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Le armi più comuni nelle arti marziali

Quali sono le armi ancora oggi più utilizzare nelle varie arti marziali? E quali sono i motivi di tale pratica visto che, oggigiorno, nel 2018, le chance di trovare una spada o un arco nella vita comune sono pressoché inesistenti?

Le armi più comuni nelle arti marziali

Arte marziale non significa soltanto calci e pugni. Specialmente nelle arti marziali più tradizionali che non contemplano l’aspetto della competizione sportiva, lo studio dell’uso delle armi è ancora in voga, ed i benefici di questa pratica sono tanti e lampanti.

Anche se non andremo mai ad utilizzarle in un contesto reale, lo studio dell’uso delle armi nelle arte marziali accresce l’insieme delle nostre abilità, donandoci padronanza su particolari distanze intermedie e angoli di attacco inconsueti.

Anche la normale guardia e la comune postura diventano più fluide. Per tanto non è lo studio dell’arma fine a se stessa, ma tutto il complesso di abilità speciali che la sua pratica ci aprirà a rendere interessante la pratica delle arti marziali che includono lo studio delle armi. Vediamo allora le più comuni tra le arti marziali di tutto il mondo.

 

La spada

Esistono un’infinità di varianti di spade nel mondo marziale e numerose arti marziali ne studiano ancora l’uso per amplificare la percezione tattile, la gestione delle distanze e del tempismo, la correttezza della postura della colonna vertebrale.

In giappone, la più famosa è la katana, oggi spesso studiata tramite il bokken, la spada di legno, o lo shinai, quella di bambù. Si studiano nel kendo, nell’aikido, nello iaido. Anche in Cina, nel contesto del kung fu, si studiano ancora molte forme che includono l’uso di vari tipi di spada, alcune molto esotiche come la spada uncinata o i pugnali a farfalla.

Esistono spade a due tagli, come il jian, o ad un taglio, come il machete o dao. Anche le scuole di scherma occidentali usano ancora la spada: spade ad una mano, spade a due mani, sciabole, rapier. Allenarsi con la spada aiuta a raffinare i riflessi, a creare nervi di acciaio, a controllare la postura, a migliorare la memoria muscolare.

 

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Il pugnale

Molte arti marziali moderne, specie quelle di autodifesa come krav maga o systema, includono lo studio del pugnale, sia per difesa sia per attacco. Questo perche’ oggigiorno il pugnale e’ l’arma bianca piu’ utilizzata in contesti reali come aggressioni, rapine o stupri.

L’uso del pugnale è quasi sempre parte integrante del training militare. Imparare ad usare il pugnale e in generale lame corte dona padronanza di molti angoli di attacco inconsueti, come avviene in arti marziali come il silat, e questo si riflette positivamente sulla capacità di boxare.

 

Il bastone

Potrebbe sembrare un’arma non così efficace se comparata alle altra ma il bastone è, in un contesto realistico, una delle armi migliori che si possa imparare ad usare.

Ma anche escludendo l’aspetto di autodifesa, lo studio del bastone, che può andare da poche decine di centimetri come nel kali filippino fino ad oltre i due metri nel wing chun, è di estrema efficacia per accrescere la sensibilità, la memoria muscolare, i riflessi, la coordinazione, la precisione, e lo sviluppo del rapporto col proprio dantien. Il bastone si studia anche nelle arti marziali indiane, in quelle giapponesi e in quelle cinesi.

 

Il nunchaku

Introdotto in Occidente dai film di Bruce Lee, il nunchaku, in origine uno strumento agricolo, ha assunto il rango di arma grazie al karate di Okinawa. Non ha un vero utilizzo marziale ma la pratica del suo utilizzo migliora tempismo, coordinazione, propriocezione, visione periferica e velocità di esecuzione. Essenzialmente si tratta di due bastoni corti uniti da una catenella, il che rende la sua gestione piuttosto complicata ma gli dona una capacita’ unica di generare energia.

 

Conclusione

Esiste un vero e proprio universo di armi esotiche che ancora oggi viene utilizzato nella pratica marziale: lance, asce, falci, stelline, kunai, katar, catene, eccetera, ma a conti fatti possiamo dire che la spada, il pugnale, il bastone e l’arco, sono quelle che apportano un maggiore contributo anche alla fase marziale priva di armi e non a caso sono ancora oggi le più utilizzate.  

 

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