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E' strage di animali negli incendi in Sardegna

E' strage di animali in Sardegna, a causa degli incendi divampati nell'oristanese. Nonostante gli sforzi profusi da volontari e guardie zoofile, non è stato possibile salvare molti animali selvatici che popolavano gli ettari di bosco andati in fumo, né sottrarre alla morte i ventotto gatti ospiti di un gattile a conduzione familiare a Cabras. Mentre si contano le vittime e si quantificano i danni, è stata avviata un'inchiesta giudiziaria per accertare cause e responsabilità sui roghi.

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Credit foto
©sayfutdinov-123rf

Fiamme capaci di divorare ettari di bosco senza tregua e pietà. Gli incendi- divampati nelle aree del Montiferru, dell’Oristanese dell’Ogliastra a partire dal 23 luglio scorso- non hanno “solo” inferto gravi danni a vegetazione, campi coltivati e aziende, ma hanno anche sterminato decine di animali tra cavalli, bestiame, cani e gatti intrappolati nelle gabbie

Il fuoco ha raggiunto anche l’olivastro millenario “Sa Tanca Manna”, simbolo della città di Cuglieri (OR), distruggendo un importante patrimonio di biodiversità vegetale e animale.
 

Una corsa contro il tempo

Le prime ore di incendi, che hanno devastato intere aree boschive nella zona centro-occidentale dell’isola, sono state una corsa contro il tempo, in cui i volontari e le guardie zoofile dall'Enpa si sono dati da fare per salvare quanti più animali possibile.

In diverse situazioni, il loro impegno ha portato al successo. E' stato il caso, ad esempio, del Rifugio per cani nel comune di Cabras che, nonostante sia andato totalmente distrutto, ha visto il salvataggio di tutti e trenta gli ospiti a quattro zampe.  

Non si può, purtroppo, dire lo stesso per un gattile a conduzione familiare di Oristano, dove sono morti ventotto gatti
 

Una strage di animali selvatici

Secondo quanto riferito dalle guardie zoofile dell'isola, nei boschi interessati dagli incendi vivevano almeno quattrocento cervi, volpi, cinghiali e moltissimi altri animali selvatici. Ora, invece, resta una triste scia di carcasse carbonizzate. 

Quello che è accaduto in Sardegna è gravissimo, si tratta di un vero e proprio incendio di enormi dimensioni che ha distrutto non solo foreste e aree preziosissimi per la biodiversità, ma che ha ucciso migliaia di animali selvatici, tutti in fase di riproduzioneafferma Enpa sul suo sito, appellandosi al Governo.

Di fronte a questo dramma chiediamo al Ministero della Transizione Ecologica di effettuare ricerche per ottenere un bilancio delle enormi perdite. […] Si pensi non solo agli uccelli, ma ai mammiferi e alla fauna minore. Intrappolati nel fuoco, arsi vivi o morti soffocati un gran numero di animali, con perdite gravissime. Per questo chiediamo sia fermato da subito ogni abbattimento o uccisione di animali non solo – come già previsto – nelle aree percorse dal fuoco, ma anche in tutte le province interessate se non in tutta l’isola, nonché la sospensione dell’attività venatoria prevista a settembre”.

Stando alle stime di Coldiretti, saranno necessari almeno quindici anni per ricostruire i boschi e la macchia mediterranea distrutti dalle fiamme, che hanno raggiunto pascoli, ulivi, capannoni, fienili con le scorte di foraggio e mezzi agricoli.
 

Una tragedia da evitare

Incendi di tale portata, capaci di ridurre in cenere in poche ore oltre 20.000 ettari di territorio, rappresentano una vera e propria catastrofe per l'isola. 

Una tragedia che andava evitataha affermato Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa. “Nonostante l’altissimo numero dei Forestali presenti, gli incendi in Sardegna ci sono ogni anno e la Regione dimostra ancora una volta la solita inefficacia nel prevenirli, priva di concreti servizi di monitoraggio”.
 

Aperta un'inchiesta

Mentre si contano danni e vittime, la Procura di Oristano ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di incendio colposo aggravato per l'enorme incendio che ha devastato la vasta zona del Montiferru. 

Per comprendere a fondo la dinamica dell'accaduto, sarà fondamentale l’esito delle indagini condotte dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, che sta effettuando rilievi in tutte le aree interessate dalle fiamme, alla ricerca di elementi utili per la ricostruzione.

La procura indaga, inoltre, su altri tre roghi che sono divampati nelle altre zone vicine, per i quali si ipotizza il dolo. Sembra infatti che a generare le fiamme, alimentate dal forte vento, sia stata un’auto incendiata a Bonarcado, in provincia di Oristano. Tuttavia, data la vastità dell’area colpita, si sospetta che una o più persone abbiano innescato altri focolai.

E se è vero che, in questa catastrofe ambientale, c'entra l'azione umana, come sarà possibile evitare disastri futuri in una terra già fortemente provata da secoli di disboscamento, incendi e depauperamento delle risorse?

Non basta risanare un territorio così gravemente ferito nella sua identità paesaggistica, naturalistica, economica e socialeha dichiarato il presidente della Regione Christian Solinas. “Le tragedie dei giorni scorsi devono indurre la politica a tracciare una nuova strada di armonia tra la presenza umana e la gestione del territorio e la salvaguardia del nostro immenso e prezioso patrimonio ambientale”. 
 

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