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Il carbone vegetale nei prodotti da forno

Il carbone vegetale negli alimenti, soprattutto nei prodotti da forno, è stato oggetto di dibattiti controversi. E' ammesso nei prodotti similari al pane, ma non nel pane propriamente detto.

Il carbone vegetale nei prodotti da forno

Il carbone vegetale può essere utilizzato come edulcorante nei prodotti da forno con la funzione di colorante: viene infatti definito con la sigla E153.

Può essere utilizzato per la produzione di impasti, impasto della pizza, cracker, grissini, friselle di colore scuro.

A tal proposito ci sono state non poche controversie e fraintendimenti dei claims dettati dalla comunità europea sull’impiego del carbone vegetale in ambito alimentare, tanto che alcuni prodotti erano stati ritirati dal mercato perché risultavano non conformi alle norme di legge.

Cerchiamo di capire meglio aiutandoci con quanto sancito dal Ministero della Salute.

 

Carbone Vegetale come colorante

La normativa europea reg. UE 231/2012 stabilisce che il carbone vegetale rientra tra i coloranti ad uso alimentare e lo codifica come E153. Può essere utilizzato per svariati alimenti, tra cui i prodotti da forno, ma ne limita l’utilizzo in caso di produzione di pane propriamente detto.

Può essere invece liberamente impiegato per quei prodotti definiti “sostitutivi del pane”, quali cracker, grissini, fette biscottate, friselle, gallette.

 

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Effetti del Carbone Vegetale

Il rischio in ambito commerciale è quello di creare false indicazioni in merito ad un presunto effetto benefico o tossico dei prodotti da forno contenti il carbone vegetale.

In questa controversia è intervenuta l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare che da un lato ha verificato la totale innocuità del colorante E 153 entro certi parametri e dall’altro ha consentito che sull’etichetta dei prodotti contenti il Carbone Vegetale possa essere indicato “Il carbone attivo contribuisce alla riduzione dell’eccessiva flatulenza post-prandialesolo per quegli alimenti che contengano 1 g di carbone attivo per porzione quantificata, con l’integrazione che "l’effetto benefico si ottiene assumendo 1g di carbone attivo almeno mezz’ora prima dei pasti e 1 g subito dopo il pasto".


Cos’è il Carbone Vegetale

Il carbone vegetale  si ottiene da alcuni processi di combustione senza fuoco ad alte temperature di legnami quali pioppo, pino, salice betulla.

Il processo di carbonizzazione avviene in ambiente povero di ossigeno e successivamente il prodotto così ottenuto viene sottoposto ad un ulteriore combustione con vapore per attivare le capacità di assorbimento, o meglio di adsorbimento, perché la caratteristica del carbone vegetale è quella di inglobare e trattenere molecole di sostanze tossiche o di gas. In questo modo aiuta a contrastare gonfiori addominali, acidità gastriche, intossicazioni alimentari.

Attenzione quindi a non fare uso di carbone vegetale in concomitanza all’assunzione di medicinali, perché ne limiterebbe l’efficacia.

 

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