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Quanti tipi di veganismo esistono?

Anche se le regole che definiscono il veganesimo sono poche e chiare, esistono diverse sfumature di questo regime alimentare, dovute soprattutto alle motivazioni di partenza. Vediamole

Quanti tipi di veganismo esistono?

Siete ancora preoccupati di sostituire la carne e di dove trovare le proteine? State attenti al materiale delle vostre scarpe, del vostro orologio o del vostro borsello?

Conoscete quali sono le verdure e la frutta antiossidanti e ricche di vitamina C piuttosto che di vitamina A?

Andate a cercare le verdure che compongono il vostro pasto nei boschi e le mangiate crude?

A quale veganismo dunque appartenete?

Esiste il veganismo sotitutivo, quello di chi ha ancora bisogno di rapportare il cibo “nuovo” alle “vecchie” ricette, talvolta più per essere rassicurato che per altro; ecco allora le lasagna vegane, il gelato vegano e la pizza vegana.

Studieremo brevemente il cosiddetto veganismo filosofico, basato su solide motivazioni etiche, spesso lodevoli, anche se ancora ostracizzate dalla cultura nostrana mainstream.

Segue il veganismo salutista, collegato alla miriade di articoli e trafiletti che troviamo on line riguardo i benefici di questa o quella verdura, circa le malattie facilmente guaribili con una dieta vegana.

Infine, il più raro veganismo sperimentale, di cui troviamo libri, blog, articoli e video (non tutti dello stesso livello di credibilità) di persone che vogliono condividere le loro esperienze sperimentali.

 

Il veganismo sostitutivo

È il genere di veganismo di chi è ancora preoccupato del sostituire la carne e i derivati animali, o di chi, dopo aver letto e studiato e avendo fatta propria la certezza che in un modo o in un altro ci sia poco o niente da dover veramente sostituire, ha ancora un forte legame coi sapori della vecchia cucina.

Il consumo di carne, legato arcaicamente alla caccia e quindi alle scariche adrenaliniche ad essa dovute e alla lotta, è connesso con una particolare forma di piacere stretta a precise secrezioni ormonali, e anche chi capisce razionalmente che la carne andrebbe evitata, ha ancora necessità di provare quelle forme di piacere.

Da qui nasce il bisogno di cibi come il seitan, il tofu, il muscolo di grano, tutti i ragù vegani e i ritrovati di ultima generazione come gli hamburger, i wurstel, eccetera.

 

Quali sono i più classici errori dei vegani agli inizi?

 

Il veganismo filosofico

Sappiamo bene che nel mondo orientale la dieta vegana e il rispetto di tutte le forme di vita era ben radicato da millenni.

In quello occidentale invece il concetto di compassione e di amore universale che andasse oltre l’amore per i membri della propria famiglia ha dovuto attendere l’anno zero, ma già nell’antica Grecia alcuni raffinatissimi filosofi hanno illustrato tutti i motivi filosofici per cui si dovrebbe cessare di uccidere e sfruttare gli animali per un vizio alla fin fine evitabile.

I veganismi filosofici sono quelli basati su un ethos preciso, in genere intessuti di antispecismo e animalismo, ma anche sulle più recenti riflessioni dovute a tutto l’inquinamento causato dagli allevamenti intensivi. Questi tipi di veganismi sono attenti non solo alla dieta ma anche al vestiario e a molti altri generi di prodotti.

 

Il veganismo salutista

Molte persone divengono vegane principalmente per motivi di salute, dopo aver letto alcune testimonianze o alcuni articoli. Mentre tempo addietro gli apparati scientifici e medici ufficiali facevano fatica ad accettare l’idea del veganismo, pian piano la tensione sta scemando, e sempre più spesso vengono riconosciuti i rischi per la salute dovuti al consume di carne e dei derivati animali.

Questo tipo di vegani non è attento ad ogni genere di prodotti al di là di quelli alimentari, ed è più disposto a cambiare le proprie abitudini rispetto ai vegani sostitutivi, anche perché non di rado sono approdati a questa scelta dopo una malattia o un problema di salute più o meno grave. Sono spesso orientati all’acquisto di prodotti bio.

 

Il veganismo sperimentale

Il veganismo sperimentale è quello di frontiera, dei pionieri, di chi è consapevole (oppure solo convinto) che le abitudini alimentari vadano cambiate radicalmente, e non solo quelle alimentari, tutto lo stile di vita tipico di questa era consumistica deve cambiare: il modo in cui si lavora, in cui ci si riposa, in cui ci si alimenta, in cui si tratta il proprio corpo.

Questi pionieri sanno che cambiando stile di vita, avvicinandolo il più possibile a quello ritenuto ideale, il corpo diminuisce fortemente i propri bisogni in termini di quantità di cibo, e consuma solo una minima parte delle scorte vitaminiche di riserva, diminuendo quindi il bisogno di integratori o di un continuo doversi alimentare.

Sono persone fortemente motivate, coinvolte in studi alimentari, di botania, di biochimica, che spesso tendono a seperarsi dalla comune vita sociale mondana ma senza farne un dramma, perché in fondo è una loro scelta consapevole.

 

Il cibo che cura: la rivoluzione della forchetta vegan

 

Per approfondire:

> Dieta vegana, come funziona

 

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