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Una discarica sull'ermo colle caro a Leopardi

A rischio la vista dall'ermo colle di leopardiana memoria. Tra i territori candidati a ospitare una nuova maxi discarica c'è infatti il territorio tra i comuni di Montefano e Recanati. Insorti i cittadini, che- organizzatisi in un comitato anti-discarica- invocano il pregio storico, culturale e naturalistico dall'area.

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Credit foto
©gretalorenz - 123rf

Non a tutti è caro “l'ermo colle” di Leopardi. Proprio nell'area tra i comuni di Montefano e Recanati -là dove il sublime poeta era solito lasciarsi ispirare- la Provincia di Macerata intende costruire una nuova discarica, la più grande del territorio.
 

Recanati: l'ipotesi della maxi-discarica panoramica

Si tratterebbe di una maxi-discarica panoramica, con vista sul Monte Conero, colline di vigne destinate al Verdicchio, orti e antichi casali. Per il momento, l'apertura del minaccioso ecomostro -prevista per la fine del 2021 -è solo un'ipotesi, ma il rischio è concreto per circa quattro ettari di territorio, destinati a smaltire 450mila metri cubi di immondizia in arrivo dall'intera provincia di Macerata.

Nulla è ancora deciso: i luoghi individuati, al seguito di una serie di studi di fattibilità, sono circa ottanta, per un totale di trenta ettari di terreno.

Tuttavia, tra i nomi delle località inserite nella lista, la possibilità che si propenda per la zona intorno a Recanati suscita enorme scalpore. Non solo per l'importante valenza simbolico-culturale che il “fantasma” di Giacomo Leopardi le attribuisce, ma anche perché si tratta di luoghi di grande interesse naturale e faunistico. In queste colline, infatti, trovano casa gli ultimi esemplari di tritone crestato italiano, una specie rarissima e in via di estinzione.
 

Il comitato No discarica

Non stupisce, dunque, che la popolazione dei comuni interessati si sia scagliata contro quella che è stata prontamente ribattezzata “discarica dell'Infinito”. Sorpresi e indignati dall'ipotesi all'orizzonte, i cittadini hanno reagito invocando la battaglia a tutti i livelli (legale in primis) e creando il comitato locale “No Discarica territorio Montefano – Recanati”, che conta oltre 3.000 iscritti.

Tra le altre cose, il comitato ha lanciato una petizione online allo scopo di trovare un'alternativa alla discarica che eviti lo “scaricabarile tra vicini”, con progetti magari più piccoli, ma diffusi e meno impattanti.

Aiutateci a salvaguardare la nostra natura, i nostri figli, la nostra storia, la nostra poesia, la nostra economia” recita l'appello del comitatoNo Discarica territorio Montefano – Recanati", pubblicato online. “Aiutateci a bloccare questa tragedia per contribuire alla nascita di un’alternativa “Rifiuti Zero” secondo la Zero Waste International Alliance, che possa salvare noi tutti, senza spostare, come prassi, il problema da collina in collina che inevitabilmente si ripeterà in modo ciclico”.
 

Studio di fattibilità, è polemica

Una delle maggiori polemiche riguarda la segretezza che ha circondato il processo di individuazione delle aree potenzialmente interessate. Lo studio di fattibilità, affidato a una società esterna del milanese, ha infatti stravolto radicalmente i precedenti documenti noti senza alcun confronto con le realtà locali.

Ora, la prossima mossa spetta ai sindaci. I primi cittadini dei due comuni dovranno presentare delle relazioni sulle macroaree indicate e dimostrare- con le dovute motivazioni ed evidenze- che non sono adeguate a ospitare l'impianto.

La bellezza non è per forza uno scudoha dichiarato al Corriere della Sera Fabio Lanari, uno dei leader della protesta. “Certo, c’è sempre una ragione per non volere i rifiuti: chi ha avuto il terremoto, chi ha già troppo inquinamento... [...] Solo qualche ottuso burocrate può non capire che danno sia, portare nel paesaggio di Recanati l’immondizia di un’intera provincia”.

Si tratta di una questione spinosa, che passerà in eredità a Francesco Acquaroli, nuovo Governatore eletto alle recenti Regionali.

Una volta eletto il nuovo Presidente della Regione Marche” avevano specificato dal comitato, “le nostre attività proseguiranno con ancor più vigore”. Per salvaguardare un territorio dalle molte bellezze, e per il rispetto dovuto alla memoria di uno dei più grandi poeti italiani di tutti i tempi. Che, a dispetto di qualunque studio di fattibilità, non avrebbe apprezzato “naufragar” in un mare di rifiuti.