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Onironautica: tecniche per sperimentare il sogno lucido

Uno degli obiettivi che attrae molte persone ad interessarsi e a praticare l'onironautica è la possibilità di sperimentare un sogno lucido, ovvero quel particolare stato di coscienza in cui si è consapevoli di star sognando e si ha la capacità di non indurre il risveglio e di continuare ad interagire col mondo dei sogni. Come si allena questa capacità?

Onironautica: tecniche per sperimentare il sogno lucido

Già negli scritti di alcuni filosofi greci troviamo l'interesse per questa particolare condizione di sonno, ed ancor prima in molti testi yogici e, a ben vedere, in tutte le tradizioni sciamaniche.

Lo psichiatra olandese van Eeden coniò il termine a fronte delle numerose esperienze in cui non solo il sognatore era cosciente di star sognando, ma aveva anche una discreta capacità di partecipazione al sogno, che in alcuni casi può divenire controllo e, addirittura, manipolazione della realtà onirica stessa.

Il sogno lucido non è una mera esperienza soggettiva ma un fatto analizzabile e concreto: in sua presenza il cervello si focalizza su alcune speciali frequenze delle onde beta.

Collateralmente rientrano nel campo dei sogni lucidi anche i cosiddetti falsi risvegli e le esperienze fuori dal corpo.


Tecniche per sperimentare il sogno lucido: il diario notturno

Esistono tecniche per sviluppare questa capacità? Alcuni ritengono di sì, e il più comune strumento di training è il diario notturno, ovvero un diario nel quale appuntare ogni dettaglio onirico.

Il diario notturno è, anzitutto, un espediente che rappresenta concretamente un interesse maturato nella coscienza di veglia, la superficie dell'ego, verso ciò che alberga dietro il velo, un bisogno di scoprirsi e comunicare col resto dell'essere, che generalmente ci lancia messaggi simbolico nel caos onirico.

Quando la coscienza di veglia è sufficientemente flessibile da intuire e ammettere la possibilità di essere solo il frammento di un'unità, e quando l'inconscio ha maturato in sé un potenziale pronto ad emergere, ecco che l'interesse verso i sogni da una parte e la loro potenza espressiva dall'altra rendono il tentativo di conciliazione inevitabile.

E il diario notturno può essere lo strumento adatto per questa sintesi. Questo, più che i tentativi razionali di un'interpretazione meccanicistica e bidimensionale dei contenuti dei sogni, è il vero senso del diario notturno.

 

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Altri metodi per sperimentare il sogno lucido

Dopo aver acceso ed alimentato la fiamma della volontà, è ora di tentare di prendere coscienza nei sogni. Nei primi anni ottanta, uno dei pionieri dello studio dei sogni lucidi come Paul Tholey, psicologo tedesco, elencò le caratteristiche che definiscono il prendere coscienza di un sogno lucido: potersi orientare, poter prendere decisioni, utilizzo della memoria, ricordarsi di sé, coscienza del circostante, coscienza dei significati, utilizzo della volontà.

Uno dei metodi più classici è il "test della realtà": ovvero l'abituarsi a chiedersi più volte possibile se quella che stiamo vivendo sia veramente la realtà, facendo piccoli test come aprire un libro e leggere due righe, controllare l'ora, guardarsi le mani, pizzicarsi il naso, controllare se si respira.

Se si prende questa abitudine durante la veglia, sarà facile riprodurla nei sogni, con ottimi risultati. Un'altra cosa fondamentale è imprimere una costante volontà di voler arrivare all'obiettivo di avere sogni lucidi, ciò che nelle scienze occulte è definita una «formazione». Ogni sera, prima di addormentarsi, tutta la coscienza dovrà focalizzarsi su tale obiettivo e, col tempo, la perseveranza verrà premiata come la goccia che scava la roccia.

Disegnare e imparare a riconoscere i simboli ricorrenti, la propria araldica personale, ci aiuterà a prendere confidenza con i sogni. La fase REM può inoltre essere potenziata e per svilupparla è importante: dormire a orari regolari, farlo lontano dai pasti, concentrare il sonno in un'unica volta evitando sieste e pennichelle.

 

Riflessioni sul sogno lucido

Il sonno e il sogno sono parte integrante della vita di una persona, precisamente un terzo di essa. Essere consapevoli di questo terzo della nostra vita, dove si concentrano molte potenzialità, molte verità scomode, molte chiavi psicologiche, significa vivere una vita integrale, completa, senza interruzioni e iati.

Tuttavia, bisogna fare attenzione e capire la profondità del fenomeno, che se approcciato superficialmente, porterà solo scarse soddisfazioni: è importante non fare gerarchie tra stati di coscienza e non voler imporre la coscienza di veglia alla coscienza onirica, poiché ha anch'essa bisogno di libera espressione.

Lo scopo di queste pratiche non dev'essere quello di portare nei sogni l'io di superficie ma di ampliarlo accettando in sé la coscienza onirica: come risultato avremo un inaspettato allargamento della consueta coscienza perché nella misura in cui entreremo consapevolmente nella coscienza dei sogni, questa comincerà a penetrare nella coscienza di veglia, estendendosi nella realtà oggettiva coi suoi poteri intuitivi e di percezione sottile.

L'obiettivo finale di questa integrazione quindi sarà il maturare una condizione sintetica capace di navigare senza interruzioni tra tutti gli stati di coscienza: veglia, sonno, sogno, e anche stati ulteriori, così come un anfibio vive a suo agio dentro e fuori dall'acqua.

 

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