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Glaucoma, le novità per curarlo

Il glaucoma è una patologia insidiosa e sempre più diffusa: ecco qualche dato e le novità in campo terapeutico.

Glaucoma, le novità per curarlo

Il glaucoma è una patologia degenerativa che coinvolge entrambi gli occhi; se la pressione intraoculare si alza eccessivamente ne derivano danni permanenti al nervo ottico, con conseguenti ipovisione e cecità.

Si può verificare una progressiva riduzione del campo visivo fino a giungere alla cosiddetta visione “tubulare”; la persona interessata ha, cioè, la sensazione di guardare attraverso un cono, perché riesce a vedere solo una piccola parte di ciò che ha davanti agli occhi.

Esistono diverse forme di glaucoma, le più comuni sono il glaucoma cronico ad angolo aperto o ad angolo chiuso e il glaucoma congenito.

In Italia, circa un milione e 200 mila persone soffrono di glaucoma, al mondo i soggetti affetti da questo disturbo sono circa 55 milioni e si stima che nei prossimi anni ci sarà un aumento di questa patologia.

Secondo una svalutazione dell’OMS, circa la metà dei pazienti con glaucoma non si rende conto di avere il disturbo; la diagnosi è infatti solitamente tardiva e avviene quando la patologia è già piuttosto progredita.

La fascia d’età più colpita è quella degli anziani, a partire dai 60-65 anni; il disturbo può comunque interessare anche soggetti più giovani, a partire dai 40.

 

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Le novità nella terapia per il glaucoma

A marzo 2018, a Milano, si è tenuto il 2° congresso internazionale dell’Associazione italiana per lo studio del glaucoma (AISG) in cui si è parlato delle novità in campo terapeutico.

"La vera grande novità è poter curare il secondo tipo di glaucoma più diffuso, quello 'ad angolo chiuso', con lo stesso intervento che si esegue per la cataratta", ha affermato il professor Stefano Miglior, direttore della Clinica Oculistica, Policlinico di Monza, Università Milano Bicocca e presidente del 2° Congresso Internazionale dell’Associazione Italiana per lo studio del glaucoma (AISG).

"Con la facoemulsificazione si può gestire spesso in modo risolutivo il glaucoma ad angolo chiuso, di cui soffre il 10% dei glaucomatosi (70% donne) e addirittura dire addio ai farmaci”, spiega l’esperto, “poiché rimuovendo, come si fa per la cataratta, il cristallino che continua a crescere, si permette all’angolo irido-corneale di rimanere aperto”.

Un'altra novità riguarda l’introduzione di nuovi dispositivi chirurgici quali i MIGS (Minimally Invasive Glaucoma Surgery).

Si tratta di “microcannule che vengono impiantate nel canale di Schlemm, normalizzando la pressione intraoculare e facilitando il passaggio dell'umore acqueo attraverso una parete interna del trabecolato.

Tali strategie chirurgiche sono però molto costose e gli esiti non risultano sempre soddisfacenti.

Per quanto riguarda invece la terapia medica, "tra qualche tempo potrebbe essere introdotta una nuova classe di molecole, le cosiddette rho-chinasi”, ha annunciato il professor Miglior, “la cui efficacia però non sembra essere superiore ai derivati delle prostaglandine che costituiscono la prima linea nel trattamento del glaucoma".

 

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