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Carnitina, la molecola dell’energia

Non tutti conoscono la carnitina, una preziosa molecola che si trova soprattutto nel cuore e nei muscoli, e che permette alle nostre cellule di liberare energia. Quando non ne assumiamo abbastanza con l'alimentazione, possiamo ricorrere a un integratore.

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Cos’è la carnitina e a cosa serve

Era il 1905 quando, per la prima volta, in una pubblicazione scientifica compariva il nome della carnitina. A più di un secolo di distanza, non si può certo dire che questa molecola sia passata di moda: sono centinaia i paper che la comunità scientifica dà alle stampe ogni anno.

 

Ma partiamo dall’inizio: cos’è di preciso la carnitina e perché è così importante per il nostro organismo?

 

A livello chimico la carnitina è formata da un gruppo amminico e da un gruppo carbossilico ma non si tratta un amminoacido perché non forma proteine. Non è nemmeno una vitamina (pur avendo una struttura simile), perché l’organismo è in grado di sintetizzarla. 

 

Questa molecola così particolare si trova quasi interamente nel cuore, fatta eccezione per un 2% che si trova in fegatoreni
La carnitina serve per trasportare gli acidi grassi a lunga catena dal citoplasma (il fluido contenuto nella membrana cellulare) ai mitocondri (organuli presenti nelle nostre cellule), dove vengono sottoposti a ossidazione per ricavare ATP

 

Tutte le cellule producono ATP, a partire dalle sostanze nutrienti e in presenza di ossigeno. E l’ATP (adenosina trifosfato) altro non è che un nucleotide che libera l’energia che permette a tutte le nostre cellule, organi e tessuti di mantenerci in vita.

 

Si stima che un uomo del peso di 70 chili, a completo riposo, abbia bisogno di 40 chili di ATP al giorno. Durante l’attività fisica intensa il fabbisogno si impenna, raggiungendo i 500 grammi al minuto. Con un fabbisogno del genere, è evidente che l’ATP debba essere costruito e ricostruito in continuazione. In media ogni giorno ciascuno di noi ne produce 139 chili, in buona parte proprio grazie alla carnitina. 

 

Le tre forme di carnitina

Più che di carnitina in realtà dovremmo parlare di carnitine, anche se le molecole più studiate, oltre alla L-Carnitina, sono i suoi derivati Acetil-L-Carnitina e Propionil-L-Carnitina che hanno le stesse proprietà biologiche ma usi diversi: 

 

> L-Carnitina va assunta in caso di deficit primario e secondario di carnitina;

 

> Acetil-L-Carnitina, presente nel sistema nervoso centrale e dalla struttura simile a quella dell'acetilcolina, è indicata in caso di lesioni meccaniche e infiammatorie del nervo periferico;

 

> Propionil-L-Carnitina va somministrata in caso di arteriopatia periferica e scompenso cardiaco. 

 

All’interno della cellula, Acetil-L-Carnitina e Propionil-L-Carnitina si trasformano entrambe in L-Carnitina, ma la prima ha un’affinità maggiore per il tessuto cerebrale, mentre la seconda per il tessuto muscolare. 

 

Come assumiamo carnitina

In condizioni normali, il nostro organismo sintetizza il 25% del fabbisogno di carnitina e ricava il restante 75% dall’alimentazione.

 

Le principali fonti di carnitina sono le carni come pecora, agnello, manzo, maiale e coniglio; in seconda battuta arrivano i formaggi, che però ne hanno un contenuto molto più basso, e alcune fonti vegetali.

 

Per riuscire ad assorbirla è fondamentale la presenza di vitamina C, niacina, vitamina B6 e ferro. Bisogna ricordare inoltre che il precursore della carnitina è la lisina, un amminoacido presente nei legumi.

 

Va da sé che senza carnitina non potremmo vivere, e pesanti squilibri nel sistema della carnitina possono innescare patologie gravi (insulinoresistenza, debolezza muscolare, dislipidemie, diabete e problemi cardiaci). 

 

Ma ci sono anche tanti altri casi in cui il deficit è più lieve e ci provoca stanchezza, fatica fisica e mentale, riduzione della massa muscolare e inappetenza. In questo caso ad esempio l'assunzione di integratori alimentari può migliorare sensibilmente la nostra qualità della vita

 

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