Erboristeria nel 2026: cosa è cambiato rispetto a 10 anni fa
Negli ultimi anni l’erboristeria è sicuramente cambiata, passando da pratica prevalentemente artigianale a settore sempre più integrato con industria, regolamentazione e ricerca scientifica
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- Dal rimedio tradizionale al prodotto industriale
- Nuove esigenze dei consumatori
- Qualità delle materie prime e sostenibilità
- Il ruolo attuale dell’erborista
Dal rimedio tradizionale al prodotto industriale
Fino a non molto tempo fa l’erboristeria era fortemente legata alla preparazione di miscele personalizzate, tinture preparate in piccoli laboratori, tisane composte al momento su richiesta del cliente.
Il rapporto era diretto e confidenziale e il rimedio nasceva spesso da un dialogo approfondito.
Oggi in alcune erboristerie tradizionali è ancora così ma con il tempo si sono sempre più diffusi integratori alimentari standardizzati formulati in capsule, compresse o estratti titolati.
Lo scopo di questa trasformazione è quello di avere maggiore controllo dei dosaggi, migliore riproducibilità dei risultati, sicurezza microbiologica e tracciabilità.
Questa evoluzione però ha allontanato una parte dell’erboristeria dalla sua dimensione artigianale e può anche essere vista parzialmente in contrasto con la normativa.
Un integratore alimentare, infatti, non è pensato per curare o prevenire malattie e, a differenza di un farmaco, il rimedio erboristico dovrebbe essere inteso come un prodotto a supporto della fisiologia, inserito in un contesto di modifica delle abitudini alimentari e dello stile di vita.
Integratori alimentari che somigliano sempre più a medicinali dal punto di vista formulativo o anche solo nel packaging, fanno forse perdere un po' di vista il significato delle cure naturali.
Nuove esigenze dei consumatori
Un integratore alimentare è infatti prodotto a partire dalle richieste di mercato, dunque se l'erboristeria è cambiata è probabilmente anche perché le esigenze dei consumatori si sono modificate.
In passato l'uso delle erbe era tradizionale ed era inserito in un contesto di vita diverso. Oggi, invece, molti consumatori cercano semplicemente alternative naturali ai farmaci perché li considerano simili nell'effetto ma più sicuri.
Questo avveniva già dieci anni fa ma, in tempi più recenti e anche per via della diffusione di informazioni, i consumatori sono più attenti ad aspetti come la quantità di principi attivi in un integratore, qualità delle materie prime, eventuali interazioni e controindicazioni.
Qualità delle materie prime e sostenibilità
Parlare di qualità delle materie prime e sostenibilità in ambito di rimedi naturali non è semplice. Come già accennato, un integratore alimentare non è un farmaco e, di conseguenza, non deve sottostare a regole stringenti previste per i medicinali.
Per i farmaci, ad esempio, oltre agli studi previsti prima dell'autorizzazione in commercio, per la produzione occorre rispettare le indicazioni presenti in Farmacopea e le Norme di Buona Fabbricazione, che includono anche saggi per valutarne il contenuto e la disponibilità dei principi attivi per l'organismo.
Per quanto riguarda gli integratori esiste una prassi di riferimento in vigore dal 2021 che definisce le linee guida per la progettazione, fabbricazione e distribuzione di tali prodotti, ma l'adesione è volontaria.
In merito alla sostenibilità ambientale, invece, l’attenzione è sicuramente cresciuta e si fa più attenzione a evitare il sovrafruttamento delle specie vegetali, privolegiando coltivazioni controllate, raccolte certificate o sostituzioni con specie meno impattanti.
Il ruolo attuale dell’erborista
Il ruolo dell'erborista oggi è quello di fare da ponte tra rimedi naturali e consumatore e questo significa sostanzialmente due cose.
Da una parte l'erborista consiglia e vende prodotti dopo aver interpretato un bisogno, valutato la situazione e distinto un disturbo lieve da un quadro che richiede valutazione medica. Infatti, se fino a qualche anno fa l’erboristeria era percepita come un'alternativa alla medicina convenzionale oggi sicuramente il dialogo tra professionisti è più frequente.
L'erborista è anche però un filtro e tra i suoi compiti rientra anche quello di valutare i produttori e scegliere integratori di qualità, sicuri e sostenibili da proporre alla propria clientela.