Intervista

Contro lo spreco, S-cambiacibo!

Un modo originale e al contempo antico per evitare gli sprechi di cibo e conoscere chi vive intorno a noi, creando occasioni di socializzazione e solidarietà

Contro lo spreco, S-cambiacibo!

Il 5 giugno si celebra la Giornata mondiale dell’ambiente, che quest’anno si è focalizzata sulla lotta allo spreco alimentare, una priorità per gli esperti.

Ogni anno vengono buttate 1,3 miliardi tonnellate di cibo, tra rifiuti casalinghi e perdite durante la filiera produttiva (dati Fao). Un numero che corrisponde a 1/3 della produzione alimentare umana, e che potrebbe nutrire le persone che soffrono la fame.

Per capire qual è l’impatto sull’ambiente, basta pensare che una mela gettata equivale a 70 litri d’acqua. In Italia, questi numeri si traducono in 13 miliardi di euro buttati. E ancora più nel dettaglio: 110 kg di cibo che finiscono nella spazzatura per persona.

Incontriamo Stefano Nafissi, tra gli ideatori di Scambiacibo, un sito in cui ci si può scambiare il cibo in scadenza tra vicini di casa o di quartiere.


Lo spreco di cibo è veramente un grave problema. Com'è la situazione in Europa? E come "siamo messi" in Italia?

I dati che abbiamo a disposizione non sono aggiornatissimi e quindi vista la crescente attenzione sul tema la situazione potrebbe essere migliorata.

Ti allego un'infografica che abbiamo realizzato con petricorstudio e che ti illustra più o meno la distribuzione degli sprechi alimentari al livello mondiale e nazionale. In calce all'infografica trovi anche le fonti da cui provengono i dati.

La cosa a mio avviso più interessante è la crescente attenzione al tema e la mobilitazione diretta di gruppi di persone che hanno sviluppato diverse strategie per trasformare il problema in una opportunità.

 

infografica

 

Come è nata l'idea di creare S-Cambiacibo?

All'interno dello studio qualche tempo fa stavamo sviluppando un progetto per un ristorante in Russia e come nostro solito abbiamo condotto una ricerca approfondita sul tema principale del progetto scoprendo che il cibo è da sempre stato un vettore di socialità, principalmente per usanze religiose e meccanismi parentali, dinamiche che la contemporaneità mette in forte discussione.

Di lì a poco tempo ci è capitato in mano il rapporto sul foodwaste del BCFN, Barilla Center for Food and Nutrition, e unendo questi dati con l'attenzione sempre crescente nei confronti dei social network, testimoni di una forte voglia di condividere, è nata l'idea di uno strumento informatico che geolocalizzasse le disponibilità alimentari per connettere persone che hanno voglia di condividere esperienze.

In questo modo si possono costituire legami sociali tra estranei, abbattendo la diffidenza verso il prossimo e rendendo la socialità delle nostre città più sostenibile.

 

Indicazioni per una cucina ecologica e antispreco

 

In cosa consiste praticamente il progetto "S-cambiacibo" ? Io per esempio mi sono già iscritta, cosa devo fare ora?

Quando hai un alimento che sai di non mangiare fagli una foto e caricalo su scambiacibo, dopodiché dovrai aspettare che qualcuno te lo chieda per prendere accordi su dove e come incontrarsi. Tu metterai il cibo, l'altra persona semplicemente ti aiuterà a non sprecarlo consumandolo al posto tuo.

Se invece intorno a te sono già state caricate delle disponibilità alimentari puoi richiederle al proprietario e incontrarvi.

Fatto lo "scambio" ricordati di lasciare un feedback della persona incontrata; in questo modo aiuterai le persone a conoscere meglio gli utenti di scambiacibo.

 

Nei cortili e nelle cascine di 100 anni fa era la norma scambiarsi il cibo, condividere gli avanzi. Pensate che sia ancora proponibile oggi, nella nostra società?

Si, con un pizzico di tecnologia in più, si. 

Per approfondire:

> Vai al sito di S-Cambiacibo

 

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