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Piante “di tendenza”: come riconoscere una moda da un rimedio valido

Tra i rimedi naturali ciclicamente spuntano piante di tendenza che promettono risultati miracolosi, ma cosa c'è di vero?

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©Olena Rudo - 123RF

Come nascono le mode in erboristeria

Le mode interessano ogni settore, compreso quello erboristico, nonostante sia un ambito con radici molto antiche e una tradizione consolidata.

Una tendenza può nascere in diversi modi, ma spesso prende origine da un bisogno reale o percepito, che nel campo dei rimedi naturali è frequentemente legato a disturbi comuni come stanchezza, stress, ansia, insonnia o difficoltà digestive.

A questo bisogno si associa una pianta che può diventare improvvisamente popolare per varie ragioni, ad esempio perché esotica e poco conosciuta,  oppure perché oggetto di uno studio scientifico appena pubblicato.

In quest’ultimo caso accade spesso che un singolo dato scientifico venga enfatizzato nella comunicazione mediatica, talvolta senza il necessario contesto.

La notizia viene ripresa da siti divulgativi, social network e personaggi influenti, amplificando l’interesse del pubblico e contribuendo a trasformare rapidamente una pianta poco nota in un ingrediente di tendenza.

 

Segnali di un rimedio sopravvalutato

Un rimedio sopravvalutato viene spesso presentato come una soluzione universale o come una risposta rapida a problemi complessi.

Uno dei segnali più evidenti è l’attribuzione alla stessa pianta di numerose proprietà, con la conseguente proposta come rimedio miracoloso per disturbi molto diversi tra loro.

Tra gli ambiti più frequentemente associati a promesse eccessive rientrano dimagrimento, prestazioni sportive e problematiche della sfera sessuale, settori in cui la domanda è elevata e la tentazione di semplificare i messaggi è maggiore.

Un altro indicatore importante è la mancanza di informazioni sui costituenti attivi responsabili dell’azione attribuita e sull’esistenza di studi a supporto.

Quando vengono citate ricerche scientifiche, inoltre, è fondamentale valutarne la tipologia: nel campo dei botanicals la letteratura è spesso eterogenea e può includere studi in vitro o in silico, ricerche su modelli animali o piccoli studi clinici preliminari, che non hanno lo stesso valore di studi clinici controllati e metanalisi.

Infine, un segnale da non sottovalutare è l’assenza di indicazioni su dosaggi, possibili controindicazioni, interazioni o limiti d’uso. Un rimedio naturale presentato senza queste informazioni difficilmente riflette un approccio realmente scientifico e responsabile.

 

Quando una pianta è davvero utile

In generale, le piante possono offrire un supporto nei disturbi lievi, soprattutto quando vengono inserite all’interno di un approccio più ampio che include alimentazione adeguata, stile di vita equilibrato e attenzione ai ritmi fisiologici.

Le piante considerate realmente utili sono quelle per cui esiste una buona caratterizzazione dei costituenti attivi e per le quali sono disponibili dati sul meccanismo d’azione e sulla sicurezza d’uso.

In questi casi la scelta di un estratto titolato e standardizzato è importante, perché permette di assumere quantità definite di composti noti e di ottenere una risposta più prevedibile.

Quando si parla di integratori alimentari, però, è necessario chiarire che in base alle normative, questi prodotti non possono essere presentati come aventi proprietà di prevenzione o trattamento delle malattie, ma sono destinati a integrare la dieta e a sostenere funzioni fisiologiche.

Tenere conto di questo aspetto è importante pe valutare correttamente aspettative, tempi di risposta e limiti realistici di un rimedio naturale.


L'importanza del contesto individuale

Le mode non tengono conto del fatto che stessa pianta può essere adatta o inadatta a seconda della persona perché la risposta individuale a un rimedio  dipende da metabolismo, farmaci, patologie, sensibilità individuale.

Ad esempio, un tonico stimolante può essere perfetto per chi è stanco e ipotonico, ma non per chi ha ansia e insonnia, mentre un rimedio per l’intestino può funzionare se il problema è funzionale, ma essere irrilevante se c’è malassorbimento o una patologia infiammatoria non diagnosticata.

Inoltre, l'uso contemporaneo di più integratori o di integratori e farmaci può portare a interazioni che riducono o aumentano gli effetti di un rimedio naturale o che ne aumentano i rischi.

Prima di cambiare rimedio o utilizzare una pianta di moda, meglio chiedere consiglio al medico, al farmacista o all'erborista per valutare la situazione complessiva e trovare la soluzione giusta al proprio problema.