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La pianta di pistacchio e la sua coltivazione

La coltivazione della pianta di pistacchio è possibile anche in Italia nelle zone a clima più mite. Andiamo a conoscere quali sono le esigenze colturali dell'albero di pistacchio, dove comprarlo, come fare a coltivarlo e in quale modo raccoglierne i frutti

La pianta di pistacchio e la sua coltivazione

La pianta di pistacchio è un albero che può raggiungere di media i 5 metri di altezza ma può persino superare i 10 metri e un altrettanto diametro nella chioma se trova condizioni ottimali di crescita.

È pianta originaria dell’Asia Minore e le sue maggiori coltivazioni sono in Iran, Turchestan, Turchia, Grecia e Siria. Il suo nome scientifico è Pistacia vera e appartiene alla famiglia delle Anarcadiaceae del genere Pistacia. Il pistacchio è una pianta molto longeva che può vivere oltre i 200 anni di età.

Il pistacchio può essere coltivato in quei climi che non sono troppo rigidi e persino nella nostra penisola nelle zone del Centro e del Sud Italia. In Sicilia è presente già da qualche tempo diventando così un prodotto tradizionale che ha visto riconoscere al Pistacchio verde di Bronte la Denominazione di Origine Protetta (DOP): questa terra produce più di 3000 tonnellate l’anno di pistacchi.

 

Esigenze colturali del pistacchio

La pianta di pistacchio cresce bene in tutti i terreni anche in quelli poveri di minerali come il calcio oppure in quelli più calcarei o vulcanici. Ovviamente nei terreni più ricchi in humus prospera meglio e fruttifica maggiormente.

Il pistacchio ama le posizioni soleggiate e richiede almeno 30 gradi di temperatura per crescere rigoglioso e fruttificare. Durante l’annata non deve essere esposta a temperature inferiori ai 7 gradi, tranne in inverno, quando è nel riposo vegetativo, dove può sopportare anche i -10 gradi di temperatura. Comunque cresce meglio nei paesi dove gli inverni sono miti e le temperature non scendono sotto i -5 gradi.

Essendo una pianta che ama il sole, resiste molto bene alla siccità e quindi non sopporta le abbondanti irrigazioni e i ristagni d’acqua che possono far ammalare la pianta soprattutto attirando malattie fungine.

Per agevolare il passaggio dell’acqua sono indicati terreni poco profondi, ciottolosi e sabbiosi magari con presenza di pomice o argilla espansa per regolare l’umidità interna. L’irrigazione è richiesta in primavera e in estate per le piante giovani sino a 8 anni, mentre per le piante adulte potranno aver bisogno di acqua una o due volte nelle estati che sono particolarmente siccitose.

In linea generale il pistacchio è una pianta rustica che non richiede particolari cure; se non vengono rispettate le minime esigenze di coltivazione, questo albero potrebbe crescere comunque molto rigoglioso ma non arrivare a fruttificare.

 

Acquisto e impianto del pistacchio

Solitamente vengono acquistate le piante di pistacchio già innestate nei vivai e nelle agrarie specializzate che vendono piantine di 1 o 2 anni pronte per la piantagione.

Il pistacchio è una pianta dioica, quindi richiede la presenza di almeno 2 piante, una di genere femminile e una maschile per permettere l’impollinazione e la successiva produzione dei frutti. Solitamente è consigliato piantare 4 o 8 piante femmine di pistacchio e una pianta di pistacchio maschio di varietà selvatica, Pistacia terebinthus.

Le piante di pistacchio vengono impiantate in tardo autunno o in inverno quando sono in riposo vegetativo; in questo modo mentre aspettano la primavera vi sarà tutto il tempo di mettere radici nel terreno senza subire alcuno stress nella ripresa vegetativa.

Le radici del pistacchio infatti sono molto sensibili e non devono essere esposte all’aria o immerse per molto tempo in acqua. Per questo motivo nel momento che la pianta viene messa a dimora toglieremo l’involucro plastico esterno che avvolge il pane di terra e lo posizioneremo nella buca facendo attenzione a non danneggiare l’apparato radicale.

Le piante devono essere distanti tra loro almeno 5 o 7 metri per poter permettere il massimo sviluppo alla pianta. Ricordiamo di posizionare sia piante femminili che maschili che fioriscano nello stesso è periodo in modo da avere una migliore fruttificazione. Infine è importante sapere che le gemme fiorali sbocciano sui rami di due anni di età e questo è essenziale per evitare di tagliare durante la potatura quei rami che saranno portatori di frutti.

 

Raccolta e conservazione del pistacchio

La pianta del pistacchio arriva a produrre i suoi primi frutti dopo 4 o 5 anni dall'impianto e termina la sua produzione dopo circa 35 anni. Un singolo albero produce da 10 a 25 kg di pistacchi interi quindi compresi di guscio.

La raccolta dei frutti avviene dal mese di agosto sino ad ottobre ed è effettuata in modo scalare in più raccolte. I frutti sono al giusto grado di maturazione quando il mallo, cioè la parte più esterna in cui è racchiuso il pistacchio, diventa di colore rosso viola. Da questo momento una leggera vibrazione all’albero permette la caduta a terra dei frutti e quindi la loro raccolta.

I frutti sono composti quindi dal pistacchio edibile, dalla pellicola viola che li riveste e da una guscio esterno chiamato mallo. Questo rivestimento deve essere eliminato prima di far avvenire l’essiccazione della parte interna che dura dai 3 ai 4 giorni. Il trattamento di asciugatura può essere fatto in modo naturale in locali arieggiati o con appostiti macchinari.

L’essiccatura deve togliere più del 90% di acqua e in questo modo i pistacchi potranno essere poi conservati per il consumo finale. Solitamente i pistacchi vengono sgusciati e privati della pellicola di colore viola che li ricopre.

Il consumo dei pistacchi è solitamente al naturale oppure possono essere salati e tostati. Diventa ingrediente speciale di molti dolci, creme e ricette di pasticceria anche di alta classe essendo riconosciuto come prodotto pregiato per il suo speciale sapore e per le sue proprietà nutrizionali.

 

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