Uncaria tomentosa: proprietà, benefici e controindicazioni
L’Uncaria tomentosa, conosciuta anche come unghia di gatto, è una pianta utilizzata medicina tradizionale amazzonica e nell'erboristeria attuale per le sue proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e immunomodulanti
- Uncaria tomentosa: caratteristiche della pianta
- Costituenti principali
- Proprietà e benefici dell’uncaria
- Come usare l’uncaria
- Controindicazioni ed effetti collaterali
Uncaria tomentosa: caratteristiche della pianta
L’Uncaria tomentosa è una pianta appartenente alla famiglia delle Rubiaceae, la stessa del caffè e della china, nota anche come unghia di gatto per via della presenza di appendici ricurve che la pianta utilizza per aggrapparsi alla vegetazione circostante e arrampicarsi e che sono appunto simili agli artigli di un gatto.
L'uncaria è una liana legnosa che cresce spontaneamente nella foresta amazzonica e in altre aree tropicali dell’America centrale e meridionale, soprattutto in Perù, Bolivia, Brasile, Colombia ed Ecuador. Nel suo ambiente naturale può svilupparsi per diversi metri, avvolgendosi intorno ai tronchi e ai rami degli alberi.
Il fusto è legnoso e sui rami si sviluppano foglie opposte, ovali o ellittiche e ricoperte da una sottile peluria, caratteristica a cui si deve il termine latino tomentosa. Alla base delle foglie si sviluppano le tipiche spine ricurve che permettono alla pianta di sostenersi durante la crescita.
I fiori dell'uncaria sono piccoli, di colore giallo o bianco crema, e sono riuniti in infiorescenze tondeggianti.
L’uncaria è utilizzata da secoli dalle popolazioni indigene dell’Amazzonia, che preparano decotti della corteccia usati per trattare per diversi disturbi, tra cui dolori articolari, infiammazioni, problemi digestivi, ferite e stati di debolezza.
Costituenti principali
La droga vegetale dell'uncaria, cioè la parte della pianta utilizzata a scopo erboristico e fitoterapico in quanto ricca di principi attivi, è costituita principalmente dalla corteccia essiccata del fusto.
In alcune preparazioni tradizionali sono state impiegate anche la corteccia della radice e le foglie, ma la corteccia del fusto rappresenta la materia prima maggiormente utilizzata nei prodotti disponibili in commercio.
La raccolta viene effettuata su piante sviluppate, evitando possibilmente di asportare tutta la corteccia intorno al fusto, perché questa pratica potrebbe danneggiare la liana. Dopo essere stata prelevata, la corteccia viene tagliata ed essiccata, per poi essere utilizzata nella preparazione di polveri ed estratti.
Il fitocomplesso dell’uncaria include:
- alcaloidi ossindolici pentaciclici e tetraciclici;
- glicosidi dell’acido quinovico;
- polifenoli e flavonoidi;
- proantocianidine;
- triterpeni e steroli vegetali;
- tannini e altri composti fenolici.
Esistono però diversi chemiotipi dell'uncaria, cioè piante che appartengono alla stessa specie ma che sono caratterizzate da una diversa composizione chimica. Alcune contengono ad esempio soprattutto alcaloidi ossindolici pentaciclici, altre presentano una quota maggiore di alcaloidi tetraciclici.
Questa variabilità rende difficile confrontare tra loro prodotti ed estratti diversi e aiuta a spiegare perché gli effetti osservati negli studi non siano sempre sovrapponibili.
Proprietà e benefici dell’uncaria
L’uncaria è conosciuta soprattutto come pianta antinfiammatoria e immunomodulante. Gran parte delle proprietà che le vengono attribuite deriva però da studi condotti in laboratorio o su animali, mentre le sperimentazioni cliniche sulle persone sono ancora limitate e hanno spesso coinvolto un numero ridotto di partecipanti.
Proprietà antinfiammatorie e benefici per le articolazioni
L’impiego più studiato dell’uncaria riguarda i processi infiammatori e i disturbi articolari.
Gli estratti della pianta hanno mostrato in studi sperimentali la capacità di modulare alcuni mediatori coinvolti nella risposta infiammatoria, tra cui il fattore di trascrizione NF-kB e alcune citochine.
All’attività antinfiammatoria contribuirebbero diversi componenti del fitocomplesso ed è difficile individuare un solo principio responsabile dell’azione della pianta.
Alcuni studi clinici hanno valutato estratti di uncaria in persone con osteoartrosi o artrite reumatoide osservando una modesta riduzione del dolore.
Uncaria e difese immunitarie
L’uncaria viene spesso consigliata per sostenere le difese immunitarie, soprattutto durante la stagione fredda o nei periodi di maggiore stanchezza. Questa indicazione deriva principalmente dalla presenza degli alcaloidi ossindolici pentaciclici, studiati per la loro possibile capacità di modulare l’attività di alcune cellule coinvolte nella risposta immunitaria.
Attività antiossidante
I polifenoli e le proantocianidine presenti nella corteccia conferiscono agli estratti di uncaria una possibile attività antiossidante, cioè un'azione di contrasto a quella dei radicali liberi che contribuisce a proteggere le strutture cellulari dallo stress ossidativo.
L’attività antiossidante viene però generalmente studiata in vitro e non consente di stabilire se si verifichi in modo identico dopo l'assunzione orale perché l’effetto dipende dalla quantità assorbita, dal tipo di estratto, dal metabolismo individuale e dalla capacità dei diversi costituenti di raggiungere i tessuti.
Come usare l’uncaria
L’uncaria si trova in commercio sotto forma di corteccia tagliata, polvere, capsule, compresse, estratto secco ed estratto liquido.
Nella tradizione amazzonica la corteccia viene utilizzata soprattutto per preparare un decotto, facendo sobbollire la corteccia in acqua e lasciandola poi riposare prima di filtrarla.
Per capsule, compresse, tinture ed estratti non esiste un dosaggio unico valido per tutti i prodotti. La quantità da assumere dipende dalla formulazione, quindi occorre seguire le indicazioni riportate sull’etichetta e non superare le dosi consigliate.
L’uncaria viene generalmente assunta per periodi limitati e, se i sintomi persistono o peggiorano, è opportuno interrompere il fai da te e rivolgersi al medico.
Controindicazioni ed effetti collaterali
L’uncaria è generalmente ben tollerata quando viene assunta per brevi periodi alle dosi indicate, ma può portare a effetti indesiderati e ha anche controindicazioni e possibili interazioni.
Gli effetti collaterali più frequenti sono a carico dell’apparato gastrointestinale e possono comprendere nausea, crampi addominali e diarrea.
L’uso dell'uncaria è poi sconsigliato in gravidanza, durante l’allattamento e nei bambini, salvo diversa indicazione del medico.
Poiché può influenzare l’attività del sistema immunitario, l’uncaria non dovrebbe essere assunta senza controllo medico da persone con malattie autoimmuni come lupus, sclerosi multipla o artrite reumatoide, né da chi segue terapie con farmaci immunosoppressori.
La pianta potrebbe inoltre rallentare la coagulazione del sangue, quindi non è indicata se si assumono anticoagulanti o antiaggreganti, se si hanno disturbi della coagulazione o se ci si deve sottoporre.
In gereale, chi assume una terapia dovrebbe chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di utilizzare l’uncaria, per escludere possibili interazioni.