Estratti secchi vegetali: perché sono più usati delle tinture
Gli estratti secchi sono tra le forme più diffuse di integratori, spesso preferiti alle tinture per la maggiore precisione nel dosaggio e per il contenuto di principi attivi
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- Cosa sono gli estratti secchi
- Differenze pratiche rispetto alle tinture
- Vantaggi in termini di praticità e dosaggio
- Quando non sono la scelta migliore
Cosa sono gli estratti secchi
Gli estratti secchi vegetali sono prodotti ottenuti attraverso un processo di estrazione.
La pianta o una sua parte, come radice, foglia o fiore viene dunque sottoposta a un’estrazione con un solvente, solitamente acqua, alcol o miscele idroalcoliche, che permette di separare e concentrare i composti di interesse.
Il liquido ottenuto viene poi concentrato ed essiccato fino a ottenere una polvere, che rappresenta l’estratto secco.
Gli estratti secchi non sono quindi piante essiccate e polverizzate ma prodotti più ricco in sostanze attive rispetto alla pianta, con una composizione più controllabile.
Gli estratti secchi in commercio, venduti sotto forma di integratori alimentari, sono generalmente titolati, viene cioè garantita la presenza di una certa quantità di uno o più composti considerati rappresentativi dell’attività della pianta. Ad esempio, un estratto di curcuma può essere titolato in curcuminoidi, oppure un estratto di ginkgo in flavonoidi e lattoni terpenici.
Gli estratti standardizzati invece sono prodotti realizzati in modo da avere una composizione costante riducendo le variazioni tra un lotto e l’altro.
Differenze pratiche rispetto alle tinture
Le tinture rappresentano una forma di preparazione tradizionale molto diffusa in erboristeria.
Si ottengono lasciando macerare la pianta in una soluzione idroalcolica per un certo periodo (in genere 21 giorni) in modo da estrarre le sostanze solubili nel solvente. Il risultato è un preparato liquido che si assume in gocce, di solito diluito in poca acqua.
Dal punto di vista pratico, la differenza più evidente tra tinture ed estratti secchi riguarda proprio la forma farmaceutica. Le tinture sono infatti liquide, contengono alcol e richiedono un dosaggio in gocce, mentre gli estratti secchi sono generalmente presentati sotto forma di capsule, compresse o polveri.
La differenza più rilevante è però di tipo qualitativo poiché le tinture, nella maggior parte dei casi, non sono titolate, quindi non garantiscono una quantità precisa di principi attivi e la loro composizione può variare in base alla qualità della pianta, al solvente utilizzato, ai tempi di macerazione e ad altri fattori.
Gli estratti secchi titolati e standardizzati, invece, permettono di avere una maggiore riproducibilità del contenuto di sostanze attive, rendendo più prevedibile l’effetto del prodotto.
Questo non significa che le tinture siano inutili ma che rispondono a una logica diversa: le tinture sono preparazioni più tradizionali e più legate all’esperienza erboristica, mentre gli estratti secchi si collocano in un contesto più vicino alla fitoterapia moderna e alla nutraceutica.
Vantaggi in termini di praticità e dosaggio
Rispetto alle tinture, gli estratti secchi hanno il vantaggio di essere più pratici, poiché possono essere assunti in capsule o compresse, che possono anche essere trasportate facilmente e assunte fuori casa.
Inoltre, la presenza di una titolazione negli estratti secchi consente di sapere con maggiore precisione quanta sostanza attiva si sta assumendo e questo è particolarmente utile quando si utilizzano piante per le quali esistono dati di letteratura su dosaggi e intervalli di utilizzo.
Gli estratti secchi sono anche generalmente più stabili nel tempo rispetto alle preparazioni liquide poiché l’assenza di acqua libera riduce il rischio di contaminazione microbica e di degradazione dei composti.
Infine, gli estratti secchi rappresentano una scelta più adatta rispetto alle tinture idroalcoliche in alcune categorie persone, ad esempio per chi deve evitare l’alcol.
Quando non sono la scelta migliore
Gli estratti secchi non sono sempre la soluzione più adatta e, in alcuni casi, le preparazioni tradizionali come le tinture possono essere preferibili.
Ad esempio, le tinture e altri prodotti liquidi sono più adatti per chi ha problemi di deglutizione oppure possono risultare utili quando si vuole un prodotto più flessibile nel dosaggio.
Inoltre, la titolazione e la standardizzazione degli estratti secchi si basano su uno o pochi composti marcatori, che non sempre rappresentano l’intero fitocomplesso ricercato dai consumatori di prodotti naturali.