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Arti marziali: il silat e la boxe filippina

Dal Sudest asiatico provengono due particolari forme di combattimento, il silat e la boxe filippina: entrambe sono il risultato dell'incontro di diverse tradizioni di arti marziali. Pur con alcune specificità.

Arti marziali: il silat e la boxe filippina

Silat e boxe filippina: storia

Sin da epoca antica, tutti i territori che compongono l’Indocina hanno sempre avuto movimenti e scorribande di pirati, bucanieri, colonizzatori, invasori.

A questo scopo ebbe vita un interessante processo che prese il meglio degli stili di combattimento tribali, nati nei villaggi, li codificò e li offrì agli eserciti degli eserciti locali in difesa delle proprie terre.

Col nome silat, ad esempio, si intende tutto un vasto sistema di stili di origine tribale che, a partire dalle zone originali (Thailandia del sud, Malesia e Indonesia), si estende oggi fino al Vietnam e le Filippine.

Col nome di boxe filippina o suntakan, si intende un complesso sistema di combattimento per autodifesa, che non comprende solo pugni ma tutta una serie di possibili colpi con ogni parte del corpo verso ogni parte del corpo (compresi gli arti), e l’uso di armi.

Anche la boxe filippina è diffusa in tutta l’area indocinese, e come nel caso del silat, con cui condivide tratti comuni, ha origine non scritte antichissime, derivanti dalle migrazioni verso sud di tribù cinesi.

Studi archeologici hanno dimostrato la presenza di oggetti riferibili alla prarica marziale già in epoca tardo neolitica.

 

Silat e boxe filippina: caratteristiche

Ciò che silat e boxe filippina hanno in comune con gli antichi stili di kung fu cinese è la presenza di forme (juru) simili a danze, con posizioni fisse delle mani che ricordano talvolta gli animali.

Un elemento invece che tradisce l’influenza indiana è il costante uso di posizioni chinate con baricento molto basso, elemento tipico dell’arte indiana kalaripayattu. Dietro alla pratica moderna e codificata, esistono dei rituali tradizionali nel silat e nella boxe filippina, così come delle armi tipiche esotiche.

Sia con armi che senza, in queste discipline indocinesi esistono molti tipi di guardie e di passi da dover imparare: non esiste una sola guardia tipica come per esempio nella boxe. Esistono, oltre che alle forme, anche delle vere e proprie danze marziali, con tanto di suonatori a presso, spesso impiegate nelle iniziazioni, durante i combattimenti o gli esami di grado.

 

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Silat e boxe filippina: pratiche

Riferendosi al silat e alla boxe filippina stiamo parlando di arti marziali da difesa personale, apparentemente cruente, con un lato sportivo limitato.

Generalmente in Occidente vengono importati e studiati solo alcuni aspetti pratici di queste arti marziali, tralasciando tutto il lato tradizionale comprensivo di iniziazioni e danze, lo studio delle energie interiori e dei punti di pressione, legati ad un antico retaggio comune con l’ayurveda e il massaggio thailandese.

Oggigiorno, silat e boxe filippina sono studiate soprattutto per l’efficacia nell’uso delle armi: invece che studiare spada e machete (i bolo) le stesse tecniche vengono applicate a bastoni corti e coltelli.

In particolare il kali escrima filippino è estremamente efficace in questo senso ed è studiato in tutto il mondo dalle Forze dell’ordine e dalle compagnie di security. Altri elementi importanti nello studio di queste arti marziali sono gli angoli di attacco totalmente inusuali, che permettono di attaccare senza essere un bersaglio, e il senso di scorrevolezza tra una tecnica e l’altra.

 

Silat e boxe filippina: alcuni benefici

Ecco alcuni buoni motivi per conoscere più a fondo queste due discipline:

> Chi pratica sport da combattimento può trarre grandissimo giovamento nell’ampliare i propri orizzonti marziali nello studio di silat e boxe filippina: si può apprendere nuovi angoli di attacco, imparare posizioni in cui si diventa bersagli difficil e l'uso di combinazioni di colpi non conosciute dai più, cambi di ritmo continui e imprevedibili, tutti elementi che se combinati con un’altra arte marzile, arricchiscono enormemente un combattente.

> Apprendere l’uso delle armi nel silat e nella boxe filippina ci darà la possibilità di poterci difendere, in caso di bisogno, anche con un piccolo bastone, un ombrello, un giornale arrotolato, o qualsiasi altro oggetto simile. Se le forze dell’ordine e i corpi militari studiano queste tecniche un motivo ci sarà...

> Studiare silat e boxe filippina nelle loro forme tradizionali può essere una esperienza culturale arricchente ed estrememante interessante. Lo studio di tutte le forme e le danze, che si ricollegano al contempo alle origini tribali, ai kung fu cinesi e alle arti indiane, non ha prezzo.

> Studiando queste arti ci approcceremo a dei sistemi marziali completi: movimenti, gestione delle distanze, uso delle armi, studio dei punti deboli del corpo, studio della respirazione e delle energie interiori, colpi di pugno, di calcio, testate, gomitate, ginocchiate, colpi di spalla. Ancora, anche atterramenti, proiezioni, sottomissioni e strangolamenti. Niente è lasciato a parte.

 

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