Intervista

Trekking e moda contro il cambiamento climatico

Ramila Nemkul, Ceo di Kasa, e Pankaj Gupta sono protagonisti di un'avventura sul monte Everest per dimostrare al mondo che il trekking e la moda possono essere sostenibili.

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©Fb Ramila Nemkul

Kasa per il Nepal

Da molti anni sono presenti sul territorio nepalese diverse ONG  impegnate per combattere il forte inquinamento locale. Dure soprattutto, le cause: l'impatto ambientale provocato dai turisti che vengono a scalare i monti più alti del mondo e quello dato dallo sviluppo di Kathmandu, non più capitale hippy tra l’India e la Cina ma uno dei mercati più importanti d’Asia, che attira ogni giorno acquirenti dagli Stati vicini per via del cambio favorevole con la rupia nepalese. 

 

Il governo locale sta cercando partner per mettere su dei sistemi di gestione dei rifiuti seri, con ricorso per quanto possibile alle energie rinnovabili in modo da evitare il continuo taglio degli alberi per ottenere legna

 

Così è stata scelta Kasa, casa di moda nepalese gestita da Ramila Nemkul, una delle imprenditrici asiatiche più in gamba e sempre aperta ai progetti sociali, col suo compagno, l’imprenditore indiano Pankaj Gupta. 

 

Parliamo del vostro impegno sociale a favore del clima. Come nasce?

La moda è considerata come un mondo fatto di vanità, fatto di persone ricche lontane dai problemi delle persone comuni. Inoltre, l’industria della moda è responsabile di grandi quantità di inquinamento

 

Noi crediamo che il mondo della moda è importante, ma pensiamo possa diventare sostenibile, specialmente qua in Nepal dove abbiamo bisogno di proteggere foreste e ghiacciai. Il riscaldamento globale lo viviamo sulla nostra pelle.
 

Dici che il mondo della moda è importante, perché?

Questa un’industria che genera molti posti di lavoro in un Paese dove il traffico umano è ancora a livelli molto alti, specialmente negli strati sociali poveri e senza possibilità di lavoro.  Creare posti di lavoro è combattere il traffico umano alla radice. 

 

Kasa investe nella ricerca e produce capi di moda totalmente biologici, sostenibili e biodegradabili, con fibre e pigmenti locali naturali, senza il terribile consumo di acqua di cui molti altri brand sono responsabili. 

 

Per concludere, voglio dirti che la moda è indispensabile alla vita: la ricerca della bellezza esiste in ogni civiltà. Non solo, anche molti animali investono energie nella bellezza, basti pensare al pavone. Senza contare i fiori. Vita e bellezza vanno a braccetto.
 

Perché, allora, un trekking sul monte Everest?

Vogliamo portare la nostra moda con un sfilata sul monte Everest a Kala Patthar (5644 metri), stabilendo così il Guinness dei primati per la sfilata più alta di sempre. 

 

Parteciperanno modelle e modelli internazionali, esperti di sostenibilità, televisioni internazionali. Vogliamo far vedere che fare moda e scalare le nostre montagne può e deve essere sostenibile. 

 

Lo faremo portando prodotti biodegradabili e naturali, senza packaging, utilizzando il fotovoltaico. Anche detergenti, shampoo e sapone per i piatti saranno 100% naturali e biodegradabili.  

 

Misureremo il nostro impatto e lo compenseremo piantando alberi. Ogni anno in Nepal migliaia di scalatori vengono da tutto il mondo: pagano, scalano, gettano i loro rifiuti e se ne tornano in America o in Europa, lasciando a noi il problema dello scioglimento dei ghiacciai e della morte delle nostre specie animali e vegetali. 

 

Stiamo investendo in questo per lanciare un forte messaggio: tutti sono benvenuti in Nepal a patto che adottino comportamenti sostenibili. Da oggi forniremo il buon esempio e prodotti alternativi per poterlo fare, così nessuno avrà più scuse. 
 

Allora a quando e’ l’appuntamento?

Partiremo a metà gennaio da Kathmandu. Avremo tanti sponsor e supporter: Auroville fornirà i prodotti naturali, alcune compagnie aeree ci sosterranno, Decathlon fornirà le attrezzature, ed MTV girerà otto episodi su questa avventura. 

 

Raggiungeremo a piedi Kala Patthar e torneremo a piedi, senza prendere l’elicottero come fanno molti scalatori. Seguiteci su Facebook e 
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