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Pratica yoga e religioni: possono andare d’accordo?

Alcune persone si chiedono ancora se sia possibile o meno far coesistere la pratica dello yoga con le loro credente religiose ortodosse. Ecco un breve articolo per argomentare le ragioni di chi pensa sia possibile e di chi crede non sia conveniente. In fondo col termine yoga intendiamo cosi’ tante forme di pratiche che andrebbero analizzate una ad una. Vediamo allora alcuni esempi rappresentativi.

Pratica yoga e religioni: possono andare d’accordo?

Fin dal 1893, quando Swami Vivekananda raggiunse gli Stati Uniti portando con se’ lo yoga (in varie sue forme) in Occidente, una delle domande piu’ frequenti e’ se lo yoga sia o meno adeguato per chi frequenta una qualsiasi fede, per via della sua posizione unica nel campo della ricerca interiore, che da una certa prospettiva troppo schematica, rientrerebbe nelle pratiche religiose o pseudoreligiose. Secondo la sensibilita’ di alcuni, sarebbe addirittura antietico mischiare una pratica che appartiene ad un’altra religione, con quelle della propria.

Dall’altro lato della questione, molti praticanti percepiscono lo yoga come una pratica al di sopra delle religioni, che tende a considerarne solo gli aspetti che puntano all’unita’, non su quelli divergenti, e tendono a considerare che, a conti fatti, lo yoga e’ per tutti, qualsiasi sia il credo praticato o non praticato.

Da questo punto di vista, lo yoga e’ una pratica che promuove salute, benessere, gestione dello stress, controllo della mente, conoscenza di se’, tutte cose che sono utili non solo nelle classi di yoga ma in ogni aspetto della vita, quindi anche in chiesa, nella sinagoga, nella moschea, o dovunque si preferisca.

Andando pero’ un po’ piu’ a fondo alla questione scopriremo che entrambi gli approcci hanno un che’ di valido e delle ragioni innegabili, e tutte le volte che abbiamo di fronte due polarita’ valide, sta a noi trovarne una sintesi superiore e non rimanere impantanati dall’apparente inconciliabilita’.

 

Yoga e induismo

Cominciamo a chiarire un punto: lo yoga non e’ una branca dell’induismo. L’induismo, vera e propria religione sotto tutti gli aspetti, nasce assieme allo yoga dallo stesso substrato culturale vedico e condivide con esso alcuni testi di riferimento, una parziale cosmologia e mitologia in comune; infine lo yoga usa alcuni elementi della religion induista come simboli ed allegorie dei propri processi (come l’ermetismo fa col cristianesimo, la cabala con l’ebraismo e il sufismo con l’islam).

Tuttavia per essere induista non e’ necessario praticare yoga e per essere uno yogi non e’ indispensabile essere induisti. Certamente, esistono nella cultura yogica alcuni concetti che non sono accettati da acune religioni: la struttura dell’essere suddivisa in diversi corpi di diverse energie e relative a differenti mondi e stati di coscienza; l’esistenza dei chakra, del prana e di altre energie; e altri piu’ specifici.

Tuttavia, questi punti non sono dogma intoccabili, poiche’ lo yoga si basa sulla sperimentazione e l’esperienza diretta, come la scienza, quindi nessuno e’ spinto a credere o a non credere, quanto piuttosto a fare la propria esperienza e rinnovarla e riformularla tutte le volte che si riterra’ necessario.

 

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Diversi tipi di yoga

Yoga d’altronde e’ un nome generico che racchiude diversi tipi di pratiche e diversi approcci. Il piu’ comunemente praticato in Occidente, chiamato spesso semplicemente yoga, e’ l’hatha yoga, basato quasi esclusivamente su tecniche fisiche e respiratorie. Questo tipo di yoga, private delle connotazioni piu’ mistiche ed esoteriche come accade nelle sue versioni modernizzate, e’ senz’altro adatto a qualsiasi tipo di persona qualunque sia il tipo di religione o credo essa abbia: un cristiano o un baha’i che praticano questo yoga, saranno un cristiano ed un baha’i piu’ sani e consapevoli.

Altri tipi di yoga hanno invece caratteristiche piu’ difficili da integrare in altri credi. Un esempio puo’ essere il bhakti yoga, lo yoga della devozione, spesso in Occidente ritenuto una religion a se’ stante per via di certe caratteristiche liturgiche. Questo tipo di yoga mira al raggiungimento di uno stato di coscienza superiore tramite un contatto con una forma di divinita’ personale in grado di trasformare la struttura emotiva, e conseguentemente l’intera personalita’, del praticante.

Generalmente questo yoga e’ fatto di mantra e canti, che fanno riferimenti a specifiche divinita’, attivita’ di servizio devozionale rivolte ai membri della comunita’ e letturi di testi di riferimento spesso relativi alla cultura religiosa induista (i Purana). In questo caso e’ piu’ difficile ma non impossibile praticare yoga e al contempo una religion diversa dall’induismo.

 

E' possibile seguire una religione praticando yoga?

Proviamo a invertire, per paradasso, la nostra domanda: e’ possibile continuare a seguire una religione praricando lo yoga? Esistono in effetti delle forme di yoga particolarmente evoluto che considerano la pratica religiosa come qualcosa di arcaico e da superare, un po’ come lo fu l’alchimia in rapporto alla chimica o l’astronomia in rapporto all’astrologia: certi tipi di yoga sono dei sistemi di ricerca spirituale talmente raffinati ed evoluti che richiedono di abbandonare certe forme di approccio spirituale piuttosto restrittive come le religioni.

Al massimo esse possono essere studiate e praticate temporanemente per riprodurne in se’ stessi le esperienze fondamentali, per poi essere messe da parte e superate. E’ questo il caso ad esempio di alcune forme di jnana yoga, del purna yoga (yoga integrale), eccetera.

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