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Donne al potere e pandemia: un esempio che conquista

Avivah Wittenberg-Cox, esperta di parità di genere, su Forbes ha sostenuto che, in particolare, i sette paesi colpiti da Covid guidati da donne stiano rispondendo alla pandemia meglio di quelli guidati dai colleghi uomini.

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Credit foto
©Mykhaylo Palinchak -123RF

Cosa hanno in comune i Paesi con le migliori azioni in risposta al coronavirus?

Avivah Wittenberg-Cox, CEO di 20-first - rinomata società di consulenza britannica che si occupa di parità di genere - con un articolo pubblicato sulla rivista Forbes  ha evidenziato come i paesi guidati da donne stiano rispondendo all’odierna pandemia meglio di quelli guidati dai colleghi maschi.
 

E' “in momenti di crisi come quello che stiamo vivendo, che le donne hanno un approccio differente: più diretto e più creativo. Ciò che serve in una situazione d'emergenza. Questa attitudine tutta femminile è di fatto sottostimata sia nella vita politica che in quella quotidiana".
 

Un modo alternativo di esercitare il potere

Stando al giudizio della Wittenberg-Cox queste donne  "ci stanno mostrando un modo alternativo di esercitare il potere” e il minimo comune denominatore pare passi da onestà, empatia, tempestività e capacità di utilizzare al meglio social media e nuove tecnologie.
 

A Taiwan, ad esempio, le misure per controllare l’epidemia sono state immediate, in Germania sono stati fatti test a tappeto limitando i contagi e il mese di lockdown in Nuova Zelanda è risultato concretamente efficace.

 

In tutti questi casi come anche in Islanda, Danimarca, Norvegia e Finlandia, le donne a capo dei rispettivi governi hanno preso decisioni tempestive, hanno gestito bene l’accesso ai servizi sanitari e hanno tracciato fin da subito i positivi al virus. 

 

Il caso Germania, Taiwan e Nuova Zelanda 

"Negare, minimizzare, rimandare le decisioni fino all'ultimo è tipico del maschioAlfa" - sostiene  la Wittenberg-Cox - "ben incarnati da personaggi come Donald Trump e Boris Johnson" 

"Le donne alla guida degli Stati alle prese con l'emergenza Covid hanno invece utilizzato un registro adeguato fornendo informazioni con precisione, nei tempi giusti. E il loro metodo ha funzionato meglio che altrove
".


In Germania, ad esempio, Angela Merkel non ha sottovalutato l’allarme e, già a marzo ha tenuto un discorso alla nazione per chiedere ai cittadini tedeschi razionalità e disciplina. "Un messaggio rafforzato poche ore dopo dalle immagini della stesa leader autorevole ripresa in un supermercato per fare le scorte del caso. Immagini che sono diventate emblema di una modalità consapevole di essere leader e che hanno restituito forza alla sua popolarità”. 

 

A Taiwan, la presidente Tsai Ing Wen a gennaio ha introdotto 124 misure restrittive per bloccare ila diffusione del virus, ha intensificato i controlli sugli aerei provenienti dalla Cina, ha aumentato la produzione di mascherine e ha tracciato tempestivamente i contagi.

La CNN ha definito la sua gestione come una fra le migliori al mondo quando ancora non c'era molta informazione né sostegno ai paesi colpiti.  

 

Arriviamo, dulcis in fundo, alla Premier neozelandese Jacinda Ardern che ha imposto il lockdown in tempi incredibilmente veloci, ha isolato i positivi e ha tracciato i contatti.

La Ardern ha addirittura stabilito di tagliare il proprio stipendio e quello degli altri Ministri del suo gabinetto come gesto di solidarietà ai lavoratori inevitabilmente colpiti dal danno economico del fermo imposto dal lockdown.
 

Social media ed empatia: il caso dei Paesi Scandinavi

Secondo una classifica trasmessa dalla BBC la Norvegia sarà il primo paese in grado di uscire dalla crisi economica mondiale causata dal Covid. La sua premier, Erna Solberg, vanta anche un altro “primato”: è stata la prima ad indire una conferenza stampa per spiegare ai bambini la situazione contingente e per rispondere in diretta tv alle loro domande. 


Sull’empatia hanno puntato anche la leader danese Mette Frederiksen e quella finlandese Sanna Marin. Quest’ultima, inoltre, ha utilizzato tempestivamente i social per convincere la gente a restare a casa e ha reso Helsinki zona rossa, evitando così che il contagio si diffondesse anche nel resto della nazione.  

 

La premier islandese Katrín Jakobsdóttir ha offerto tamponi gratuiti a tutti i cittadini, individuando fin da subito anche gli asintomatici ed evitando la chiusura delle scuole. Un sistema di tracciamento esemplare che attualmente è studiato come modello virtuoso.

 

"È un bene che il nostro sia un mondo in cui sempre più donne occupano posizioni di potere. Spero che questo serva a far capire che c'è un grande bisogno di equilibrio e parità non solo in politica, ma in ogni campo"
ha concluso Avivah Wittenberg-Cox.
 

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