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Yoga, un supporto anche per i musicisti

E' ancora piuttosto insolito sentir parlare di yoga in ambito musicale, ma in realtà la pratica è molto utile ai musicisti per sciogliere le tensioni e migliorare l'ascolto... anche di se stessi

Yoga, un supporto anche per i musicisti

Fin dalla seconda metà del secolo scorso, molti cantanti e musicisti si sono appassionati di yoga e di filosofia indiana: vuoi per ampliare le prospettive musicali, vuoi per autentico misticismo, vuoi per il banale cavalcare l’onda di una moda emergente.

Parimenti, al giorno d'oggi, molti musicisti, pure di fama internazionale, si dedicano allo yoga con passione anche quale supporto alla loro professione.

In che modo?

 

Perché lo yoga per i musicisti?

All’interno delle accademie e dei conservatori, specie se prestigiosi, sarebbe un grande regalo introdurre la pratica yoga per i musicisti perché essa gioverebbe loro da svariati punti di vista:

  1. il musicista, per apprendere o perfezionare la sua arte, è costretto a mantenere per lunghe ore la stessa posizione in accordo con il suo strumento. Chiaramente ciò causa delle tensioni endemiche e porta degli squilibri posturali inevitabili che possono generare persino forti dolori. In modo analogo, anche a livello delle dita o dei polsi non è raro andare incontro a rigidità, se non a vere e proprie infiammazioni. Lo yoga è una pratica molto utile per riportare equilibrio corporeo, generico rilassamento fisico e spazzare via, o almeno alleviare, le resistenze che ingabbiano la muscolatura. Anche il lavoro sulla propriocezione e sulla coordinazione, importanti nella pratica di uno strumento, possono essere notevolmente migliorati grazie alla pratica costante.
  2. Oltre agli asana, anche il pranayama è molto utile per ampliare e approfondire la capacità respiratoria, tanto importante soprattutto con gli strumenti a fiato. Lo yoga aiuta ad approfondire il respiro coinvolgendo tutti e tre i tratti respiratori (addominale/toracico/clavicolare) e aiutando a sciogliere le tensioni che possono annidarsi tra il petto, il torace e l’addome. Con la pratica, la respirazione diviene sempre più efficiente e corretta, a tutto vantaggio della salute generale e della propria vita anche professionale.
  3. Scendendo ad un livello più profondo, lo yoga è una disciplina che aiuta moltissimo a sviluppare la capacità di concentrazione, indispensabile in molti ambiti, tra cui certamente quello della musica. Analogamente, la sensibilità psico-fisica si raffina arrivando percepire il corpo in profondità e ad ascoltare le emozioni con consapevolezza. Si apprende come gestire il fluire turbinoso della mente, arrivando pian piano a lasciarlo scorrere via, come una brezza passeggera. Stati di ansia, stress, tensione cronica frequenti in professioni come quella musicale trarranno dunque un enorme vantaggio dallo yoga tanto da ridursi sistematicamente grazie alla pratica costante.

 

Il nostro consiglio per i musicisti

Certamente non è un caso che il grande violinista Yehudi Menuhin fosse anche un appassionatissimo yogi. Ci sentiamo di consigliare la pratica dello yoga a tutti i nostri lettori musicisti perché siamo convinti ne trarrebbero un grande giovamento fisico e, ancora di più, un prezioso supporto emotivo per affinare la grana della propria esperienza professionale.

 

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