Intervista

Discipline bionaturali nella Fase 2: intervista a Emiliana Alessandrucci, presidente CoLAP

Come intendere la ripartenza per gli operatori del benessere olistico e della cura della persona? In un atteso incontro per associati CoLAP, la presidente Emiliana Alessandrucci ha fornito spunti per un nuovo approccio alla professione ai tempi del coronavirus.

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Quando si parla di ripresa, il dibattito sembra riferirsi soprattutto al comparto produttivo, al rilancio del settore turistico e della ristorazione. Il grande ambito dei servizi alla persona vive ancora molte incognite, relative alle norme che le singole aree professionali dovranno rispettare per il contenimento del contagio da Coronvirus.

 

Il Coordinamento Libere Associazioni Professionali (CoLAP), associazione apartitica e senza scopo di lucro con oltre 200 realtà associate e 300mila iscritti, si è posta il tema di intervenire per fare ordine e chiarire ai professionisti come ripartire e intendere le disposizioni nel mondo delle discipline bionaturali, scuole e operatori.

 

Emiliana Alessandrucci, presidente del CoLAP, è giovane, preparata ed agguerrita, abituata a farsi promotrice di emendamenti quando la politica tralascia aspetti importanti, attrice di interessanti contraddittori televisivi.

 

Durante un incontro on line organizzato dal Coordinamento operatori shiatsu (Cos), erano collegati più di 50 operatori e insegnanti, segno di vivo interesse e preoccupazione. Emiliana ha mostrato, forse anche grazie alle sue competenze di counseling e orientamento, anche un aspetto comprensivo e al tempo stesso stimolante, consapevole degli interrogativi e dei timori per il futuro che pervadono i professionisti del benessere. 

 

Il lockdown e la Fase 2 hanno posto e pongono i professionisti di discipline bionaturali a dubbi e confusione...

Proprio in medicina cinese, ambito da molti conosciuto, sappiamo che crisi ed opportunità sono due facce della stessa medaglia. Bisogna che gli operatori siano parte attiva del cambiamento per non venirne espulsi, che non mettano in atto resistenze, anzi che riescano ad individuare quali opportunità può offrire loro questa crisi.

 

Abituati a un certo "silenzio dentro", so che molti stanno approfittando di questo "fermo" per crescere e migliorarsi. Alcuni stanno già sviluppando nuove idee da trasformare in progetti professionali.

 

Gli insegnanti stanno tenendo corsi on line; non è certamente lo stesso rispetto a quanto si faceva ma contribuisce a mantenere viva la relazione con allievi ed utenti. Dico tutto questo senza voler sminuire le difficoltà, economiche, relazionali e anche spesso identitarie di questi professionisti. 

 

Nonostante il Covid, o forse proprio per il momento che il virus costringe a vivere, sembra ci sia molta richiesta di trattamenti olistici e corsi di discipline di crescita interiore e rilassamento. Come conciliare tale richiesta con le misure per la sicurezza?

Le persone vivono un momento di fragilità, di confusione. Se hanno disagi e squilibri attualmente hanno anche paura ad andare dal medico.

 

Paradossalmente avrebbero bisogno ancora di più di tecniche per gestire ansia e isolamento, di trattamenti per aumentare ascoltoconsapevolezza di sé.

 

Per questo la relazione con loro non va interrotta in attesa che si possa ripartire, magari gradualmente o forse con modalità finirà inesplorate. Questa relazione è il seme che fiorirà quando si potrà ripartire

 

Cosa è emerso dalla riunione con le associazioni di professionisti delle discipline bionaturali iscritte al CoLAP?

Abbiamo stilato delle proposte per la fase 2, la riattivazione delle attività dopo il fermo dovuto all'emergenza Covid. Definire la riapertura, i possibili progetti, le condizioni per attuarli.

 

Abbiamo suggerito modalità per garantire la sicurezza per operatori/insegnanti e utenti, che vanno dalla prevenzione dei rischi di esposizione, prossimità e aggregazione alla sanificazione dei locali e degli indumenti da lavoro, dalle procedure igieniche ai dispositivi di protezione.

 

Attraversiamo tutti un periodo difficile, di crisi e di sfida. Il cambiamento, la trasformazione e l'adattività sono fasi, non sinonimi.

 

Il cambiamento, prepotente, inaspettato, arriva da fuori e ci chiede una trasformazione, che arriva da dentro. L'adattività, invece, è la capacità di prevenire, di vedere in anticipo cosa succederà, di riuscire a programmare una nuova modalità di lavoro, pur mantenendo la propria identità.

 

Almeno per un certo periodo si dovrà pensare ad altre modalità, sia di vita che di lavoro. Immaginare un modo diverso per interpretare la professione. E’ possibile che, semplicemente, la metratura dei locali di scuole o studi sia inadeguata, che la ricezione debba essere di poche o addirittura una persona per volta per i corsi o i trattamenti.

 

Credo sia un momento in cui risulterebbe utile fare rete per condividere le competenze e inventare nuovi progetti insieme. 

 

Cosa accadrà quindi a breve?

Le proposte concordate nel tavolo rivestono carattere puramente indicativo e di suggerimento, dobbiamo attenerci alle norme dettate dal Governo per la riapertura. 

 

Rispetto al codice Ateco (riferimento alle attività produttive) non sappiamo se scenderanno nel dettaglio o se citeranno genericamente il codice 96 come "attività di servizi alla persona" (in comune con i centri estetici). In ogni caso le riaperture dal 18 maggio sono di competenza delle Regioni.