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Dream the Dream: sondare i sogni dell’umanità

È possibile intuire gli alti e bassi dell’umanità, i suoi progressi, i suoi riflussi e le sue fasi di stanca tramite i sogni e tutto il materiale onirico? C’è chi pensa di sì ed esiste un progetto per lavorare a questo, in modo di avere linee guida sui bisogni subconsci dell’essere umano ed evitare derive distruttive: scopriamo il progetto Dream to Dream

Dream the Dream: sondare i sogni dell’umanità

In una interessantissima videointervista a Carl Gustav Jung, si sente dire al celebre psicanalista che egli intuì l’arrivo della Seconda Guerra Mondiale tempo prima che accadesse, tramite elementi comuni che connettevano i sogni di suoi numerosi pazienti, come se essi fossero varie finestre, varie prospettive o emersioni su un unico strato subconscio che si stava preparando a manifestarsi in quel modo distruttivo.

A seguito di questo prima osservazione di osservazione di Jung, molti altri psicanalisti e ricercatori nel campo della psicologia, della neurologia e della psiconautica, hanno provato a considerare il materiale onirico come un’importante risorsa per setacciare gli elementi utili a capire in che direzione sta andando l’umanità, al di là di quello che essa pensa e percepisce di sé in superfice.

 

Dream the Dream

Dream the Dream è un progetto del CIRHU (Centre of International Research of Human Unity), tramite il quale vengono archiviati e analizzati sogni-esperienze ricevuti da persone e istituti di ricerca in campo di psicanalisi, neurologia, psiconautica, yoga, e altre discipline connesse, in modo da poter considerare la presenza di elementi comuni che sottolineino delle tendenze subliminali (sia spinte dal passato coi sogni "ascendenti", che inviti dal future, tramite i sogni "discendenti") verso alcune manifestazioni collettive.

In questo modo, sarebbe possibile divenire coscienti di ciò che la vecchia psicologia chiamava libido, quella forza che conduce l’evoluzione verso una vera consapevolezza della persona, e dei gruppi di persone, in modo da assecondarla e manifestarla pienamente, invece di subirla e farsi da lei travolgere. Un interessante esperimento di psicologia e onironautica che vale la pena tenere d’occhio.

 

Cos'è un sogno?

Difficile a dirsi, esistono numerose teorie a riguardo ma nessuno saprebbe dirlo con certezza, specialmente in campo scientifico.

Varie discipline scientifiche e varie tradizioni sapienziali ci dicono che esistono diversi tipi di sogni: alcuni di essi sono una eco nervosa delle attività superficiali, un rimuginare sulle impressioni repetitive della giornata appena trascorsa o sui desideri inespressi e repressi; altri sogni invece emergono da un mondo non individuale, anche se nell’esprimersi utilizzano caratteri e simboli presi dalla vita della singola persona.

In questo ultimo genere di sogni, qualcosa di più vasto e profondo della persona si connette con la coscienza dell’individuo e comunica con esso tramite il linguaggio onirico. Parliamo del cosiddetto subliminale, ovvero ciò che filtra sotto la soglia di una porta che ci separa da una coscienza che supera il singolo. Questo tipo di sogni, chiamate sogni-esperienze, possono essere di due tipi, in accordo con le teorie più accreditate: ascendenti o discendenti.

 

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I sogni ascendenti

I cosiddetti sogni ascendenti sono quelli che emergono da un substrato primitivo, arcaico e subconscio, come bolle d’aria che risalgono un abisso, mandando messeggi da un passato evolutivo oscuro, dove vengono stoccate le nostre animalità ma anche molte potenzialità obnubiliate e censurate.

Quel tipo di coscienza trascende l’individuo in una forma di unità collettiva notturna, dove ciò che rigettiamo dalla coscienza di superficie va a rifugiarsi.

Da questo tipo di vasta coscienza collettiva emergono quindi sogni che ci ricordano la nostra origine evolutiva, i nostri bisogni primordiali, siano essi fisiologici, emotivi o più profondi; ma questo tipo di sogni può comunicarci le esigenze e le pulsioni dell’umanità o di alcuni gruppi umani.

 

I sogni discendenti

Parliamo qui del movemento opposto a quello appena descritto. Pare che oltre ad un substrato evolutivo oscuro a rappresentare il nostro passato mai del tutto passato, esista anche una dimensione di coscienza luminosa, capace di comunicarci da quello che riteniamo sia il futuro evolutivo.

Come sempre Jung sosteneva, la cosiddetta “anima” pare non essere ristretta alle leggi del tempo lineare come noi lo percepiamo, ed essa sembra avere la possibilità di rivivere il passato tanto quanto di fare esperienza di un futuro già esistente.

Ciò che chiamiamo destino, un futuro al quale possiamo accordarci armonicamente invece che tribolare per raggiungerlo a forza.

 

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