Intervista

Parole di un giovane Campione di Karate

Intervista a Davide Canovai, vicitore di due medaglie d'oro ai Campionati Europei di Karate IKU svoltisi in Romania, Timisoara dal 19 al 22 Maggio 2016.

Parole di un giovane Campione di Karate

Davide Canovai ha 16 anni, compiuti lo scorso Ottobre, vive a Firenze nel quartiere di Rifredi, pratica karate dall'età di 5 anni e frequenta il Liceo classico Michelangelo con ottimi risultati.

Parlaci della tua ultima esperienza al campionato europeo.

Nella nostra associazione sportiva dilettantistica “Arti Marziali Firenze” siamo stati convocati in nazionale in due: io e Lorenzo Marchetti, attuale Campione Italiano di Karate per la sua categoria, che, in Romania, ha conquistato la medaglia di bronzo.

In loco sono stato scelto per far parte della squadra di combattimento che ha rappresentato la nostra nazione; ho partecipato così a due competizioni, individuale e a squadre, riuscendo a portale a successo entrambe.

Questo per me è significato, al contempo, aver coronato una lunga serie di impegni e sforzi, fin da quando ero bambino, e aver maturato la consapevolezza che molte altre sfide mi si presenteranno e dovranno essere affrontate a viso aperto.  

 

Da anni ti dedichi costantemente alla pratica sportiva del karate, cosa ti affascina di questo sport?  

Il karate, come pochi altri sport, si caratterizza per essere uno sport completo in quanto con esso si sviluppano tutte le capacità condizionali, con particolare rilievo alla capacità coordinativa. Il fatto che sia uno sport veramente completo ha importanti ricadute positive in termine di benessere fisico e psichico.  


Come si svolgono le lezioni karate?

Le lezioni di karate si incentrano sullo studio del kata, che consiste in una sequenza di tecniche prestabilita, nel nostra stile, lo shotokan, ne esistono 26 e, tra l'altro, sono fondamentali per passare di grado. Poi, durante gli allenamenti, facciamo khion, che è l'esercizio delle singole tecniche, ed il kumite, che è il combattimento, vero e proprio.

Questa è la specializzazione che preferisco. Infatti, durante la pratica del combattimento si sviluppano e si esprimono, maggiormente, valori quali la lealtà, il coraggio e lo spirito di sacrificio. Tengo a precisare che, tra gli sport, le arti marziali si caratterizzano per esprimersi mediante la simulazione (nel senso che ci sono regole volte a tutelare la sicurezza dell'atleta) di un confronto fisico diretto, con scambi di percosse, atterramenti ecc.

 

Dalle tue parole le arti marziali sembrerebbero essere più che uno sport, puoi spiegare meglio?

Come dicevo, il combattimento richiede un duro confronto con un avversario, ma confrontarsi significa, non solo prevalere su l'altro, vuol dire anche relazionarsi e rapportarsi con l'avversario; per far questo è necessario conoscere chi ci sta davanti, ma, affinché ciò sia possibile, è indispensabile conoscere se stessi.

Combattere è un grandissimo lavoro di introspezione. Inoltre, fare kumite, nel karate, richiede, necessariamente, lo sviluppo di un forte autocontrollo e della capacità di vincere paure antiche, come quella di essere “picchiato”, questo nella vita si traduce nella capacità di gestire le proprie emozioni negative e nel coraggio di fare scelte che, inizialmente, possono sembrare troppo impegnative.  

 

Sappiamo che sei un ottimo studente, come è possibile conciliare lo sport agonistico con lo studio?  

Come ho già detto, se si sviluppa una giusta dose di coraggio è possibile intraprendere scelte che, apparentemente, sembrano molto difficili; ho deciso di affrontare le difficoltà derivanti dal conciliare l'impegno severo degli studi liceali e dello sport agonistico con entusiasmo, non dando ascolto alle paure che mi dicevano che non sarebbe stato possibile. 

 

Dove pratichi? Ci puoi parlare del tuo gruppo sportivo?  

Mi alleno con l'associazione dilettantistica “Arti Marziali Firenze”, nella palestra situata in via Fracastoro. L'impianto sportivo è da poco aperto, circa due anni, ed è dotato di tutti i comfort e attrezzature necessarie per svolgere questa attività.

Il mio maestro è Enrico Vivoli, il quale è coadiuvato da Gianni Spera. Grazie ai loro continui sforzi in questi anni si è formato un affiatato gruppo di atleti praticanti, tra i quali moti partecipano alle competizioni con successo.

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