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La musica e le pratiche psicofisiche

Di fatto, siamo vibrazione. Perché molte pratiche psicofisiche si basano sulla variazione del ritmo e quanto è importante attivare l'orecchio anche ai fini dell'ascolto di tessuti, tendini e dell'osservazione dei pensieri

La musica e le pratiche psicofisiche

Il suono è energia sottoforma di vibrazioni. Diventare consapevoli di questo vuol dire fare un primo passo verso una consapevolezza ulteriore che riguarda il corpo umano: ogni nostro organo interno e tessuto ha una sua risonanza, se con la mia voce raggiungo un altro corpo, sto dando luogo all'effetto di risonanza.

Diventare coscienti di questa energia vibratoria spalanca completamente le porte della percezione. Va da sé che anche la prospettiva della malattia cambia: quando un equilibrio si altera, quando una vibrazione risuona in modo poco armonico, si manifesta un'alterazione; la malattia non è che la manifestazione di questa alterazione e dovremmo ringraziarla proprio perché sta a mostrarci la possibilità di un riequilibrio. 

Se ogni organo ha la sua vibrazione, in caso di alterazione, attraverso il suono, si può ripristinare l'equilibrio. Una serie di discipline, dalle più antiche ai metodi più innovativi, si basano proprio su questo affascinante principio. 

 

Musica e pratiche psicofisiche: il metodo Tomatis e altre discipline 

Discipline millenarie come lo yoga sfruttano mantra e canto vedico per andare proprio a veicolare un suono sacro che vibra dentro e fuori dal corpo ed è con sé portatore di significato e significante. Lo stesso principio si trova nel massaggio sonoro, che sfrutta proprio la manipolazione e il trattamento manuale associato al suono.

La biopsicofonica è l'ambito che riguarda lo studio e l'applicazione della musica in senso terapeutico ed è una disciplina che va "a braccetto" con la meccanica quantistica e l'uso delle frequenze in senso esplorativo-esperienziale.  

In molte forme di trattamenti legati allo sciamanesimo il suono diventa fondamentale, specie nel caso dell'uso di un tamburo sciamanico; in molti seminari si mettono anche i partecipanti in grado di costruire autonomamente il proprio tamburo sciamanico. Si tratta a tutti gli effetti di un oggetto di "potere", nel senso vero del termine, di sviluppo e realizzazione di possibilità concretizzabili, manifestabili sul piano reale.

Altra provenienza ma simile natura ha la ricerca di Grof e lo sviluppo della respirazione olotropica in cui è impiegata la musica per raggiungere stati alterati di coscienza.

Esistono ricerche che correlano frequenze musicali a organi o tessuti del corpo umano. Attraverso appositi software per esempio si è visto che il rene (319.88 Eb) ha una frequenza vibratoria rispetto al surrene (492.8 B), che il fegato, la nostra ghiandola più grande ha una risonanza di 317.83 Eb), mentre la vescica di 352 F. Le lettere fanno riferimento alle note musicali così come indicate nella notazione anglosassone. 

In ultima analisi menzioniamo il metodo Tomatis, conosciuto anche come audio-psico-fonologia: si basa sulla rieducazione all'ascolto come metodo terapeutico a tutti gli effetti e prende il nome da Alfred Tomatis, otorinolaringoiatra e chirurgo nato a Nizza nel 1920.

Benefici si hanno in caso di traumi, di ruminazioni mentali, di depressioni e stati d'ansia. Andando a esplorare il legame tra orecchio, linguaggio e psiche, il metodo è uno strumento valido per tutte le patologie psicosomatiche e i disturbi di gestione dell'emotività. 

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