"Skin-Slugging" botanico: l'alternativa naturale alla vaselina per riparare la pelle a settembre
Sole, caldo e lavaggi frequenti possono rendere la pelle più secca e ruvida: lo “slugging” ha lo scopo di limitare la perdita d'acqua, ma per ottenere un effetto emolliente non è necessario ricorrere alla vaselina
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Il trend di TikTok dello "Slugging": chiudere la pelle con i derivati del petrolio funziona?
Diventato popolare sui social, lo slugging consiste nell'applicare come ultimo passaggio della routine serale uno strato di vaselina, allo scopo creare una barriera fortemente occlusiva sulla superficie cutanea.
La vaselina o petrolatum viene infatti usata da tempo in dermatologia e nella formulazione di prodotti emollienti proprio per la sua capacità di limitare la perdita d'acqua attraverso lo strato corneo e rappresenta uno degli ingredienti cosmetici più efficaci nel ridurre la perdita d'acqua transepidermica.
Normalmente, l'acqua tende a diffondere dalla pelle verso l'ambiente ma, grazie alla vaselina, viene trattenuta più efficacemente e lo strato corneo rimane maggiormente idratato perché questa sostanza rimane in parte sulla superficie cutanea e in parte viene assorbita dallo strato corneo, contribuendo al recupero della funzione di barriera.
Lo slugging ha però una forte occlusività che difficilmente può essere raggiunta con sostanze lipidiche vegetali.
Microbioma cutaneo asfissiato: i danni occlusivi post-esposizione solare
Il microbiota cutaneo è formato da comunità di batteri, funghi, virus e altri microrganismi che variano in base a temperatura, umidità, quantità di sebo, pH e altri fattori.
Utilizzare vaselina a scopo cosmetico non danneggia microbioma e, anzi, può aumentare l'espressione di alcuni peptidi antimicrobici e marcatori coinvolti nella differenziazione e nella barriera epidermica.
Per alcune persone però la vaselina può risultare eccessivamente occlusiva o poco adatta da applicare dopo l'esposizione al sole, soprattutto se la pelle è scottata o presenta eritema.
Fitosteroli e ceramidi vegetali: la bio-ingegneria dell'Avena e dell'olio di Jojoba
La barriera dello strato corneo è formata da cellule, i corneociti, e da una matrice lipidica intercellulare è costituita soprattutto da ceramidi, colesterolo e acidi grassi liberi. Quando questa organizzazione viene alterata, aumenta la perdita d'acqua e la pelle può diventare secca, ruvida e più vulnerabile.
L'avena, Avena sativa, è una pianta molto utilizzata per la cura della pelle grazie al suo contenuto in amido, beta-glucani, proteine, lipidi e composti caratteristici come le avenantramidi. Gli estratti di avena colloidale possono influenzare l'espressione di geni coinvolti nella differenziazione epidermica, nelle giunzioni cellulari e nella regolazione dei lipidi migliorando l'idratazione e la funzione barriera.
I fitosteroli e altri lipidi vegetali possono contribuire alle proprietà emollienti dei prodotti cosmetici, così come le ceramidi vegetali.
L'olio di jojoba, ottenuto da Simmondsia chinensis, è invece una cera liquida costituito principalmente da esteri formati da acidi grassi e alcoli grassi a lunga catena. Applicato sulla pelle svolge soprattutto un'azione emolliente e contribuisce alla formazione di un film lipidico superficiale.
In uno studio in vivo che ha confrontato jojoba, altri oli vegetali, paraffina e petrolatum, le sostanze oleose penetravano principalmente negli strati più superficiali dello strato corneo. Il petrolatum produceva l'occlusione maggiore, mentre l'olio di jojoba mostrava un comportamento meno occlusivo. Questa differenza lo rende adatto a uno “slugging” più leggero, in grado di ammorbidire la pelle e contribuire a limitare la dispersione d'acqua senza creare lo stesso grado di occlusione.
Come creare una barriera lipidica traspirante notturna per curare la disidratazione autunnale
In caso di pelle secca e ruvida, dopo la detersione serale si può applicare sulla pelle leggermente umida una crema idratante semplice e priva di profumo, eventualmente formulata con avena colloidale. Una volta assorbita, si possono massaggiare sul viso poche gocce di jojoba, insistendo sulle zone che tendono maggiormente a seccarsi.
L'olio formerà un film lipidico superficiale meno occlusivo della vaselina, mentre la crema sottostante fornisce la componente acquosa e gli eventuali umettanti ed emollienti della formulazione.
Un'alternativa ancora più semplice è utilizzare un prodotto cosmetico già formulato con avena colloidale, lipidi ed emollienti.
Se però la pelle presenta eritema, dolore, vescicole o altri segni di un'ustione solare, la priorità non è lo slugging ma la gestione della scottatura.
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