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La "tosse da calorifero": il paradosso delle mucose secche ai primi freddi di settembre

Quando si riaccendono i riscaldamenti, ci si può ritrovare all'improvviso con gola secca e tosse stizzosa, sintomi che non dipendono necessariamente da un'infezione.

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Pompe di calore e climatizzatori: l'evaporazione istantanea del muco protettivo

Le vie respiratorie presentano un sistema mucociliare in cui il muco intrappola particelle, polveri e microrganismi per poi essere eliminato grazie al contribuito di cellule dell'epitelio.

L'aria molto secca può interferire con questo sistema perché climatizzatori e alcuni sistemi di riscaldamento modificano temperatura e umidità dell'ambiente e, quando l'umidità relativa diventa particolarmente bassa, aumentano la perdita di acqua dalle superfici delle vie aeree.

In realtà non si verifica una vera e propria evaporazione istantanea del muco, ma lo strato liquido che ricopre l'epitelio può diventare meno efficace nel mantenere la superficie adeguatamente idratata.

A risentirne possono essere soprattutto naso e gola, con la comparsa di secchezza, bruciore, bisogno di schiarire continuamente la voce e tosse. Il problema può essere accentuato in abitazioni, uffici e in generale in ambienti chiusi anche dalla presenza di polvere, fumo, profumi e altre sostanze irritanti.

La tosse può quindi dipendere da virus respiratori ma anche da altre cause diverse, tra cui l'aria secca. 
 

Il blocco delle ciglia vibratili: cosa scatena la tosse stizzosa in ufficio

Sulla superficie dell'epitelio respiratorio sono presenti minuscole ciglia mobili, il cui movimento coordinato trasporta progressivamente verso la faringe il muco che ha intrappolato le particelle inalate. Questo sistema prende il nome di clearance mucociliare ed è uno dei principali meccanismi di difesa delle vie respiratorie.

Il funzionamento delle ciglia dipende anche dall'idratazione della superficie delle vie aeree e, respirare aria molto secca può modificare le caratteristiche delle secrezioni e compromettere la clearance mucociliare. Se le vie aree sono disidratate, il muco diventa più concentrato e viscoso e il trasporto mucociliare può diventare meno efficiente.

Inoltre, la disidratazione e l'irritazione delle mucose possono stimolare le terminazioni nervose coinvolte nel riflesso della tosse, una risposta protettiva a una mucosa irritata. 
 

Perché bere acqua e limone non basta a reidratare i tessuti della gola

Bere regolarmente è importante per mantenere una normale idratazione dell'organismo e una bevanda tiepida può dare un sollievo temporaneo quando la gola è secca ma l'acqua non va direttamente a reidratare lo strato di muco presente sulle vie respiratorie.

L'idratazione delle superfici respiratorie è infatti regolata localmente attraverso complessi movimenti di acqua e ioni nell'epitelio, quindi se una persona è normalmente idratata, bere quantità maggiori di acqua non garantisce che una mucosa irritata torni immediatamente umida.

Il limone, poi, può rendere la bevanda più gradevole ma non ha particolari proprietà reidratanti per la gola e, nelle persone sensibili, l'acidità può risultare poco piacevole su una mucosa già irritata.

Può essere più utile intervenire sull'ambiente, evitando temperature eccessive e aria troppo secca e bevendo normalmente durante la giornata. 
 

Altea e Malva: creare un idrocolloide biologico per spegnere l'irritazione meccanica

Altea e malva sono due delle piante tradizionalmente più utilizzate per la tosse secca perché contengono mucillagini, polisaccaridi capaci di assorbire acqua e formare preparazioni viscose.

Le mucillagini vengono definite sostanze demulcenti: a contatto con l'acqua producono una soluzione viscosa che può rivestire temporaneamente la mucosa e ridurre la stimolazione provocata dagli irritanti. 

La radice di altea, Althaea officinalis, è riconosciuta dall'EMA come medicinale vegetale di uso tradizionale per il trattamento dell'irritazione della bocca e della faringe associata a tosse secca.

Per ottenere una preparazione ricca di mucillagini l'altea viene fatta macerare a freddo, lasciando circa 2-5 grammi di radice tagliata in 150 millilitri di acqua fredda per circa 30 minuti, mescolando di tanto in tanto per poi filtrare.

Indicazioni d'uso tradizionale simili all'altea sono è riconosciute per foglie e fiori di malva, Malva sylvestris

Bere lentamente la preparazione permette il contatto con le mucose di bocca e faringe e può offrire un sollievo sintomatico quando la tosse è secca e irritativa