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Giornata mondiale senza tabacco, spezza l'ultima sigaretta

Celebrare la giornata mondiale senza tabacco significa spezzare l'ultima sigaretta e ricominciare una nuova vita, per la propria salute e per il benessere globale del pianeta

Giornata mondiale senza tabacco, spezza l'ultima sigaretta

Il 31 maggio prossimo si celebra la Giornata Mondiale Senza Tabacco: iniziativa voluta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, che vuole essere un importante momento di riflessione sull’impatto nocivo del fumo sulla salute, ma non solo.

Perché non è mai troppo tardi per smettere di fumare.

 

No al tabacco anche in Italia

La Giornata mondiale senza tabacco vede in Italia la mobilitazione del Ministero della salute che organizza il  "XVII Convegno nazionale tabagismo e servizio sanitario nazionale" per il prossimo 29 maggio. Protagonisti, oltre al Ministero, saranno l'Istituto superiore di sanità, l'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e la Società italiana di tabaccologia. Il convegno si svolgerà venerdì 29 maggio 2015 presso l’aula Pocchiari dell’Istituto Superiore di Sanità, in viale Regina Elena, 299 a Roma.

Come viene evidenziato, ogni anno in Europa muoiono circa 700mila persone a causa del fumo, per cui il consumo di tabacco diventa il principale rischio evitabile per la salute umana (dati Ministero della salute 2014); inoltre circa il 50% dei consumatori di tabacco muore 14anni prima rispetto a chi non fuma.

 

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Tabacco e illegalità

La campagna 2015 per fermare la lotta al tabagismo punta il dito contro il commercio illecito e illegale di prodotti legati al consumo del tabacco.

Come viene precisato nel sito ufficiale World no tobacco day 2015, una ogni 10 sigarette e molti altri prodotti legati al tabacco consumati nel mondo sono illegali, e rendono il commercio illegale di tali prodotti un problema dalla portata globale sotto molti punti di vista, includendo la salute, la legalità, l'economia, i governi e la corruzione.

L'industria del tabacco e i gruppi criminali sono tra coloro che traggono i maggiori profitti dal commercio illegale di tabacco, lasciando al pubblico che consuma tabacco la tara di pagare per la salute e i costi della sanità.

Si rende pertanto necessaria una rettifica da parte del governo del Protocollo per eliminare i traffici illeciti di tabacco e prodotti annessi, azione che deve essere intrapresa di pari passo da parte dei consumatori, dalle autorità competenti e altri settori.

 

Cosa devi sapere per fermare il tabacco illecito

Come riportato dal sito ufficiale della Giornata mondiale, ecco i punti principali che permettono di fare una scelta consapevole e davvero dire no alla sigaretta:

  • Per prima cosa, sigarette e tabacco illegali sono venduti a un prezzo più basso, così da favorirne il consumo tra le fasce più povere e soprattutto tra i più giovani.
  • In secondo luogo il proliferare di questi traffici significa anche meno guadagni per i governi, spesso in quelli più poveri, dove il tabacco illecito sembra ancora più diffuso. Il calo dei tassi di uso di tabacco nei paesi ad alto reddito hanno aumentato infatti la necessità per le grandi società del tabacco di rivolgere la loro attenzione ai paesi a basso e medio reddito, in particolare in Africa e in Asia.
  • In terzo luogo i commerci illeciti non sono soggetti a restrizione legali e a regolamentazioni sanitarie, quindi ancora più dannosi per l'economia dei vari stati.
  • Infine il tabacco illecito trova i suoi sponsor tra criminali e organizzazioni illecite che spesso contrabbandano anche in droga, esseri umani e traffico d'armi.

Quando si parla di tabacco illlecito, è bene sapere che non si intende solo quello delle sigarette, ma anche quello da pipa, per esempio, o del tabacco da masticare, i cui consumi sembrano aumentati secondo gli ultimi dati del 2013.

Una campagna molto efficace è stata quella condotta in Inghilterra, per far capire alla gente che il tabacco illecito incoraggia o rende più facile per i ragazzi più giovane l'iniziare a fumare. Ma le campagne mediatiche da sole non risolvono il problema. Sarebbe necessario un buon coordinamento tra i vari enti e amministrazioni, con tasse e pene più alte e severe. Inoltre bisognnerebbe rendere i dati sul tabacco più trasparenti e renderli noti a tutti.

 

 

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