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Le parti della pianta che non vengono quasi mai utilizzate

In erboristeria non tutte le parti delle piante sono indicate o idonee a realizzare droga ed estratti.

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Parti comunemente escluse

E' illuminante prendere in riferimento la normativa a premessa di quanto si andrà a trattare.

L’impiego di preparati vegetali chiamati botanicals è attualmente disciplinato dal decreto ministeriale 10 agosto 2018.
Si tratta di un elenco applicabile solo alle piante/parti di piante e loro derivati con una storia di consumo alimentare significativo prima del 1997, mentre sostanze, preparati ed estratti ottenuti dalle piante elencate, ma privi della storia di consumo citata si configurano come novel food ai sensi del regolamento (UE) 2015/2283.
Con Decreto Direttoriale n. 12 del 13/12/2023, è stata applicata una nuova modifica alla lista di botanicals per specificare il significato dell’indicazione “aetheroleum,” contenuta nella colonna “parte tradizionalmente impiegata” al fine di identificare correttamente la parte impiegabile negli integratori alimentari correlandola all’uso significativo come definito dal reg. 2015/2283.

Nome botanico, famiglia, sinonimo, parte tradizionalmente impiegata, prescrizioni, e altre informazioni sono incorniciate in questa lunga lista regolamentata.

A fronte di questa premessa, ci sono parti che vengono escluse in riferimento ai singoli botanicals presi in considerazione, perchè possono essere parti che non contengono principi attivi, oppure perche sono parti nocive.

  • Radici sottili e radichette: si utilizzano le radici principali,  mentre le radichette capillari più esterne vengono solitamente eliminate perché povere di principi attivi e difficili da pulire.
  • Fusto legnoso vecchio: in piante arbustive o legnose, si utilizzano le foglie, i fiori o i rametti giovani, mentre il legno interno vecchio viene scartato poiché non contiene principi attivi rilevanti.
  • Piccioli fogliari: viene utilizzata solo la lamina fogliare, la parte verde espansa, eliminando il picciolo che unisce la foglia al fusto. Altro uso invece i piccioli di ciliegio, dall'effetto diuretico.
  • Parti danneggiate: foglie secche, ingiallite, marroni o danneggiate da parassiti non vengono mai utilizzate in quanto prive di principi attivi o potenzialmente tossiche.
  • Brattee e sepali residui: in alcuni fiori, dopo la fessurazione, parti del calice o piccole foglie modificate non funzionali vengono rimosse durante la selezione.

In erboristeria, il concetto di "scarto" è relativo. Molte parti, come cortecce dure o radici vecchie, possono essere utilizzate per decotti, ma non funzionali a infusi o estratti a freddo perché rilasciano poco.

In generale poi il tempo balsamico determina quale parte è attiva e quale no in un dato momento.

 

Motivi tecnici e pratici

Essenzialmente vengono escluse quelle parti che non contengono alti dosaggi di principio attivo, e che per loro struttura non consentono una resa estrattiva congrua a giustificare tutta la lavorazione che segue la raccolta e l’essicazione della pianta.

 

Limiti di conservazione e utilizzo

Le piante essiccate si deteriorano molto rapidamente per l’azione di tarme, muffe, piccoli insetti. Per una buona conservazione delle erbe è quindi necessario renderle inattacabili da questi agenti custodendole in barattoli chiusi, verificandone di tanto in tanto lo stato di conservazione.

  • Erbe essiccate: in genere, le erbe essiccate mantengono la loro qualità ottimale per un periodo che va da 1 a 3 anni.
  • Spezie in polvere: tendono a durare più a lungo rispetto alle erbe essiccate, mantenendo la qualità per tempi superiori.

Dopo il periodo di conservazione indicato, la pianta non è necessariamente nociva, ma perde gran parte dei suoi oli essenziali, aroma e proprietà benefiche

 

Cosa dice la tradizione erboristica

La selezione a volte avviene già nella fase di raccolta, la cosiddetta erborizzazione. Le piante medicinali devono essere raccolte in giornate di pieno sole, e con temperatura secca, specialmente per i fiori e le foglie, mentre non è necessario attenersi a queste indicazioni in caso di radici e licheni. Nella scelta dei petali si deve operare delicatamente, senza danneggiarli, usando un pettine di legno. Tralasciare i fiori con la corolla molto aperta, strappata o rosa dagli insetti. Anche la raccolta delle foglie deve avvenire nel giusto tempo balsamico.