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Effluvio autunnale: il legame nascosto tra la caduta dei capelli e la carenza di Vitamina D

Ottobre arriva, e con lui la spazzola che si riempie più del solito. La caduta autunnale dei capelli è un fenomeno così diffuso da essere quasi accettato come normale – eppure dietro di essa si nasconde spesso qualcosa di più preciso di una semplice stagionalità. La vitamina D, la cui produzione cutanea crolla con il calo della luce solare di settembre, gioca un ruolo nel funzionamento del follicolo pilifero che molti ignorano.

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©Foto di Doucefleur su iStock

La fase telogen: perché il diradamento di ottobre si decide a settembre

Il capello ha un ciclo di vita in tre fasi: anagen, la fase di crescita attiva, catagen, la fase di  transizione, e telogen, la fase di riposo che precede la caduta. In condizioni normali, circa il 90%  dei capelli è in fase anagen, mentre il restante è in fase di riposo e progressiva caduta. 
In estate, la luce solare prolungata tende ad allungare la fase anagen, ritardando l'ingresso in  telogen. Con il calo della luce di settembre, questo effetto protettivo viene meno: molti follicoli  entrano in telogen in modo quasi simultaneo. Il risultato si vede un mese dopo, a ottobre, quando  quei capelli completano il ciclo e cadono insieme. È il cosiddetto effluvio telogen stagionale, che i  dati del tricogramma confermano: a luglio circa il 30% dei capelli è in fase telogen, il doppio  rispetto alla norma annuale. 
A questo meccanismo stagionale si aggiunge, in chi ha riserve insufficienti, la carenza di vitamina  D, che, nella transizione estate-autunno, può precipitare in modo rapido. 
 

Il ruolo cruciale dei recettori VDR all'interno dei follicoli piliferi

Il follicolo pilifero non è solo un tubo da cui cresce il capello. È un organo miniaturizzato con una  sua attività metabolica, immunologica e ormonale complessa. Tra i recettori presenti nelle cellule  del follicolo ci sono i VDR ( Vitamin D Receptors), i recettori per la vitamina D, concentrati in  particolare nelle cellule della guaina epiteliale esterna e nella papilla dermica, le strutture che  governano il ciclo del capello. 
Quando la vitamina D si lega a questi recettori, stimola la proliferazione delle cellule della matrice  follicolare e supporta il passaggio dalla fase telogen alla fase anagen, favorendo la ricrescita. Una  carenza di vitamina D non impedisce questa transizione, ma la rallenta e la rende meno efficiente: il follicolo impiega più tempo a ripartire, i capelli crescono più lentamente e il periodo di diradamento si prolunga. 
Diversi studi hanno confermato un'associazione tra bassi livelli di vitamina D e forme di alopecia,  sia quella androgenetica che l'alopecia areata, una forma autoimmune. Non è un rapporto di causa effetto diretto, ma è un fattore modificabile: correggere la carenza non risolve da sola il problema,  ma rimuove un ostacolo alla normale funzione follicolare. 
 

Integrare la Vitamina D3: tempi e dosaggi preventivi per il rientro in città

Il momento ideale per iniziare a integrare la vitamina D in funzione anticaduta non è ottobre,  quando la caduta è già in corso, ma settembre, quando la produzione cutanea inizia a calare in modo significativo.
Alcune indicazioni pratiche: 
 

  • La forma raccomandata è la vitamina D3, il colecalciferolo, la stessa prodotta dalla pelle in  risposta alla luce solare. Va preferita alla D2, meno efficace nel mantenere i livelli ematici  stabili nel tempo. 
  • La D3 si assorbe meglio se assunta con un pasto contenente grassi, preferibilmente a  colazione o a pranzo.  
  • Il dosaggio va sempre calibrato sui propri valori ematici, verificati con un esame del sangue  che misuri il 25-idrossivitamina D. Automedicarsi con dosaggi elevati senza sapere il  proprio punto di partenza è controproducente e potenzialmente dannoso. 
  • Per mantenere livelli ottimali, compresi tra 40 e 60 ng/mL, molti adulti necessitano di 2000- 4000 UI al giorno in autunno e inverno, ma questa è una stima generale, non una  prescrizione. 
  • La vitamina D lavora in sinergia con il magnesio, necessario per attivarla, e con la vitamina  K2, che ne ottimizza l'utilizzo a livello tissutale. Un'integrazione combinata è spesso più  efficace di quella isolata. 
     

Olio essenziale di rosmarino: come supportare il follicolo a livello topico

L'olio essenziale di rosmarino è diventato negli ultimi anni uno dei rimedi naturali più discussi per  la caduta dei capelli, e le basi scientifiche ci sono, anche se vanno lette con onestà. 
I composti attivi del rosmarino, tra cui l'acido rosmarinico, il cineolo e il 12-metossiacido  carnosoico, agiscono su più fronti: migliorano la microcircolazione del cuoio capelluto, aumentando l'apporto di ossigeno e nutrienti ai follicoli, riducono l'infiammazione locale, che è uno dei fattori  che accelera la miniaturizzazione follicolare, e inibiscono parzialmente l'enzima 5-alfa-reduttasi,  responsabile della conversione del testosterone in DHT (dihydrotestosterone) l'ormone che in  soggetti predisposti attacca i follicoli causandone il progressivo restringimento. 
L'olio di rosmarino frena parzialmente la produzione di DHT, creando un ambiente follicolare meno ostile. Non è una cura, ma usato con costanza ha evidenze reali: uno studio clinico del 2015 ha  mostrato risultati paragonabili al minoxidil al 2% dopo sei mesi di applicazione in soggetti con  alopecia androgenetica lieve o moderata. 


Come usarlo:

  • Diluire sempre l'olio essenziale in un olio vettore prima di applicarlo sul cuoio capelluto.  Una combinazione efficace è 30 gocce di olio essenziale di rosmarino in 30 ml di olio di  jojoba o di argan. 
  • Massaggiare il cuoio capelluto per almeno 5 minuti, lasciare in posa 30 minuti prima dello  shampoo, due o tre volte a settimana. 
  • Non applicare l'olio essenziale puro direttamente sulla cute: è altamente concentrato e può  causare irritazione o dermatite da contatto, peggiorando paradossalmente la caduta.
  • I primi risultati, riduzione della caduta e maggiore lucentezza, si osservano in genere dopo  quattro-sei settimane. Per effetti sulla ricrescita servono almeno quattro-sei mesi di uso  costante.
     

Fonti

  1. Società Italiana di Tricologia — SIT (2021). Effluvio telogen stagionale e carenza di  vitamina D: correlazioni cliniche. Milano: SIT.  
  2. Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmissibili — SIDeMaST  (2022). Vitamina D e alopecia: evidenze e raccomandazioni terapeutiche. Milano:  SIDeMaST.  
  3. CREA — Alimenti e Nutrizione (2020). Vitamina D: fonti, fabbisogno e ruolo nella salute.  Roma: CREA.  
  4. Panahi Y. et al. (2015). "Rosemary oil vs minoxidil 2% for the treatment of androgenetic  alopecia: a randomized comparative trial". Skinmed, 13(1), 15–21.  
  5. Istituto Superiore di Sanità — ISS (2022). Carenza di vitamina D nella popolazione  italiana: epidemiologia e strategie di prevenzione. Roma: ISS.