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Alleanza bene comune: il movimento per la sostenibilità

Sostenibilità, inclusività, valorizzazione della diversità, rispetto per la personalità e la libertà di ogni individuo: con questi valori nasce il movimento Alleanza bene comune.

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©Fb Alleanza Bene Comune

Una rete costituita da professionisti nel campo della cultura, della sostenibilità  sociale, e delle pari opportunità. 

 

Un'alleanza che vuole essere popolata da persone dalla comprovata esperienza in campi specifici, quali l'ambiente e la cultura e la scienza, ma che chiede anche la partecipazione alla popolazione comune, alle persone che tutti i giorni vivono sulla propria pelle la realtà sociale, ambientale ed economica del territorio in cui vivono.

 

Energie rinnovabili, sostenibilità dei consumi, agricoltura salubre, artigianato e manifattura, nonché turismo, legalità e benessere: questi i cardini attorno cui dichiara di muoversi questa neonata realtà, che mira molto in alto, partendo proprio dall'ABC.

 

Sostenitrice di una inclusività che abbraccia le molteplicità in ogni forma, questo nenonato gruppo apartitico si propone di porre al centro delle proprie iniziative la sostenibilità a 360°, tramite la cittadinanza attiva e il volontariato, autofinanziandosi tramite eventi, e con il versamento di una quota minima associativa annuale che, al momento, è pari a 5 euro.

 

Gli obiettivi sono quelli di dare impulso allo sviluppo pubblico ed economico dell'Italia, partendo dal presupposto che il benessere dell'individuo è strettamente legato al benessere di tutti, e a quello dell'ambiente.

 

La diversità come valore

La diversità deve quindi essere riconosciuta come un valore e rispettata, tutelando i patrimoni sapienziali del territorio e delle varie generazioni. 

 

Alleanza Bene Comune è un movimento apartitico, ma non apolitico. Si riserva di indirizzare le intenzioni di voto e valorizzare quei programmi politici che, trasversalmente, condividono gli obiettivi e promuovono, in condivisione, il bene comune, la pace, l'armonia, e il rispetto. 

 

Rispetto, in particolare, delle donne, il cui valore è, alle porte del 2020, ancora sottovalutato nel lavoro e nel contesto sociale.

Rispetto per i portatori di disabilità, figure troppo fragili e quasi totalmente invisibili.

Rispetto per l'importanza delle generazioni più anziane, portatrici di conoscenza che ha radici nella diretta esperienza, in anni e anni di vita vissuta; rispetto per la forza propulsiva delle giovani generazioni, a cui troppo spesso, per incuria e incapacità di gestione politica e sociale, è stato lasciato un futuro ricco nelle speranze e nelle promesse, ma scarsamente fruibile e troppo rigidamente codificato su esigenze ormai anacronistiche e settarie.