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Autismo, la Giornata mondiale per diventare consapevoli

Il 2 aprile è il giorno scelto dall’ONU per promuovere la sensibilizzazione sull’autismo; i principali monumenti di tutto il mondo vengono illuminati di blu e si organizzano numerose iniziative

Autismo, la Giornata mondiale per diventare consapevoli

Secondo il CDC di Atlanta, l'autismo colpisce l'1,47% dei bambini degli Stati Uniti (nella popolazione di 8 anni) con un prevalenza 4 volte maggiore nei maschi.

A oltre 60 anni dalla sua individuazione, nonostante siano stati condotti numerosi studi sull’argomento, esistono ancora tante incertezze in termini di cause, elementi caratterizzanti, diagnosi, terapia, evoluzione nel lungo termine.

Non esiste una sola forma di autismo e, infatti, si parla più correttamente di disturbi dello spettro autistico (ASD), proprio per sottolineare l’esistenza di differenziazioni nel contesto di questa patologia.

 

Perché la giornata mondiale dell’autismo

Il 2 aprile è il giorno che l’Assemblea generale dell’ONU ha deciso di dedicare all’autismo; la Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo è stata sancita nel 2007. In quest’occasione, vengono organizzati eventi dedicati: convegni, concerti, festival, cerimonie e i principali monumenti delle città di tutto il mondo vengono illuminati di blu, il colore che è stato scelto per indicare l’autismo.

I disturbi dello spettro autistico incidono pesantemente sulla qualità di vita dei bambini che ne sono affetti e su quella delle loro famiglie. Le iniziative di sensibilizzazione che si svolgono il 2 aprile e nelle giornate immediatamente precedenti hanno lo scopo di diffondere una maggiore conoscenza su questa condizione; il fine principale è quello di fare uscire dall’isolamento i bambini con autismo e le loro famiglie.

È, infatti, necessario accrescere la sensibilità sociale per questa particolare forma di disabilità, per favorire una maggiore integrazione e un supporto più concreto alle famiglie.

 

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Cos’è l’autismo

L’autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo, che esordisce generalmente nei primi tre anni di vita. Le aree più interessate dall’alterazione dello sviluppo sono quelle relative alla comunicazione sociale, all’interazione sociale e al gioco funzionale e simbolico.

Generalmente, il bambino con autismo ha difficoltà a giocare con gli altri bambini e con i giocattoli, a comunicare in maniera funzionale, a esternare i propri sentimenti e a comprendere quelli altrui, a interagire in modo appropriato con gli altri, a sviluppare le capacità intellettive.

Esistono diverse forme di disturbi dello spettro autistico, alcune più gravi, altre più lievi; per esempio può esserci ritardo mentale lieve, moderato o grave, ma esistono quadri atipici di autismo accompagnati da uno sviluppo intellettivo normale; i sintomi comportamentali e i disturbi del linguaggio possono essere più o meno gravi; l’andamento può essere o meno regressivo.

Le cause dell’autismo non sono, ad oggi, note. La ricerca si è orientata prevalentemente sul ruolo dei fattori genetici, mentre è stata posta relativamente meno attenzione a quelli ambientali; negli ultimi anni, gli studi si stanno focalizzando soprattutto sull’analisi del cervello, ma c’è ancora tanta strada da fare, prima di raggiungere a conclusioni certe.

La diagnosi precoce, in base alle attuali conoscenze, è molto importante, in quanto si ritiene che intervenire adeguatamente quando il cervello presenta ancora una grande plasticità possa aiutare a raggiungere una prognosi migliore.

L’autismo non è un disturbo che guarisce dopo l’infanzia, come talvolta si pensa, ma con gli interventi giusti si può fare molto per aiutare il bambino e poi l’adolescente a raggiungere il massimo sviluppo possibile delle diverse competenze compromesse e, di conseguenza, il più elevato livello di autonomia possibile. 

 

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