Come scegliere un rimedio naturale in un mercato sovraffollato
In un mercato in cui l’offerta di prodotti naturali cresce di continuo, come scegliere un rimedio davvero adatto?
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- L’eccesso di offerta nel naturale
- Cosa guardare in etichetta
- Il valore della consulenza
- Perché non esiste il rimedio universale
L’eccesso di offerta nel naturale
Negli ultimi anni il settore degli integratori alimentari e dei prodotti botanici o erboristici ha registrato una crescita costante, con un aumento significativo sia del numero di prodotti disponibili sia dei consumatori interessati.
Questo non significa necessariamente che esista un eccesso di prodotti, ma certamente l’offerta è diventata molto ampia e diversificata.
La maggiore disponibilità deriva dall'interesse crescente per il benessere, dalla maggiore attenzione alla prevenzione, dalla diffusione di informazioni online e dalla facilità di accesso ai canali di vendita digitali.
Dal punto di vista regolatorio, gli integratori in Europa rientrano nella disciplina della Direttiva 2002/46/CE e normative correlate, che stabiliscono criteri di sicurezza, composizione e etichettatura.
A differenza dei medicinali, però, gli integratori non richiedono un’autorizzazione preventiva legata all'efficacia. In altre parole, gli integratori devono essere sicuri e conformi, ma non dimostrare la stessa evidenza terapeutica richiesta ai farmaci.
Questo spiega perché sul mercato ci siano molti prodotti e perché coesistano prodotti molto diversi per qualità e composizione.
I consumatori si trovano quindi a dover scegliere tra varianti dello stesso ingrediente vegetale, spesso con differenze non immediatamente visibili che rende difficile orientarsi.
Cosa guardare in etichetta
L’etichetta è il primo strumento di valutazione di un prodotto naturale e la normativa richiede che in etichetta siano indicati ingredienti, quantità di sostanze attive, dose giornaliera consigliata e avvertenze.
Saper leggere queste informazioni è importante perché dicono molto sulla qualità di un prodotto.
Uno degli elementi più rilevanti è la titolazione dell’estratto, cioè la percentuale di una o più sostanze caratteristiche presenti. La titolazione permette di capire se il prodotto contiene una quantità definita di composti attivi e se è confrontabile con quelli utilizzati negli studi scientifici. Oltre alla titolazione sono importanti anche la forma dell’estratto, la parte di pianta utilizzata e il dosaggio consigliato.
Due integratori con lo stesso nome botanico possono infatti avere effetti diversi se differiscono per concentrazione, qualità della materia prima o tecnologia estrattiva.
Il valore della consulenza
Erboristi e farmacisti non sono semplici venditori, ma figure che fanno da filtro tra produttori e consumatori.
Nella selezione dei prodotti valutano aspetti che il consumatore spesso non può verificare direttamente, come qualità delle materie prime, affidabilità dell’azienda, standardizzazione degli estratti, presenza di certificazioni e coerenza tra composizione e indicazione d’uso.
Questa funzione di filtro è importante perché il mercato non è uniforme e, accanto ad aziende che investono in controlli analitici, tracciabilità e studi, se ne trovano altre che non lo fanno.
Il professionista ha o dovrebbe avere gli strumenti per distinguere tra queste realtà e indirizzare verso prodotti più affidabili.
Inoltre, la consulenza serve anche a personalizzare il rimedio tenendo conto ad esempio per interazioni con farmaci, condizioni mediche o caratteristiche individuali.
Perché non esiste il rimedio universale
La risposta a una pianta o rimedio dipende da variabili individuali che includono aspetti legati al metabolismo, allo stato di salute, all'alimentazione, allo stile di vita e alla sensibilità personale.
La stessa pianta può quindi risultare utile per alcune persone e inefficace per altre, dunque la scelta di un rimedio naturale dovrebbe basarsi su una valutazione individuale.