i classici della filosofia greca, potremmo dire che per godere al massimo della cucina durante i viaggi è indispensabile conoscere il proprio corpo, soprattutto come esso reagisce ad alcuni cibi.

Come ve la cavate col piccante? Amate od odiate alcune spezie in particolare? Avete problemi col pesce e state andando in un posto di mare? Avete problemi coi latticini e andate in posti di montagna? Quanto tempo riuscite a stare senza cibo?

 

Alimentazione in viaggio: a cosa fare attenzione

Anzitutto le bevande: quando possibile è sempre da preferire l’acqua proveniete da bottiglie sigillate. C’è un motivo se le diarree tropicali e subtropicali sono ritenute maledizioni, fidatevi. 

È sempre bene andare più che cauti con alimenti e bevande contenenti uova e latte, che sono gli alimenti più a rischio: anche se il latte è bollito, basta poco tempo all’aperto dopo che la sua temperature è scesa per renderlo pericoloso.

Come detto, evitate i luoghi poco frequentati e quelli che, in genere, non vi ispirano fiducia. Nel viaggiare zaino in spalla potreste ritrovarvi a prendere treni ed autobus anche per più di una dozzina di ore; portatevi dietro l’acqua necessaria e sappiate di quali cibi potete fare scorta.

 

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