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Il bosco dei violini salvato, dopo la tempesta Vaia

Il pregiato legno di abete rosso schiantato a terra dopo la tempesta Vaia non poteva essere semplicemente scaricato in segheria. Da questo grido di allarme ha preso il via una campagna crowdfunding che l’ha riportato al suo destino più naturale: la musica.

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©melastmohican / 123rf.com

La tavola armonica ci regala la musica

In qualsiasi strumento musicale classico a corda, dal pianoforte al violino, si cela una tavola armonica. È questa sottile membrana in legno a trasformare le vibrazioni in onde sonore che ci riempiono le orecchie e la mente di musica.

 

Non basta, però, un legno qualsiasi. Serve il cosiddetto legno di risonanza, cioè una varietà particolare di abete rosso (Picea Excelsa) che cresce a una quota di 1.300-1.400 metri. Non solo: una pianta pronta per la liuteria ha seguito un percorso di crescita ben preciso, di almeno 150-200 anni a un ritmo lento e costante. Il diametro del suo tronco misura almeno 60 centimetri e la fibra è dritta, regolare, senza torsioni, nodi o sacche di resina.

 

Un legno così pregiato non si trova certo ovunque. In Italia bisogna andare in Friuli-Venezia Giulia, a Tarvisio, oppure in Trentino-Adige, nella val di Fiemme (a Fiemme e Paneveggio) e nel gruppo del Latemar, appena più a nord.

 

La tempesta Vaia distrugge il bosco dei violini

Località, queste ultime, diventate tristemente famose a fine ottobre 2018, quando si è scatenata la tempesta Vaia. Un evento meteorologico estremo manifestatosi con più di 700 millimetri di pioggia caduti in appena tre giorni sulle montagne del Veneto e del Trentino, accompagnati da raffiche di vento a 200 chilometri orari. 

 

Una manifestazione chiara, e drammatica, dei cambiamenti climatici in corso. Secondo le stime, sono addirittura 42 milioni gli alberi abbattuti dal vento, su una superficie di 41mila ettari. Un disastro per la natura, per il paesaggio, per l’economia e anche per la musica. Perché quegli abeti rossi schiantati a terra avevano più di un secolo di storia, non possono essere semplicemente rimpiazzati dall’oggi al domani.

 

La scommessa della storica azienda Ciresa

Fabio Ognibeni, alla guida della storica azienda Ciresa della Val di Fiemme che da cinquant’anni produce proprio tavole armoniche per strumenti musicali, non è rimasto fermo a guardare. “Quello che poteva essere musica, deve diventare musica”: all’insegna di questo motto, all’indomani del disastro ha deciso di attivarsi per recuperare il legname schiantato. E farlo con urgenza, prima che venisse rovinato dal caldo estivo, dalle muffe e dai parassiti. 

 

Si trattava però di un impegno ingente se parametrato alle piccole dimensioni dell’azienda, perché corrispondeva a lavorare non più 350-400 metri cubi di legname all’anno, ma 1.300-1.400. L’alternativa, però, era quella di lasciar marcire un legno così prezioso o scaricarlo semplicemente in segheria. Trovandosi poi senza materie prime, visto che per l’anno successivo non sarebbero stati certo permessi i consueti tagli ordinari.

 

Il crowdfunding per salvare il legname

Invece di chiedere un finanziamento bancario, l’imprenditore ha scelto la via del crowdfunding. Liutai e clienti erano invitati a erogare un anticipo in denaro sugli acquisti futuri, i privati cittadini invece potevano semplicemente stanziare un importo che sarebbe stato restituito entro tre anni, insieme a una tavoletta di legno di risonanza con inciso il loro nome unito a un messaggio di ringraziamento.

 

Il risultato lo racconta lo stesso Fabio Ognibeni, intervistato al Parco della Musica di Padova. La campagna “Salviamo il legno di Stradivari” si è chiusa con oltre 900 adesioni, dall’Italia e dall’estero, e 2.800 tronchi raccolti. Soldi che sono in fase di restituzione, come promesso. Insomma, la produzione di tavole armoniche è salva. Una bella storia di solidarietà, consapevolezza e amore per il Pianeta e per la musica.

 

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