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Topinambur e meteorismo

In tutti i campi, gli eccessi non sono mai positivi. Soprattutto nell'alimentazione, dove anche i cibi salutari vanno consumati in dosi consone, poiché proprio gli ingredienti benefici, in quantità eccessive possono nuocer e alla salute.

È il caso del topinambur.

Topinambur e meteorismo

Un giorno mi arriva questo messaggio da una paziente: “Ho trovato questo dal fruttivendolo: cos’è? Posso usarlo nella dieta, e come?” Seguiva la foto di una radice: si trattava del topinambur, tubero ancora poco noto e poco presente sulle nostre tavole.

Si, possiamo utilizzarlo anche se siamo a dieta, poiché è ricco di fibre, ma questa caratteristica lo rende al contempo inadatto per chi soffre di meteorismo. Cerchiamo di capire il perché.

 

Topinambur e meteorismo

Il topinambur è composto per la maggior parte (80%) da acqua, per il 15% da carboidrati (inulina, asparagina, betaina, colina, fruttosio), per il 2% da proteine, sali minerali tra cui potassio (circa 400 mg), fosforo, calcio, magnesio e ferro.

È ricco di vitamina A (circa il 2%), vitamina B (in particolare i folati) e vitamina H o biotina (resistente alle cotture), la cui mancanza produce stanchezza, inappetenza, sonnolenza e dolori muscolari.

Pur essendo un tubero, il topinambur ha una composizione in carboidrati completamente differente rispetto per esempio a quella delle patate (il tubero per eccellenza): l’amido, il carboidrato maggiormente presente nelle patate, una volta cotto è ben digeribile per l’organismo umano, mentre i frutto-oligosaccaridi, carboidrati prevalenti nel topinambur non seguono lo stesso destino durante il transito intestinale.

Infatti questi composti, come l’inulina, fanno parte della cosiddetta fibra alimentare solubile, che viene digerita solo parzialmente dalla nostra flora batterica intestinale. Parte dell’inulina del topinambur, all’interno del nostro intestino, esercita un’azione probiotica favorendo lo sviluppo di batteri utili quali Bifidobatteri e Lattobacilli a scapito di quelli potenzialmente patogeni, svolgendo un effetto positivo sulla funzionalità intestinale.

L’eccesso di inulina – non utilizzata dalla nostra flora batterica – può però provocare frequentemente mal di pancia, diarrea, flatulenza e meteorismo intestinale.

Vediamo gli accorgimenti da adottare per poter consumare il topinambur senza subirne gli effetti collaterali sgraditi:

> non superare la dose giornaliera consigliata per una persona adulta, che è di 200 grammi;

> l'intestino andrebbe abituato gradualmente iniziando col consumo di piccole porzioni di topinambur, da aumentare poi col passare del tempo;

> attuare le corrette combinazioni alimentari da preferire per evitare che il consumo di topinambur provochi meteorismo. Queste le associazioni permesse: i topinambur sono ideali associati a tutte le altre verdure e ortaggi. Queste le associazioni sconsigliate: per evitare problemi intestinali quali il meteorismo i topinambur non andrebbero consumati nello stesso pasto con i legumi.

 

Leggi anche Cosa mangiare in caso di meteorismo >>

 

Topinambur: cosè’?

Il topinambur è una pianta originaria del Canada, utilizzata in Italia soprattutto per l'alimentazione del bestiame. A seconda del luogo di origine, il topinambur viene chiamato anche “rapa tedesca” o “carciofo di Gerusalemme”, o ancora “girasole tuberoso” o “patata del Canada”.

Esistono due tipi di topinambur: uno di colore viola che matura nel periodo autunnale e invernale e uno bianco, reperibile verso la fine di agosto. La parte edibile della pianta è la radice, un tubero dalla forma irregolare, simile allo zenzero. La sua polpa biancastra è tendenzialmente dolciastra, carnosa e dal sapore delicato.

Questo tubero – a differenza delle patate - può essere anche consumato crudo, tagliato a fettine magari in insalata. In questo modo mantiene inalterate tutte le sue proprietà benefiche e nutrizionali, che andrebbero in parte perse con la cottura.

In breve le caratteristiche principali del topinambur:

> fornisce pochissime calorie (circa 30 Kcal per 100 grammi di prodotto);

> è una vera e propria miniera di inulina (fino al 60% del peso secco), il che lo rende particolarmente indicato per i diabetici, in quanto la presenza della fibra solubile produce un minore carico glicemico rispetto ad altri tuberi, evitando picchi insulinemici e glicemici troppo alti. Ricordiamo però i rischi di meteorismo e problemi intestinali legati all’inulina; 

> ha proprietà galattogene, quindi in grado di aumentare e promuovere la secrezione di latte per l’allattamento al seno;

> migliora la digestione;

> non forma glutine, di conseguenza è adatto ai celiaci.

 

Leggi anche La coltivazione del topinambur >>

 

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