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Asana per il benessere della cervicale

I dolori alla cervicale sono diffusissimi e non dipendono dall’età: talvolta ne soffrono anche i giovanissimi. Vi proponiamo qualche asana utile per prevenirli e, in caso, affrontarli in modo yogico

Asana per il benessere della cervicale

Lunghe ore sui libri, davanti al pc o alla guida possono mettere a dura prova la salute dei muscoli del collo e la cervicale; inoltre è piuttosto comune accumulare lo stress in questa parte alta della schiena che, ingabbiata dalle tensioni, può arrivare ad irrigidirsi così tanto da causare dolori o immobilità del tratto cervicale.

A scopo preventivo, vi consigliamo di svolgere, anche tutti i giorni, il famoso gesto dello Brahma Mudra che potete eseguire anche in ufficio o in biblioteca durante una pausa dal lavoro o dallo studio.

Per un’azione più incisiva, invece, vogliamo suggerirvi qualche posizione dello yoga particolarmente amica del collo cui potrete ricorrere tutte le volte che sentite la cervicale sofferente.

 

Asana e cervicale

Iniziamo la nostra piccola sequenza, come sempre, da un posizione di rilassamento che ci aiuti ad entrare nella pratica e favorisca l’interiorizzazione.

Nel nostro caso, ci affideremo alla posizione del bambino (balasana). Vi abbiamo esposto dettagliatamente la tecnica alla quale appoggiarsi per assumere la posizione; ora, vi suggeriamo di portare la vostra attenzione alla zona delle spalle: percepite come ad ogni espirazione le spalle scivolino verso terra lasciando andare le tensioni; anche il collo può rilassarsi privo del peso del capo, mentre le braccia - come due grandi ali - giacciono ai lati del praticante completamente morbide e rilassate.

Mantenete la posizione per qualche ciclo respiratorio concentrandovi sul centro fra le sopracciglia che giace a contatto con il pavimento.

balasana

 

Asana in piedi per la cervicale

In merito agli asana veri e propri, la scelta è davvero vasta e potete spaziare liberamente variando la pratica. Partendo dalle posizioni in piedi, consigliamo tutte quelle che prevedono uno scarico delle tensioni del collo e delle spalle: largo dunque a trikonasana (posizione del triangolo), adho mukha svanasana (cane che guarda in basso), uttanasana (posizione dell’allungamento intenso).


Trikonasana

Trikonasana 1t

 

Queste due varianti della posizione, ma è possibile sbizzarrirsi ancora: ad esempio, le mani possono andare ad afferrare le caviglie, oppure possiamo arricchire l’asana di una torsione portando la mano destra sul piede sinistro e viceversa.

trokonasana 2

 

Adho mukha svanasana

Questa è la versione classica della posizione che vi consigliamo di assumere ponendo particolare attenzione proprio alla parte superiore del corpo: attivare bene le mani, le braccia e aprire il più possibile il petto indirizzandolo verso le cosce.

asho mukha svanasana

Se vi voleste staccare dalla modalità standard di esecuzione, ecco una piccola variante: invece delle mani, si poggiano a terra i gomiti arrivando così ad assumere una posizione detta “del delfino”.

posizione delfino

 

Uttanasana

Un’ottima posizione da praticare a fine giornata, anche per alleviare eventuali tensioni emotive accumulatesi a livello mentale. Senza preoccuparsi di arrivare a terra, abbandonatevi ad essa in modo arrendevole. Se qualche praticante dovesse avvertire una tensione eccessiva nella parte posteriore delle gambe, può piegare leggermente le ginocchia in attesa che gli arti inferiori si elasticizzino.

Come appare evidente, gli asana che vi abbiamo proposto sono accumunati dal fatto di essere tutte posizioni capovolte che prevedono l'abbandono delle spalle e del collo; la cervicale, priva del peso del capo, può finalmente rilassarsi e lasciare andare le tensioni che la serrano a tutto vantaggio della distensione muscolare.

Le posture di piegamento in avanti, come trikonasana e uttanasana, hanno anche un piacevole effetto pacificante che vi invitiamo ad assaporare.

uttanasana

 

Capire le radici profonde del dolore fisico 

Gli asana possono aiutarci a prevenire o affrontare i dolori alla cervicale, ma, se sono dovuti a cause di natura psicosomatica, un bel regalo che possiamo farle è individuare i motivi intrinsechi e mentali delle tensioni che serrano il nostro collo.

Capire le motivazioni profonde che ci inducono ad irrigidire questa parte del corpo non potrà che aiutarci tanto a livello fisico per combattere i sintomi spiacevoli che a livello mentale per avanzare nel nostro cammino di miglioramento personale.

 

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