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Cosa dicono i dati Istat sull'emergenza sanitaria

In quanti casi il Covid-19 è stato effettivamente la causa principale del decesso? E quali saranno le conseguenze statisticamente rilevabili del post-lockdown? A queste domande rispondono i recenti dati raccolti dall'Istituto Nazionale di Statistica.

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©Ivan Ekushenko -123rf

La pandemia ha rivoluzionato il modo di lavorare di interi settori, tra cui quello della statistica. Che non si è fermata ma grazie alla raccolta dematerializzata e ininterrotta di dati, ha continuato a restituire cadenzialmente l'immagine dell'Italia post-lockdown.

In questo momento, quindi, che cosa dice l'Istat in merito all'emergenza sanitaria?
 

In quanti casi il Covid-19 ha ucciso?

Nel rapporto prodotto congiuntamente con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), Istat presenta un’analisi approfondita delle malattie presenti sulle schede di morte di soggetti diagnosticati tramite tampone positivo al SARS-CoV-2.

Nel rapporto vengono approfonditi gli aspetti epidemiologici legati alla presenza di malattie o gruppi di malattie che hanno contributo al decesso, al fine di comprendere in quanti casi il COVID-19 sia stato effettivamente la causa principale, direttamente responsabile del decesso e quale sia stato il ruolo di altre malattie.

Sono state analizzate le informazioni riportate dai medici in 4.942 schede di morte e il COVID-19 è stata la causa direttamente responsabile della morte nell’89% dei decessi, mentre per il restante 11% le cause di decesso sono state le malattie cardiovascolari (4,6%), i tumori (2,4%), le malattie del sistema respiratorio (1%), il diabete (0,6%), le demenze e le malattie dell’apparato digerente (rispettivamente 0,6% e 0,5%).
 

Covid 19: una malattia potenzialmente fatale

Il 71,8% dei decessi di persone positive al test SARS-CoV-2 ha almeno una concausa associata al COVID-19 e quelle più frequenti sono le cardiopatie ipertensive e ischemiche, il diabete, i tumori.

Ma dal rapporto si evince anche che il Covid-19 è una malattia che può rivelarsi fatale anche in assenza di concause: non ce ne sono state infatti nel 28,2% dei casi analizzati.

La polmonite invece rimane la principale complicanza che porta al decesso: in questo caso si parla del 79% dei casi.
 

Nascite in calo a causa della pandemia da Covid-19

"L'onda lunga della pandemia saranno 6000 nascite in meno". A dirlo è stato il presidente dell'Istat Giancarlo Blangiardo, riferendosi al numero di neonati che si conteranno a fine anno rispetto all'anno precedente.

La causa, secondo Blangiardo, sarebbe da ricercarsi nell'angoscia che attanaglierebbe le giovani coppie, tanto da spingere il presidente del maggior istituto di ricerca italiano a paragonare questo momento storico a quello immediatamente successivo al disastro di Chernobyl: nove mesi dopo l'esplosione nucleare - quindi nel febbraio 1987 - le nascite erano calate del 10% rispetto al febbraio precedente.
 

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