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Mercedes, la donna che pianta alberi di nascosto, a Milano

Anche in provincia di Milano c’è un nucleo di guerrilla gardening. A guidarlo è Mercedes, che ha piantato più di trecento alberi.

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©Alessandro Guerriero / 123rf.com

Cos’è il guerrilla gardening

Le nostre città sono troppo grigie e inquinate? Prima ancora di sperimentare avveniristiche nuove tecnologie, è la natura a darci una soluzione. Come sottolinea la Fao, ogni albero può assorbire fino a 150 kg di CO2 all’anno, mitigando in modo significativo i cambiamenti climatici. 

 

Le città in cui gli alberi sono posizionati in modo strategico, di conseguenza, godono di temperature più fresche (da 2 fino addirittura a 8 gradi centigradi in meno) e di un’aria molto più pulita

 

Tutto questo va inevitabilmente a vantaggio dei cittadini, che vivono in un ambiente più salubre, gradevole e accogliente. Un edificio circondato dal verde può ridurre fino al 30% il ricorso all’aria condizionata e risparmiare una quota considerevole dell’energia per il riscaldamento (dal 20 al 50%). Non c’è da stupirsi, dunque, se il suo valore immobiliare può aumentare fino al 20%. 

 

Ma cosa succede se l’amministrazione locale non si impegna a piantare alberi o a sostituire quelli ormai malati e instabili? Sempre più spesso, sono i cittadini a prendere l’iniziativa. Autorizzati o meno. 

 

Questo movimento spontaneo prende il nome di guerrilla gardening. Fin dagli anni Settanta, gruppi di cittadini si organizzano in autonomia per rendere un po’ più verde il territorio in cui vivono. Badile e rastrello alla mano, si avventurano in veri e propri blitz per piantare alberi, arbusti e ortaggi, anche se il terreno in questione non è di loro proprietà.   

 

Mercedes, paladina del guerrilla gardening a Milano

Di questo movimento non si sente parlare spesso, ma anche in Italia esistono nuclei di guerrilla gardening; persino a Milano, che nell’immaginario collettivo è considerata la città industriale per eccellenza.  

 

Una buona parte del merito è di Mercedes, energica e coraggiosa donna madrilena che è stata illuminata dalla lettura de L'uomo che piantava gli alberi di Jean Giono e ha piantato il suo primo albero, in Spagna, come regalo per il suo ventiquattresimo compleanno. Abbiamo scoperto la sua storia grazie all’intervista di Bee Your Hero

 

Trasferitasi in provincia di Milano, Mercedes si è trovata a vivere a pochi passi dal frastuono e dallo smog dell’autostrada. Patendo la situazione, ha deciso di rimboccarsi le maniche e fare la sua parte.

 

Non è sempre stato tutto facile, anzi. Nei primi tempi i suoi alberi venivano sistematicamente tagliati o strappati, ma proprio i fallimenti le hanno insegnato molto. “Una buona strategia è quella di posizionare una rete attorno al tronco, come fa il Comune con gli alberi di sua proprietà”, svela. 

 

“A volte piantiamo i semi nei vasi e li facciamo crescere nel balcone, fino al momento di trapiantare il tutto. Altre volte, pubblichiamo un annuncio su Internet e le persone rispondono regalandoci gli alberi che per vari motivi non riescono più a tenere. Altre specie, come il pioppo e il salice, sono facilissime da piantare perché fanno direttamente le radici. Di solito le innaffiamo fino al secondo anno, dopodiché se la cavano da sole”, racconta nel podcast.

 

I risultati: centinaia di alberi e un nuovo lago

Nato come un moto solitario e istintivo, quello di Mercedes è pian piano diventato un gruppo coeso, che si organizza tramite Facebook. “A Trezzano avremo piantato almeno trecento alberi, anche se circa un terzo sopravvive”, racconta. 

 

Piano piano si è sparsa la voce e gli attivisti hanno ricevuto in comodato una vecchia cava di estrazione chiusa da più di vent’anni, che si trova sempre a Trezzano sul Naviglio, nel cuore del Parco Agricolo Sud. La natura piano piano se n’è reimpossessata, dando vita a un grande specchio d’acqua (il Lago Mezzetta) circondato da un bosco. 

 

Detto fatto, a fine agosto circa 80 volontari hanno passato cinque giorni a pulire gli spazi per renderli accessibili alla comunità. I loro progetti sono ambiziosi: creare un’oasi dove chiunque possa fare un giro in canoa, prendersi cura degli orti collettivi, comprare un vasetto di miele prodotto in loco.

 

Ci vorrà ancora tempo e lavoro, tantissimo lavoro. Ma d’altra parte, come ama ripetere Mercedes, “chi vuole una cosa trova il modo, chi non la vuole trova il pretesto”.