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5 erbe spontanee da raccogliere e cucinare

Cinque piante spontanee da raccogliere e cucinare, semplici da riconoscere per una tavola primaverile a Km zero.

5 erbe spontanee da raccogliere e cucinare

La natura offre molte erbe e piante spontanee che possiamo riconoscere, raccogliere e utilizzare per cucinare ricette economiche e a chilometro zero.

Ecco cinque erbe e piante spontanee molto diffuse e semplici da riconoscere.

 

Dove e come raccogliere le erbe spontanee

Raccogliere le erbe spontanee ci permette di cucinare a chilometro e a costo zero e di fare passeggiate in luoghi naturali, ma la raccolta deve essere fatta in sicurezza e nel rispetto della natura.

Le erbe spontanee vanno raccolte solo se siete sicuri di aver individuato la specie esatta: se avete timore di non riconoscere in modo assolutamente certo le specie, fatevi guidare da una persona esperta, come un erborista, un botanico o un raccoglitore di lunga esperienza.

Moltissime specie sono infatti simili tra loro e a volte specie simili differiscono nel contenuto di principi attivi, che in alcuni casi possono essere tossici e molto pericolosi.

Quando raccogliete erbe e piante spontanee raccogliete solo le quantità che servono al vostro consumo e lasciate sempre degli esemplari della pianta; estirpate la radice solo se è proprio la radice la parte da utilizzare, altrimenti raccogliete solo le foglie o i fiori.

Raccogliete le erbe e le piante spontanee lontano da luoghi inquinati, città e campi coltivati: indossate scarpe da trekking e portate con voi un coltello seghettato, un paio di guanti e dei recipienti adatti a trasportare le erbe raccolte (sacchetti di carta, scatole di cartone o un cestino di vimini).
Infine, informatevi preventivamente su eventuali regole legate alla raccolta di erbe spontanee del territorio, non raccogliete specie protette o a rischio e non abbandonate rifiuti durante la raccolta.

 

 

5 erbe semplici da riconoscere, da raccogliere e cucinare

 

1. Stellaria
stellaria (Stellaria media) è un’erba spontanea perenne molto comune nei prati, campi e orti. La stellaria si riconosce facilmente durante la fioritura, poiché produce piccoli fiori bianchi in cima agli steli: i fiori hanno cinque petali e somigliano a piccole stelle a dieci punte.

Della stellaria si consumano le foglie e i fusti; i fusti vanno raccolti prima della fioritura, quando sono più teneri, mentre le foglie possono essere raccolte e consumate anche dopo la fioritura. Per raccogliere la stellaria si strappano uno a uno i fusti, oppure si tagliano le cime con un coltello o con un paio di forbici. I mazzetti di stellaria, una volta lavati, si consumano interi in insalata, scartando i fusti se raccolta dopo la fioritura.

 

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2. Malva
malva (Malva silvestris) è una pianta biennale o perenne che cresce nei prati e nei campi soprattutto dalla primavera in poi. La malva è facilmente riconoscibile dopo la fioritura grazie ai fiori striati rosa-violacei a cinque petali; la fioritura avviene generalmente a maggio. Della malva si raccolgono le foglie più tenere, i fiori e i fusti.

Le foglie possono essere consumate crude in insalate miste oppure cotte; data la presenza di mucillagini, le foglie di malva cotte sono usate per addensare le minestre. I fiori di malva possono essere usati invece per guarnire insalate e altri piatti.

Le foglie e i fiori di malva possono essere anche essiccati e usati per preparare tisane emollienti utili per disturbi dell’apparato gastrointestinale e della gola.



3. Ortica
ortica (Urtica dioica) è pianta erbacea perenne biennale o perenne molto comune e nota, facilmente riconoscibile a causa del potere urticante, che ci fa imparare da giovanissimi a evitarla.

I getti dell’ortica possono essere raccolti in primavera indossando rigorosamente i guanti e, una volta lavati, possono essere cotti in acqua bollente o a vapore per una decina di minuti e utilizzati per cucinare.

Per neutralizzare il potere urticante dell’ortica, questa va lavata in una bacinella rimestandola con un mestolo.

Una volta cotta, l’ortica è ottima per preparare torte salate, frittate, crêpe, ravioli o anche come semplice contorno condita con olio e sale.

L’ortica è utilizzata anche in erboristeria per le sue proprietà diuretiche, emostatiche e antinfiammatorie; la radice di ortica è utilizzata in fitoterapia per ridurre i sintomi dell’iperplasia prostatica benigna. L’ortica trova impiego anche in campo cosmetico, in particolare per la cura dei capelli grassi o in caso di forfora.



4. Luppolo
luppolo (Humulus lupulus) è una pianta rampicante perenne che cresce spontanea in tutta Italia e che viene coltivata per l’impiego delle infiorescenze femminili nella produzione della birra.
In primavera si raccolgono le giovani foglie e i germogli che si arrampicano a sostegni, su altre piante o su loro stessi; le giovani foglie si consumano crude nelle insalate miste, oppure si sbollentano in acqua e si gustano con altre verdure a foglia; i germogli si cuociono a vapore o lessati e si consumano come gli asparagi, quindi ripassati in padella oppure nella preparazione di frittate, risotti, torte salate o minestre.

In estate si possono raccogliere anche le infiorescenze femminili del luppolo, che si utilizzano per aromatizzare bevande alcoliche come grappe e liquori fatti in casa.
Il luppolo trova impiego anche in erboristeria, soprattutto per l’azione sedativa nel trattamento di ansia e insonnia e per combattere i disturbi legati alla menopausa.



5. Tarassaco
tarassaco (Taraxacum officinale), conosciuto anche come soffione o piscialletto, è un’altra pianta erbacea molto diffusa nei prati e nei giardini. Si riconosce facilmente dopo la fioritura per l’infiorescenza gialla da cui poi si sviluppano i famosi soffioni.
Del tarassaco si raccoglie e si consuma tutta la pianta.

Le foglie si raccolgono prima della fioritura, quindi all’inizio della primavera; sono amare e si consumano crude aggiunte alle insalate miste oppure lessate in acqua, ripassate in padella con olio e aglio e usate per preparare frittate o torte salate. I fiori si possono raccogliere sia in boccio – e in questo caso si usano crudi o cotti o messi sott’aceto – oppure quando sono già aperti, utilizzandoli crudi per guarnire le insalate dopo aver eliminato le brattee verdi.

Le radici si raccolgono quando la pianta è giovane e si consumano crude, tagliate a fette sottili e aggiunte alle insalate, oppure cotte e condite con olio e sale; la radice del tarassaco è particolarmente amara, soprattutto da cruda. Con la radice tostata del tarassaco si può preparare anche il caffè di tarassaco, un surrogato del caffè.

Il tarassaco trova impiego anche in erboristeria per le sue proprietà diuretiche, coleretiche e antinfiammatorie.

 

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