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Tumori e ambiente: lo studio condotto con l'intelligenza artificiale

Indipendentemente dallo stile di vita adottato, la mortalità per cancro sale se si è esposti a fonti d’inquinamento. Lo sostiene un nuovo studio scientifico italiano.

inquinamento

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©kaferphoto / 123rf.com

Alla ricerca delle cause del cancro

Ogni giorno in Italia vengono diagnosticati più di mille nuovi casi di cancro, per un totale di circa 377mila all’anno, con un’incidenza leggermente superiore tra gli uomini. Lo fa sapere l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, Airc

 

Le percentuali di sopravvivenza migliorano, soprattutto tra i più giovani e per determinate tipologie di cancro, come quello al seno e alla prostata. Indipendentemente da ciò, i tumori restano comunque la seconda causa di morte – a livello nazionale e globale – dopo le patologie cardiovascolari. Nel nostro paese i decessi sono stati poco più di 179mila nel 2017, il 29 per cento del totale. 

 

Di fronte a numeri del genere, è evidente come trovare le cure sia necessario, anzi indispensabile, ma non sufficiente. La ricerca scientifica è chiamata anche a indagare, con altrettanta dedizione, sui fattori di rischio.

 

Come si è svolto il nuovo studio italiano su ambiente e tumori

Va in questa direzione uno studio tutto italiano – gli autori fanno parte delle università di Bologna e Bari, dell'Istituto per la bioeconomia (Ibe), del Consiglio nazionale delle ricerche e dell’Istituto nazionale di fisica nucleare – che è stato reso noto attraverso due pubblicazioni sulle autorevoli riviste accademiche Science of the Total Environment e Scientific Data, entrambe facenti parte del gruppo Nature.

 

Basandosi sui registri dell’Istituto nazionale di statistica (Istat), i ricercatori hanno messo a punto una banca dati decennale (2009-2018) dei tassi di mortalità per 23 diverse categorie di cancro, su scala comunale, provinciale o regionale. Quest’analisi è senza precedenti per livello di dettaglio ed è stata volutamente pubblicata con accesso libero, perché possa servire anche ad altri.

 

Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, questi tassi di mortalità sono stati poi incrociati con i fattori socio-economici e con 35 diverse fonti di inquinamento ambientale (densità di veicoli a motore, attività industriale, uso di fertilizzanti e pesticidi, presenza di inceneritori ecc.), su scala regionale e provinciale. Un’operazione che ha permesso di individuare eventuali correlazioni.

 

L’ambiente incide sui tumori indipendentemente dallo stile di vita

La metodologia può sembrare complessa, ma i risultati sono chiarissimi anche agli occhi dei non addetti ai lavori. La mortalità per cancro su scala provinciale, sostengono i ricercatori, supera la media nazionale nelle zone in cui l’inquinamento ambientale è più elevato. Un’associazione che è stata individuata per 19 categorie di tumori su 23. 

 

Le sorgenti più associate alla mortalità per cancro sono l’inquinamento atmosferico, la presenza di siti da bonificare e l’estensione delle aree coltivate. Nel decennio 2009-2018, la provincia con il più alto tasso di decessi per tumore è stata quella di Lodi, seguita da Napoli e Bergamo.

 

Ma c’è di più. Sappiamo, perché è la medicina a dirlo, che un caposaldo della prevenzione sta nello stile di vita. Ebbene, in alcune regioni del nord Italia il reddito è più elevato, la dieta è più vegetale, la percentuale di persone in sovrappeso e fumatrici è più bassa, l’assistenza sanitaria è di migliore qualità. Nonostante ciò, la presenza di sorgenti di inquinamento fa comunque salire il tasso di mortalità. Insomma, lo stile di vita è fondamentale ma, da solo, non è in grado di compensare i fattori esterni ambientali. Fattori sui quali il singolo non ha alcun potere.

 

Che conclusioni possiamo ricavare da questi dati? A metterlo nero su bianco sono proprio i ricercatori. “Alla luce di questi risultati allarmanti, chiediamo un riordino della priorità della ricerca e della cura del cancro che veda la riduzione e la prevenzione della contaminazione ambientale come un'azione prioritaria da mettere in atto”.