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I benefici dell’ippoterapia

Accarezzare un cavallo, prendersi cura di lui, alimentarlo e cavalcarlo sono azioni che generano un profondo stato di benessere psicofisico e rendono felici adulti e bambini. In questo articolo vi parliamo dei benefici della riabilitazione equestre e di una delle sue discipline, l’ippoterapia.

I benefici dell’ippoterapia

Il rapporto millenario che l’uomo ha stabilito con il cavallo per facilitare il lavoro dei campi, la caccia, gli spostamenti e le attività belliche, con il tempo ha assunto finalità diversificate: ludiche, sportive e terapeutiche.

Il cavallo, dapprima percepito come strumento di sussistenza e simbolo di ricchezza, diviene compagno, amico e facilitatore terapeutico.

Le proprietà benefiche del rapporto con questo animale sono applicate formalmente in ambito medico a partire dal secolo scorso, ma la storia e la letteratura sono piene di riferimenti ai benefici dell’andare a cavallo.

Secondo quanto riportato dai testi sull’ippoterapia, la prima fonte è Ippocrate, che, già nel V-IV secolo A.C, esortava a fare cavalcate per  risolvere l'insonnia e altri problemi del corpo e della mente.

I benefici del rapporto con il cavallo sono stati progressivamente studiati dalla medicina moderna fino ad arrivare alla creazione di una disciplina specializzata e alla formazione di professionisti in materia.

 

In che consiste l’ippoterapia?

Il termine “ippoterapia” si usa comunemente per riferirsi ad un tipo di pet therapy che coinvolge tutte le forme di relazione uomo-cavallo a scopo terapeutico. Ma occorre fare una distinzione per comprendere la complessità di questa coterapia.

L’ippoterapia, infatti, è soltanto una delle discipline - o fasi - che compongono le attività terapeutiche complementari della riabilitazione equestre, indicata per persone affette da patologie e disabilità di diverso tipo (come paralisi cerebrale infantile, autismo, sindrome di Down, anoressia).    

  • L’ippoterapia propriamente detta è rivolta sia a persone con disabilità lievi e patologie derivate da incidenti che successivamente potranno passare alle altre fasi della riabilitazione, sia a persone con patologie più gravi. La terapia ha luogo sia a terra che a cavallo: in un primo momento sono previste attività di avvicinamento e cura dell’animale, per passare poi ad esercizi in sella.
  • La rieducazione equestre è rivolta a persone con disabilità neuromotorie di grado lieve-medio e a persone con disturbi di tipo cognitivo comportamentale. Questa fase della terapia, più avanzata rispetto all’ippoterapia, consiste in un ruolo attivo del paziente nel condurre il cavallo.
  • Equitazione sportiva per disabili: in questa fase si realizzano esercizi di equitazione che prevedono un buon grado di autonomia del disabile e può consistere in attività dimostrative ed agonistiche. 

 

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I benefici dell'ippoterapia

L’ippoterapia e l’insieme delle attività di riabilitazione equestre non sono pensate per guarire, quanto piuttosto per migliorare la qualità della vita dei pazienti attraverso un’ampia serie di benefici che la relazione uomo-cavallo è in grado di offrire.

I benefici dell’ippoterapia dipendono in buona parte dalle caratteristiche fisiche e comportamentali del cavallo, ma anche dal contesto demedicalizzato in cui si realizzano le attività.

Queste - sebbene siano seguite da un’equipe specializzata formata da neurologi, psicologi e terapisti - si svolgono in un ambiente non ospedalizzato e piacevolmente stimolante, facilitando in questo modo la predisposizione del paziente e l’efficacia stessa delle attività.

Vediamo quali sono i benefici che l’ippoterapia offre rispetto a varie sfere che formano la persona.

  • Benefici cognitivo-sensoriali: gli esercizi di riabilitazione a cavallo ed il contesto del maneggio lavorano sulla stimolazione cognitiva, favorendo il miglioramento delle capacità di concentrazione, logica e memoria del paziente. Anche i sensi sono intensamente stimolati da ogni attività realizzata a contatto con il cavallo, per cui risultano particolarmente indicate per le persone che soffrono di deficit sensoriali.
  • Benefici motori: dal punto di vista neuromotorio, gli esercizi in sella ed il movimento del cavallo sono dei validi stimolanti. Si lavora su equilibrio, tono muscolare, coordinazione e consapevolezza motoria del paziente.
  • Benefici psicologico-comportamentali: il principale beneficio sul piano psicologico è l’aumento dell’autostima generato dalle piccole responsabilità assegnate al paziente. Le attività di cura del cavallo e le regole del maneggio, inoltre, aiutano il paziente ad assimilare modelli comportamentali positivi che possono aiutare a ridurre l’aggressività e ad aumentare le sue capacità relazionali.
  • Benefici socio-affettivi: la relazione che si stabilisce con il cavallo è in grado di generare col tempo un legame affettivo rassicurante e benefico. Il cavallo, infatti, diventa un canale di mediazione, favorendo così l’apertura del paziente verso il mondo esterno e stimolandone le abilità di socializzazione.

 

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