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Nelle Far Oer uccise centinaia di balene

Nell'arcipelago del nord Europa ogni anno si uccidono centinaia di balene e delfini in nome di una antica e sanguinosa tradizione.

Caccia delle balene nelle Isole Far oer

Credit foto
©kasperfiil / 123rf.com

Ogni anno, nelle remote isole Far Oer850 piccoli cetacei - in prevalenza delfini e globicefali - vengono barbaramente massacrati durante l’evento di caccia più famoso dell’isola: il grindadráp.

Il grindadráp (o “grind”, come vengono comunemente chiamate le cacce) può avvenire in qualsiasi momento in una qualsiasi delle 26 baie di uccisione designate intorno alle isole.

La maggior parte delle cacce si verificano tra giugno e settembre. Si tratta di una caccia senza quote e non c’è distinzione tra madri incinte o piccoli di cetaceo.
 

Quello della carne di balena è un mercato fiorente

Secondo le leggi europee, questa pratica è totalmente illegale poiché non si possono cacciare e uccidere cetacei.

Eppure, le isole Far Oer non fanno parte dell’Unione europea, nonostante siano all’interno del mercato di libero scambio e beneficino di sussidi da parte della Danimarca.

Lo stesso governo dell’isola sanziona la caccia non autorizzata alla balena, ma le “grind” continuano a esistere come sport nazionale e vengono giustificate adducendo a motivi di mantenimento delle tradizioni locali.

Quello della carne di balena è un settore fiorente delle isole Far Oer, il cui Pil è paragonabile a quello degli altri ricchi paesi scandinavi. Ma la carne dei cetacei è contaminata da Ddt, Pcb e altri metalli pesanti, compreso il mercurio.  

Così, oltre alla salute degli animali, si mette a rischio anche quella della popolazione locale e dei turisti.
 

Le battaglie delle associazioni ambientaliste

Diverse organizzazioni di protezione degli animali hanno lanciato campagne per porre fine a questi inutili massacri.

Tra queste c’è Sea Sheperd, che per il sesto anno consecutivo ha lanciato l’operazione “Bloody Fjords”: un equipaggio di terra viene inviato ogni anno sulle isole per indagare, documentare ed esporre queste cacce barbariche all'opinione pubblica. 

Lo scopo è far conoscere la pratica della sanguinosa caccia alla balena a tutto il mondo, per creare pressione sul governo dell'isola e porre fine al grindadráp.

Sea Sheperd sostiene che, grazie al suo intervento, nel 2020 non ci siano state cacce tra agosto e settembre (in genere i mesi di punta per i grindadrap).

Tuttavia, tre battute di caccia sono avvenute nonostante i blocchi anti-covid. Il totale dei cetacei uccisi nel 2020 è stato di 539 globicefali, 35 delfini dalla faccia bianca dell'Atlantico e 11 iperodonti, una specie di mammifero considerata altamente vulnerabile e a rischio di estinzione secondo le stime dell'associazione ambientalista. 

 

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