News

End the cage age: il Parlamento europeo sostiene la campagna

Mai più animali rinchiusi in gabbia negli allevamenti. Lo chiedono 1,4 milioni di cittadini dell’Unione, e ora lo chiedono anche le istituzioni europee.

galline-gabbia

Credit foto
©Ron Zmiri / 123rf.com

End the cage age, un’Iniziativa dei cittadini europei

Ad oggi, in Europa, 300 milioni di animali da allevamento sono rinchiusi in gabbia. Stiamo parlando di galline, scrofe, conigli, oche, quaglie a cui viene impedito di muoversi e comportarsi secondo natura, considerandoli come pura e semplice merce.

 

170 associazioni in 28 paesi europei – 20 le italiane – hanno deciso che è giunta l’ora di lasciarsi alle spalle questo modello. Da qui prende il via End the cage age; non una semplice petizione online bensì un’Iniziativa dei cittadini europei, strumento di democrazia partecipativa previsto dal Trattato di Lisbona.

 

Per essere presentata agli organi dell’Unione, un’Ice deve raccogliere almeno un milione di firme. "End the cage age" è una delle pochissime ad aver ampiamente superato questa soglia, totalizzandone ben 1,4 milioni. E segnando un trionfo anche nelle sedi istituzionali.

 

Parlamento e Commissione rispondono all’appello

Il 10 giugno 2021, con 558 voti favorevoli, 37 contrari e 85 astensioni, il Parlamento europeo ha sposato la campagna chiedendo alla Commissione di porre fine all’allevamento in gabbia entro il 2027.

 

Le alternative, si legge nella nota emanata dall’Eurocamera, “sono già utilizzate con ottimi risultati in diversi Stati membri. […] Ma per garantire condizioni di parità per gli allevatori in tutta l'Unione europea, i deputati hanno concordato che è necessaria una legislazione comunitaria”. L’idea è quella di dire addio alle gabbie progressivamente, specie per specie, e di imporre gli stessi criteri anche per carne, uova e latticini importati dall’estero. 

 

Mercoledì 30 giugno è arrivata la risposta della Commissione. Affermativa. L’organo esecutivo dell’Unione si impegna a emanare una legislazione sul tema entro il 2030, coerentemente con la strategia per l’alimentazione sostenibile From farm to fork che costituisce uno dei pilastri del Green deal europeo. I fondi della nuova Pac – Politica agricola comune – serviranno anche per finanziare gli allevatori chiamati a sostenere questa transizione.

 

Una vittoria per gli animali e per la nostra società

Parole che hanno un peso, quelle della commissaria alla Salute e sicurezza alimentare Stella Kyriakides: “Gli animali sono esseri senzienti e noi, come società, abbiamo la responsabilità morale di assicurare che le loro condizioni negli allevamenti riflettano questo principio. La risposta di oggi è un decisivo passo avanti verso un’ambiziosa revisione della legislazione sul benessere animale nel 2023, una priorità fin dall’inizio del nostro mandato”. 

 

Si tratta di una “vittoria schiacciante” per quegli 1,4 milioni di cittadini europei che hanno fatto sentire la loro voce, sostengono i promotori dell’Ice, che promettono di monitorare passo dopo passo l’iter legislativo per assicurarsi del fatto che la Commissione rispetti le sue promesse. 

 

Anche la Lega anti vivisezione (Lav) non nasconde il suo entusiasmo, parlando di “vittoria storica”: “Si tratta del più grande cambiamento all’economia industriale basata sullo sfruttamento animale a partire dalla sua affermazione, e questo indica che l’interesse degli animali è oggi rilevante per i cittadini e inizia ad esserlo anche per le istituzioni europee”.

 

Sei mamma di un bambino dagli 0 ai 10 anni?

Con Cure-Naturali scarica le guide di esperti psicologi in formato ebook e ottieni una consulenza personalizzata offerta da Alleanza Assicurazioni.

 

Clicca qui per il tuo pacchetto omaggio