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Meditazione in gravidanza per prevenire il dolore

Il dolore è una realtà da affrontare a testa alta. Ma ciò non significa che dobbiamo accettarlo ciecamente in tutte le sue forme. Quale modo migliore e più naturale della meditazione per affrontare i dolori della gravidanza?

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Durante i nove mesi di gravidanza, la meditazione è una pratica più che consigliata, dal concepimento alla nascita.

 

Meditare aiuta a connettersi col bambino che cresce dentro il grembo, a visualizzare e fare proprie le sue emozioni e viceversa, in modo cosciente. In questo modo è possibile capire i motivi reconditi dei movimenti del bambino e i suoi spostamenti all’interno dell’utero, cosa che aiuta a prevenire varie forme di dolore.

 

La meditazione aiuta a liberarsi dallo stress della vita quotidiana e dalle paure archetipe che si possono manifestare nella psiche della madre e che vengono tradotte biologicamente in scariche ormonali squilibrate.

 

Un sistema nervoso reso più solido dalla pratica regolare della meditazione sa gestire queste scariche emotive e stabilire compassione, comprensione, empatia, connessione e fiducia, tutte qualità con cui il bambino comincerà a familiarizzare prima ancora di vedere la luce.

 

La visualizzazione in gravidanza

Il primo strumento in questa pratica è la visualizzazione. Visualizzare immagini rilassanti e sensazioni rinfrancanti è una pratica molto comune per la gestione del dolore.

 

Una delle tecniche più diffuse è quella di visualizzare ogni dolore come un’onda di un immenso oceano, immaginando che il picco sia solo la cresta dell’onda che lentamente si muterà in un cavo di profondo piacere rilassato.

 

Con la pratica si possono riuscire a gestire con molta soddisfazione anche le forme di dolore più acute e prolungate, facendo in modo che la navigazione sia gradita sia per la madre che per il figlio.

 

Il mantra in gravidanza

Il mantra, in quanto vibrazione, si trasmette benissimo attraverso il liquido amniotico.

 

Trovare un angolo silenzioso e confortevole, assumere una posizione comoda e cominciare a respirare profondamente, per poi lasciar andare il dolore con un mantra, aiuta a decontrarre i muscoli addominali.

 

Importante è cercare di capire, tramite il movimento del respiro, in quale parte del corpo si è localizzata la contrazione, in modo da prendere consapevolezza di essa e lavorarci col suono della vibrazione.

 

Concentrarsi sul suono spesso aiuta a raggiungere una dimensione interiore in cui superare facilmente certe forme di sconforto tipiche della gravidanza.

 

Meditazione profonda in gravidanza

Esistono poi forme avanzate di meditazione più profonda che funzionano in modo diretto allo scopo.

 

Ancora una volta il set up è importante. Bisogna quindi trovare (o creare ex novo) un angolo confortevole, caldo, isolato e silenzioso dove iniziare la pratica.

 

A occhi chiusi e mente rilassata, ci si concentra sul ritmo del respiro. Si crea uno spazio interiore in cui tutte le etichette cadono, non c'è più niente di “buono” o di “cattivo”, tutto va osservato liberandosi dalle pastoie e dai dolori del corpo.

 

Se si focalizza l'attenzione sulla voglia di dedicare questo momento speciale al bambino, lui riuscirà a percepirlo e reagirà di conseguenza.

 

Questo interscambio di connessioni aiuterà a rilassare entrambi, cosa che aiuta ad affrontare meglio il momento del parto.

 

Meditazioni guidate

Esistono prove in abbondanza che hanno dimostrato quanto la meditazione aiuti a ridurre molte forme di dolori legati alla gravidanza e al parto.

 

In molti casi, a fianco delle tecniche descritte, si può frequentare un corso e ricorrere a meditazioni e visualizzazioni guidate. Molto efficaci sono anche le musiche rilassanti che utilizzano i canti dei cetacei.

 

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